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Colli Orientali del Friuli e Ramandolo: un unico Consorzio di tutela

di Redazione di TigullioVino.it

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Abbiamo lavorato per offrire ai soci migliori servizi tecnici ed economici, ha detto Pierluigi Comelli. È ormai cosa fatta. La fusione tra il Consorzio di tutela vini dei Colli Orientali del Friuli e il Consorzio del Ramandolo, è stata deliberata, a Cividale, all’unanimità. Tra i soci, erano presenti il presidente dei Colli Orientali, Pierluigi Comelli e quello del Ramandolo, Paolo Comelli. Al termine dell’assemblea (che coinvolgeva solo i produttori dei Colli Orientali), è scoppiato l’applauso. “La lunga marcia di avvicinamento è iniziata nell’agosto 2007, dopo la pubblicazione della legge regionale n. 22, che stimolava i Consorzi a doc del Friuli Venezia Giulia a unirsi anche stanziando specifici aiuti economici – spiega Pierluigi Comelli -. Abbiamo pensato subito che fosse una buona occasione per costruire nuove sinergie, cogliere migliori risultati tecnici, economici e finanziari per offrirli ai soci”.

Dello stesso tenore, le dichiarazioni di Paolo Comelli, di Nimis.
Il dibattito interno ai due Consorzi ha avuto alti e bassi nei mesi scorsi ma, alla fine, un buon accordo si è trovato. Una volta espletate le relative formalità assembleari da parte dei soci del Consorzio del Ramandolo, la fusione sarà operativa dal primo giorno di gennaio del 2010. Le due denominazioni resteranno distinte anche sulle etichette delle bottiglie, ma vi saranno un unico presidente e un unico consiglio di amministrazione con alcuni posti riservati, di diritto, ai produttori del Ramandolo. Le nuove dimensioni, dopo la fusione, parlano di 2.300 ettari vitati, 208 associati per 115.000 ettolitri di vino prodotti ogni anno. Il “neonato” Consorzio avrà la gestione della denominazione doc Colli Orientali del Friuli, docg Ramandolo e docg Picolit. Per la prima volta, dunque, ambedue le docg regionali saranno tutelate da un unico Consorzio.


Fonte news: Associazione Stampa Agroalimentare Italiana

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