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Viaggi enogastronomici

La settima Sirena - I più bravi del 2009 (Terza Parte)

di Luigi Bellucci

MappaArticolo georeferenziato

Sabato 14 Marzo 2009

Verso le tre e trenta del pomeriggio si lascia l’albergo per arrivare a piedi al Teatro Tasso. La camminata è rinfrescante e aiuta a digerire meglio il pranzo. Continua il tempo primaverile fresco che trattiene tutti gli ospiti fuori dell’ingresso al teatro per prendere un pochino di tintarella.
Alla sera, dopo la premiazione, una cena di gala con fiocchi e controfiocchi.

Vedi anche Settima Sirena d’oro
Vedi anche La settima Sirena – Sigillo DOP (Prima Parte)
Vedi anche La settima Sirena – La Panacea (Seconda Parte)
 
La premiazione

Oggi ci sono Fede & Tinto di Rai Radio 2 Decanter. Sempre simpatici, attenti ai tempi dello spettacolo, attenti anche alle parole dei relatori che non vengono mai interrotti a metà strada, ma sono stimolati in modo spiritoso o all’inizio oppure, più spesso, alla fine del doro discorso.
Luciano Pignataro del Mattino di Napoli guida la scaletta degli interventi del pomeriggio.
Si alternano a portare i loro saluti ai produttori e assaggiatori e altri presenti in sala e a esternare le loro considerazioni sul mondo dell’olio il Sindaco di Sorrento Marco Fiorentino, Anna Scafuri, giornalista del TG1, Luciano Daponte, Enrico Lupi, Silvano Ferri, Guido Magnoni, Laura Latorre, Raffaele Bucciarelli, Vincenzo Aita. La considerazione più aderente ai tempi che stiamo attraversando è l’augurio che il neopresidente di Federdop rivolge a sé stesso e a quanti lavorano nell’olio: che questa crisi mondiale possa servire a fare selezione, proprio come ai tempi della trebbiatura che lui ha ancora bene in mente; la concia del grano serviva a separare gli ultimi chicchi di grano dalle scorie che erano rimaste. Bello anche l’abbraccio con il Capitano Luigi Milano che se ne sta in disparte, seduto a lato sul palco, che Silvano definisce come il Cardinale Richelieu del Premio Sirena d’Oro per il suo ruolo di demiurgo dietro le quinte.

Eccoci dunque alla premiazione finale con i migliori tre oli per ciascuna tipologia di fruttato.
Per ogni vincitore chiamato sul palco è stata scritta una motivazione, letta da uno dei componenti il panel d’assaggio, che descrive l’olio nelle sue caratteristiche organolettiche. Poi per ogni premiato si affianca un esponente politico per consegnare il premio mentre i fotografi si accalcano sotto il palco per la foto di rito.
Tra un premiato e l’altro le battute simpatiche di Fede & Tinto

La premiazione comincia dai terzi classificati di ogni tipologia, prosegue con i secondi e infine le tre Sirene d’Oro. La tabella che segue riporta l’elenco dei vincitori per tipo di fruttato.

Fruttato Leggero
Sirena d’ORO     DOP Garda    Olio Toniolli di Stefano Buonamico – Arco (TN)
Sirena d’Argento DOP Lucca     Stefanini Tronchetti – Montecarlo (LU)
Sirena di Bronzo DOP Umbria   Calvarone – Spello (PG) 

Fruttato Medio
Sirena d’ORO    DOP Tuscia       L’Oliveto Matarazzo – Viterbo
Sirena d’Argento DOP Bruzio       Le Conche – Bisignano (CS)
Sirena di Bronzo DOP Sardegna  Accademia Olearia s.r.l. – Alghero (SS)

Fruttato Intenso
Sirena d’ORO      DOP Monti Iblei             Rollo Giorgio – Ragusa
Sirena d’Argento   DOP Chianti Classico Podere il Fornacino di Lidia Saletti – Castelnuovo Berardenga (SI)
Sirena di Bronzo   DOP Sardegna            Fattoria Enrico Loddo – Dolianova (CA)

La giuria ha assegnato inoltre una serie di menzioni di merito ai migliori oli classificati dopo i tre vincitori.
Le menzioni di merito non tengono conto della suddivisione tra fruttato leggero, medio e intenso, ma sono orientate a indicare le migliori aziende, fra le trentatre DOP meritevoli di menzione, che hanno partecipato a questa selezione 2009.
La tabella è in ordine alfabetico per DOP.

Menzioni di Merito 2009
DOP Aprutino Pescarese      Az. Agr. Forcella di Giovanni Iannetti Pescara
                                               Az. Agr. Speranza Giancarlo Rosciano (PE)
DOP Brisighella                     CAB – Cooperativa Agricola Brisighellese Brisighella (RA)
DOP Bruzio                            Azienda Le Conche Bisignano (CS)
                                               Fattorie Greco s.r.l. Cariati Marina (CS)
DOP Canino                          Frantoio alla Chiusaccia s.r.l. Canino (VT)
                                               Az. Agr. Laura De Parri Canino (VT)

La Cena di Gala

Alle nove si comincia a entrare nella sla ristorante al secondo piano dell’Hilton Palace Hotel.
Ci sono 28 tavoli rotondi apparecchiati per otto o nove persone. Ogni tavolo è identificato dal nome di una DOP. Io sono al tavolo della DOP Sabina, insieme a Mario ed altri assaggiatori.
La sala è attrezzata con luci soffuse e teli a schermo che pendono qua e là dal soffitto a fare da ripari acustici per evitare insonorizzazioni fastidiose.
A centro sala un piccolo palco attrezzato per il Quintetto Collegium Philarmonicum di Napoli. Due violini con Gennaro Cappabianca e Giusi Tufano, una viola con Pietro Lo Popolo, un violoncello con Alida Dell’Acqua e infine una voce solista Soprano Eleonora Arpaise. Ci terranno compagnia durante tutta la cena suonando pezzi di musica napoletana, qualche brano di operetta, qualche tango di Astor Piazzolla e altre cose piacevolissime, alternando pezzi solo musicali con altri anche cantati e riscuotendo spesso applausi a scena aperta.
L’introduzione alla serata è curata da Fede&Tinto che intervistano Gaetano, che ha curato l’abbinamento degli oli ai piatti, chiedendo i motivi dell’abbinamento.
Si comincia con Terrina di verdure al pesto di olio e basilico con Olio DOP Riviera Ligure. In realtà non di pesto si tratta ma di una salsa di basilico e olio e una punta di aceto balsamico. Per il pesto ci vorrebbero anche pinoli, formaggio parmigiano e pecorino sardo, aglio e sale, di nessuno dei quali c’è traccia. Il piatto è saporito con un bell’abbinamento di verdure di stagione di giusta cottura, parte gratinate e parte solo scottate, per una giusta resistenza al morso.
Il vino servito è un Pietratorcia Ischia Bianco DOC Superiore 2007, di 12,5 gradi dal lotto non leggibile in etichetta. Le uve sono Biancolella e Forastera con tracce di Uva Rilla e San Leonardo. Bello il colore giallo oro luminoso, pieno con un naso con sfumature balsamiche di anice e finocchio e una piacevole nota minerale. In bocca risulta pieno, di discreta struttura e armonico ed equilibrato, per un piacevole accompagnamento a tutto pasto.
Due i primi proposti: Risotto con vongole e punte di asparagi con olio DOP Penisola Sorrentina e poi Ravioli con Provola e ricotta ai pomodorini con olio DOP Colline Salernitane, di grande freschezza e saporosità per il lieve affumicato della provola e la delicatezza della ricotta fresca.
Prima di passare al piatto forte una disputa poetica tra Mario, poeta dell’olio, che recita prima “Stille” e poi “Sul mio appetito” e Raffaele, che presenta un primo brano in napoletano “’A butteglia r’uoglio” e un secondo in lingua “Profilo Sensoriale” con qualche accenno napoletano.
Disputa ovviamente in parità.
Il secondo è un delizioso Pescato su letto di patate e petali di zucchine con olio DOP Monte Etna.
Un piatto che soddisfa prima gli occhi per come è composto e poi il naso per i profumi che emana e infine il palato per la saporosità e la delicatezza complessiva.
Il dolce è una composizione chiamata Delizie al limone accompagnata da una fragola fresca, che decido di provare con un velo di olio della DOP Sardegna dal banco degli oli vincitori. Abbinamento più che indovinato, con un completamento del sapore e degli aromi che delicatamente salgono dal piatto.
Per finire Caffé e, per digerire, un bicchiere di limoncello davvero eccellente.
Sono passate le undici. Il quintetto termina le sue esibizioni. Pian piano gli ospiti si dileguano.
Qualche fotografia ricordo tra gli assaggiatori. Qualche firma sul foglio del menù per avere un ricordo della serata. Chiacchierate a gruppetti isolati mentre dalle vetrate della sala rimbalzano le luci della notte dalle case illuminate e dalle strade al di fuori, sul versante della collina di fronte, che nella notte sembra un mantello scuro pieno di paillettes colorate.

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Sono nato in una torre malatestiana del 1350 sulle primissime colline del Montefeltro romagnolo. Forse per questo mi ha sempre...

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