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Il piano quinquennale francese

di Riccardo Modesti

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Il piano quinquennale francese
Prendendo spunto dalla nuova OCM, la Francia gioca la carta della pianificazione a medio termine della propria industria del vino. Vediamo gli spunti principali.

Come gli australiani, anche i francesi mettono in atto la pianificazione a lungo periodo della industria del vino nazionale. E lo fanno con un programma quinquennale che dovrebbe permettere alla vitivinicoltura francese di rilanciare la sfida ai mercati mondiali. L'obiettivo di tale programma è di rafforzare la competitività della filiera agendo sia dal punto di vista della ricerca che da quello delle organizzazioni collettive.

Si tratta di raccogliere la sfida della globalizzazione attraverso l'adattamento dell'offerta a ciò che viene richiesto dai consumatori dei nuovi mercati, migliorando al contempo la leggibilità dei prodotti targati Francia e aumentando la reattività delle imprese di fronte all'evoluzione del mercato. Infatti, una delle difficoltà principali per i vini francesi che si affacciano al mercato estero, è proprio la leggibilità della provenienza, con AOC non sempre facilmente riconducibili al luogo di origine.

La nuova OCM appena varata offre possibilità regolamentari e finanziarie molto importanti, che dovranno essere sfruttate a livello nazionale. Il piano quinquennale potrà contare su tra l'altro su un budget di ben 280 milioni di euro. Una nuova piramide qualitativa viene con l'occasione creata: alla base i vini senza indicazione geografica che potranno, in base alla nuova OCM, riportare in etichetta annata e vitigno; al livello superiore i vini che fanno riferimento a una regione ben delimitata (IGP); infine, a un livello ancora superiore, una categoria di vini che hanno l'origine in territori che ne marcano profondamente la differenza nel contenuto (AOP). Gli attuali Vin de Pays, AOVDQS e AOC, migreranno ciascuno verso la categoria più opportuna, senza attribuzioni automatiche in base alla denominazione di partenza: ciò significa che un'AOC non necessariamente diverrà un'AOP.

Tra gli obiettivi ambiziosi vi sono anche un aumento delle esportazioni, passando dai 13,5 a 16 milioni di ettolitri nel 2013. Vi saranno novità importanti anche a livello di filiera, con la creazione di 10 consigli di bacino che permetteranno il decentramento dei processi decisionali. Sempre con l'obiettivo del decentramento, gli attuali comitati regionali dell'istituto nazionale dell'origine e della qualità non saranno più entità puramente consultive ma diverranno luoghi decisionali, con responsabilità decisionali nell'adattamento dei limiti previsti dall'AOP per una data vendemmia.

Le organizzazioni interprofessionali diffuse sul territorio avranno la responsabilità di lavorare sulla promozione e di regolare la quantità di prodotto immessa sul mercato, nonché di occuparsi di ricerca su obiettivi locali e contribuire economicamente a quelle a livello nazionale. Il piano prevede anche la soppressione dei limiti di resa per i vini senza indicazione geografica e la nascita di un catalogo di vitigni autorizzati a livello nazionale e non più, quindi, a livello regionale.

In conclusione, la filiera vitivinicola francese sta cercando di sviluppare una politica organica in grado di affrontare la sfida dei mercati mondiali, recependo nel contempo le decisioni della nuova OCM vino che entrerà in vigore a partire dal 1 agosto 2008.

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Sono nato nel 1967 a Milano e fino a qualche anno fa ho fatto il tecnico informatico: dopo una quindicina d'anni davanti a un monitor ho cominciato...

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