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Viaggi enogastronomici

Genova: Auguri di Natale in Borsa al Pesto

di Luigi Bellucci

MappaArticolo georeferenziato

Un graditissimo invito degli amici AIS e Olio DOP Riviera Ligure per un “nutrito” scambio di Auguri di Buon Natale 2009 nella splendida cornice liberty della Sala delle Grida nel Palazzo della Nuova Borsa con vista sulla fontana di Piazza De Ferrari e sulla facciata di levante di Palazzo Ducale.
La serata è particolarmente pungente. Ci arrivo da Piazza Campetto dove gli ultimi banchetti davanti a Palazzo Imperiale, palazzo dei Rolli, stanno riponendo le cose in vendita e smontando i tavolini di tubi e i tendoni. Risalgo lentamente Salita di San Matteo, con il gioiellino della Chiesa Romanica dei Doria che affaccia il loro palazzo a righe bianche e nere, dove ha vissuto i suoi primi anni di architetto il grande Renzo Piano. Dalla piazzetta della chiesa osservo la fronte del palazzo e noto che al primo dei suoi tre piani, nella lunetta sopra a ciascuna finestra sono raffigurati visi di giovani, al secondo visi di persone mature, al terzo, visi di persone anziane, sopra ancora c’è il cielo e forse era un augurio per volare in Paradiso alla fine della vita. E mi piace immaginare che, quando è stato costruito, la famiglia si distribuisse ai piani come spiegano le “iconcine” di facciata.

Sponsor e Produttori:

Alle otto di sera di domenica 13 dicembre Piazza De Ferrari è quasi deserta, due ragazzi seduti sugli scalini rotondi di Palazzo Ducale, tre o quattro passanti infreddoliti e veloci sotto i portici dell’Accademia. Arriviamo puntuali al piano rialzato del Palazzo che è qui dal 1912 con la sua caratteristica facciata a semicerchio.
Organizza la serata l’AIS Liguria e Genova con il Presidente Marino Giordani e i suoi collaboratori e collaboratrici e con la verve di Moreno Babbini del Genovino, che guida la serata.
Questi gli altri sponsor della serata: Onaoo, Consorzio per la Tutela dell’Olio Extra Vergine di Oliva DOP Riviera Ligure, l’Osteria Baccicin du Caru, Panarello.
I vini sono stati offerti da qualificati produttori liguri: dalla Riviera Ligure di Ponente le Aziende Cascina delle Terre Rosse, Ramoino e Bruna, dalla Val Polcevera l’Azienda Andrea Bruzzone Vini, dalle Cinque Terre l’Azienda Agricola Begasti 5 Terre e infine dai Colli di Luni all’estremità orientale le Aziende Baia del Sole di Federici e Giacomelli. L’aperitivo di benvenuto Metodo Classico Rosè Oltrepò Pavese è stato offerto dall’Azienda Travaglino di Calvignano (PV).
Il servizio è a cura di Welcome Ricevimenti e la serata è patrocinata dalla Camera di Commercio di Genova.

Un confronto simpatico

Nella saletta di ingresso un buffet ricchissimo con gli antipastini freddi e il banchetto del rosato Oltrepò Pavese, prodromo del Cruasè prossimo venturo, esclusivamente da Pinot nero vinificato lievemente sulle bucce.
Sopra un tavolone rotondo centrale gli antipasti freddi, i ripieni alla genovese, zucchine e cipolline e piccole melanzane, un assortimento di salumi delle valli di Liguria, il salame di cinghiale all’aglio e quello al pesto (non lo assaggio), la mostardella di Vobbia, eccellente, la testa in cassetta. Poi la focaccia di Voltri e un assortimento dei formaggi liguri, il San Stè e il Montello dalla Val d’Aveto, le formaggette biologiche dell’azienda Autra di Casella e quelle di Stella San Giovanni. Ancora una deliziosa torta “de succa”, di zucca e qualche vassoietto di mandorle salate e nocciole tostate.
Intanto passano tra i presenti gli antipasti caldi, appena usciti dalle cucine, su vassoi ancora bollenti, con i cuculli con farina di ceci, delicatissimi, le “Granattinn-e de riso”, gli Spicchi di carciofi alla genovese (ottimi, fritti insieme a una noce di prescinsoeua, credo), la panissa fritta (non è riso ma farina di ceci) e i frixöè con novellame di pesce.
Alle nove si passa nel salone delle grida. Al centro tre banchi di assaggio e attorno una decina di tavole rotonde per gli ospiti.
Al buffet dell’olio, a cura di ONAOO e del Consorzio DOP Riviera Ligure, si possono assaggiare una decina di oli liguri, alcuni freschissimi, altri dell’ultima annata. Chi guida la degustazione, con i bicchierini da assaggio, non con il pane, chi si avvicina per chiedere spiegazioni, chi prova ad assaggiare, chi chiede qual è il più buono.
Al buffet dei vini i bianchi e i rossi proposti dalle sette aziende presenti che hanno portato i loro campioni (vedi sotto) e che sono serviti dal personale AIS durante la cena.
Infine il buffet del pesto per una simpatica dimostrazione in diretta su due postazioni di lavoro di preparazione del pesto al mortaio. Da una parte il Presidente Marino Giordani, con i suoi attrezzi storici, il mortaio di marmo e il pestello di legno di bosso, ultrasecolari e caro ricordo di famiglia.
Dall’altra Gianni Bruzzone, dell’Osteria Baccicin du Caru, ristoratore e massimo esperto genovese di preparazione del pesto, anche lui con gli attrezzi di Osteria, il grosso mortaio e il pestello “personale”. Due i banchi e due le tecniche di preparazione, più classica quella di Gianni, più di esperienza quella di Marino, che richiede un tempo maggiore di lavorazione ma arrivano entrambe a un ottimo prodotto finale. Grande la curiosità dei presenti per assistere al lavoro dei due artigiani. Simpatico anche Moreno che improvvisa una terza postazione di lavoro e scruta gli altri due per versare nel suo mortaio le dosi di ingredienti necessarie e si mette all’opera, ma con risultati non proprio canonici, anche perché si fa prendere la mano quando versa il sale.
La cena prevede uno start di "Menestrun a la zeneize” in coccio (u pignattin de tëra) con l’aggiunta di pesto dal banco del pesto.
In accompagnamento due tipi di Pigato e un Cinque Terre
Poi immancabili i Ravieu co-o tocco (la o si legge sempre u).
Altro piatto tipico il successivo, le tomaxelle de vitello cun articiocche (carciofi, dall’inglese artichokes) in fricassea, splendido.
I vini rossi sono Rossese dal Ponente e Rossi dei Colli di Luni dal Levante.
Il dolce è una squisita Bavarese al basilico con salsina ai pinoli e cresta al parmigiano.
Per finire panettone genovese a volontà con il moscato di Bruzzone.
Anche i grissini e i piccoli panini, bianchi o con le olive, sono fatti a mano, e si sente!
Per chi gradisce, vista l’ora vicina a mezzanotte, alla fine anche un buon caffè.
Una serata deliziosa con una compagnia piacevole e il ritorno a casa scendendo veloci Via Venti fino a Brignole nel fresco della notte ravvivata dalle luminarie di Natale.

FotoCredit: Luigi Bellucci

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Sono nato in una torre malatestiana del 1350 sulle primissime colline del Montefeltro romagnolo. Forse per questo mi ha sempre...

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