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Le nefandezze del vino. 1, di Enzo Zappalà

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Le nefandezze del vino. 1

di Enzo Zappalà

Lo so che è Natale e dovremmo essere tutti più buoni, gentili e indulgenti. Ma il contratto che ho appena stipulato con personaggi molto importanti e al di là di ogni sospetto è talmente gratificante e redditizio che non posso tacere. E poi è anche questione di onestà verso tutti coloro che sono ancora ingiustamente legati a quella nefasta bevanda che è il vino. Ho il dovere morale di far conoscere e di informare, senza nascondere la polvere sotto il tappeto come fanno i media, sempre pronti a osannare il terribile liquido, sminuendo gli effetti deleteri che questo causa a chi ne fa un uso anche limitatissimo.

La fantastica opportunità che mi è stata offerta, e che voglio subito mettere in pratica su queste pagine, riguarda proprio la divulgazione di notizie fondamentali che vengono normalmente e criminalmente occultate o deformate. Non lo farò in modo periodico, ma solo quando mi giungeranno sicurezze dai canali speciali che mi sono stati aperti. E questo è il momento giusto per farlo, in quanto ho ottenuto informazioni sicure su quattro fatti più che certi e su uno ancora molto incerto, anche se non del tutto impossibile.

Veniamo al primo che riguarda proprio Babbo Natale. Nessuno ha avuto il coraggio di divulgare sui media che solo una piccola parte dei bimbi italiani ha ricevuto i regali dal simpatico e celebre vecchietto. La ragione non è stata la crisi o la neve o la mancanza di tempo. No, è stato ancora una volta l’abominevole tasso alcolico. Babbo Natale è stato, infatti, fermato sopra le colline del Veneto proprio mentre stava scendendo dal gelido nord a bordo della sua slitta. Il provvidenziale poliziotto che ha rilevato un valore di 0.8 è subito passato all’azione, requisendo il mezzo di locomozione che è stato parcheggiato provvisoriamente nello zoo di Verona, in attesa di ulteriori verifiche. Le renne, infatti, davano anch’esse strani segni di ebbrezza. Il dispensatore di regali si è difeso strenuamente, accusando del tragico responso lo sciroppo per la tosse che era costretto ad assumere per lenire gli effetti della maligna influenza A che lo aveva colpito qualche giorno prima. Il poliziotto, però, non ha ceduto di un millimetro e ha proseguito nel suo ingrato compito lungo le strade.

Tuttavia, proprio a lui e ad alcuni colleghi è capitato il secondo fatto tanto triste quanto assurdo. Recatosi in un’osteria per celebrare frugalmente con gli amici la Santa Notte prima di recarsi al lavoro, aveva ligiamente bevuto un solo bicchiere di vino a bassa gradazione alcolica. Anzi, con i colleghi, aveva eseguito un difficoltoso calcolo basato sul rispettivo peso, età, giorno di nascita, quantità e tipologia del cibo assunto, e ovviamente caratteristiche del vino. Per mantenersi al di sotto di 0.4 (valore di assoluta sicurezza) non doveva superare i 147 centimetri cubici. E così aveva fatto. Ma dopo il fermo di Babbo Natale, gli era sorto un piccolo dubbio e con grande senso del dovere si era misurato il tasso alcolico. Accidenti: 0,52! Si era ovviamente subito autosospeso. Tornato a casa a piedi, era voluto andare a fondo della questione. Aveva appurato attraverso analisi dettagliate, con sgomento e rabbia, che il grado alcolico del vino ingerito non era 12, come indicato sulla bottiglia, ma ben 12,5. Immediatamente aveva denunciato il produttore di quel fraudolento veleno, ma questi era già fuggito a piedi nella vicina Austria, imitando la celebre traversata di Otzi, l’uomo del Similaun. Nessuno sa che fine abbia fatto, ma molti pensano che abbia subito una giusta e definitiva punizione.

Si sa soltanto che alcuni suoi truffaldini amici produttori sono stati arrestati in fragranza di reato, mentre producevano nottetempo “formaggio caprino di vino”. Sì, sì, avete capito bene. Non formaggio “aromatizzato” al vino, ma proprio ottenuto con il vino. Un ignobile composto caseario che erano riusciti a creare auto convincendosi che la loro bevanda non fosse così dannosa per la guida, ma fosse stata scelta come perfetto “capro espiatorio”, anzi “capra espiatoria”! La pena sarà sicuramente pesantissima.

Ma il fatto più grave è quanto capitato al Santo Padre mentre percorreva la navata di San Pietro. Il Papa aveva da poco officiato una Messa nella sua cappella privata, bevendo il suo solito vino da celebrazione liturgica, controllato e garantito dall’apposita commissione cardinalizia. Purtroppo si era subito visto che qualcosa non andava nel passo spedito del Santo Padre. Accidenti sembrava leggermente ubriaco. La ragione era saltata subito all’occhio, anzi alla bocca! Non era il solito vino, ma un potentissimo e ben noto rosso ad altissima gradazione. Il produttore era stato subito imprigionato nelle Segrete vaticane, ma si era dovuto ricorrere a quell’obbligatoria messinscena durante il tragitto del Papa verso l’altare, per nascondere in qualche modo l’andatura traballante del Santo Padre, che sarebbe sicuramente caduto, senza una valida spiegazione da fornire ai fedeli in attesa.

Fin qui le certezze… ma una voce di corridoio mi è giunta da Arcore. Sembrerebbe che il vile attentatore abbia scagliato verso Berlusconi non un modellino di ferro, ma una bottiglia di vino abilmente camuffata da Duomo di Milano. Anche in questo caso la gradazione alcolica era altissima e l’ignaro Presidente ne avrebbe ingurgitato l’intero contenuto. Il ricovero sarebbe stato necessario per eliminare l’intossicazione e per compiere le analisi sul prodotto ingerito. Si dice che il produttore sia già stato fermato e fustigato per tre giorni e tre notti. Ma io a queste indiscrezioni non riesco assolutamente a credere.

Arrivederci alla prossima puntata e … attenti al vino!

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Astrofisico per 40 anni, ho da sempre coltivato la passione per il vino e per il mondo che lo circonda. Vedo di traverso la seriosità che...

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