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Il Vin Santo di Gambellara ritrova la sua tipicità

di Redazione di TigullioVino.it

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Presentati, in occasione della Prima spremitura dei Picai del Recioto, i risultati di un progetto di caratterizzazione e miglioramento dell'antico vino di Gambellara.

Si è tenuta domenica 10 gennaio, a Montebello Vicentino, la prima spremitura pubblica dei picai del Recioto DOCG con le uve raccolte nel 2009. Protagonista di questa sesta edizione il Vin Santo di Gambellara, unica DOC del Veneto in questa tipologia, a cui è stato dedicato un convegno. Da diversi anni infatti il Consorzio di Tutela vini Gambellara DOC sta portando avanti un progetto di caratterizzazione e miglioramento del Vin Santo, i cui risultati sono stati presentati alla stampa durante l'incontro dal titolo: “Il Vin Santo fra tradizione e innovazione” ospitato nella sala degustazione dell'Azienda Agricola Dal Maso a Selva di Montebello.

Ha aperto i lavori Angiolino Maule, noto viticoltore di Gambellara e coordinatore del progetto, che ha illustrato le linee guida della sperimentazione. Dopo un profilo storico del prof. Luigi Zonin, il prof. Roberto Ferrarini, docente di Enologia all’Università di Verona, ha presentato lo stato dell’arte dello studio. Il Vin Santo si caratterizza per una lenta fermentazione spontanea: lo scopo del progetto è quello di identificare i ceppi di lieviti indigeni più idonei e i processi produttivi più adeguati per ottenere un vino caratterizzato territorialmente. Per pervenire a questo risultato la ricerca è partita dall'analisi sensoriale di 30 campioni delle annate 2002, 2003, 2004 e 2006, identificando con una degustazione alla cieca quello ritenuto più rappresentativo per ogni annata.

Dei quattro vini selezionati si sono messe a fuoco le caratteristiche sensoriali e i tratti comuni dal punto di vista enologico. Una vendemmia medio-tardiva e un appassimento non troppo spinto si sono rivelate le caratteristiche essenziali per il Vin Santo di Gambellara, che non deve utilizzare in alcun modo anidride solforosa e riposare a lungo in piccoli caratelli. Se ne otterrà un nettare dal colore ambrato; profumo inebriante con sentori tipici del vino maderizzato, con note di mallo di noce, miele, fico e che ricorderà i grandi Armagnac. In bocca sarà avvolgente, dolce ma non stucchevole.

“È un vino tipico di Gambellara e molto prezioso per la nostra storia - ha dichiarato il presidente del Consorzio Giuseppe Zonin - ma rischiava di andare perduto. Il progetto di caratterizzazione va proprio nella direzione di recuperare questa antica tradizione e eliminare, una volta per tutte, possibili confusioni con il Recioto”.
A seguire si è tenuta una degustazione di sei campioni di Vin Santo, frutto del progetto e non ancora in commercio, coordinata dal fiduciario Slow Food di Vicenza Mauro Pasquali e da Franco Giacosa, Direttore tecnico di Casa Zonin.
Al pomeriggio, di fronte a un folto pubblico, i migliori grappoli di garganega dell’annata sono stati spremuti in piazza con madrina di eccezione Adua Villa, la sommelier del programma di Rai Uno “La prova del Cuoco”.


Fonte news: Studio Cru

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