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Vini a confronto

Montefalco Sagrantino Docg 2003 - Rocca di Fabbri Vs/ Montefalco Sagrantino 25 anni 2003 Arnaldo Caprai

di Luigi Salvo

MappaArticolo georeferenziato

Montefalco area vitivinicola umbra altamente vocata, si trova a circa quaranta chilometri ad est di Perugia, in quelle terre nasce il Sagrantino di Montefalco, piccola DOCG nata nel 1992, che in certe sue espressioni sa essere straordinaria. Coltivato da centinaia d'anni sulle pendici delle colline umbre, il Sagrantino è considerato autoctono, nonostante la sua origine abbia varie ipotesi, la provenienza spagnola, o l'introduzione in Italia da parte dei Saraceni.

Tra le sue peculiari caratteristiche, una gran ricchezza organolettica, con bella carica tannica ed una presente acidità, oggi da vita a vini potenti, in grado di avere una lunga tenuta nel tempo.
Nel passato, invece, il Sagrantino era prodotto esclusivamente come passito, un vino dolce caldo e ricco, la vinificazione nella versione secca, è frutto di studi e ricerche portati avanti da una trentina d'anni a questa parte, e che hanno permesso al Sagrantino di Montefalco di perdere parte della sua rusticità, consentendogli di acquisire quei caratteri migliorativi che ne fanno uno dei grandi rossi italiani da invecchiamento. E' un vitigno dalla buona vigoria, nei terreni argillo-calcarei raggiunge livelli ottimali di maturazione fisiologica, ottimizzando il contenuto in sostanze polifenoliche, predilige forme d'allevamento compatte ad elevata o elevatissima densità, cordone speronato e guyot.

I produttori più attenti alla qualità, hanno compiuto maggiori sforzi in vigna, cambiando gradatamente i sistemi d'allevamento, adeguandoli ad una maggiore densità di piante per ettaro, con rese limitate, atte a produrre uve dai migliorati parametri enotecnici. Anche in cantina attente vinificazioni hanno migliorato l'equilibrio del prodotto finale, ed oggi è così possibile apprezzare vini intriganti, espressioni del territorio. In verità, in questi ultimi cinque-sei anni la ricerca della morbidezza che il mercato richiede, non ha risparmiato neanche il Sagrantino di Montefalco, in alcuni casi, portandolo a subire dal "blocco di fermentazione" lasciando maggior zucchero residuo nel vino, all'aggiunta del Merlot, quale uva migliorativa, creando prodotti più facilmente godibili al palato ma certo non di maggior pregio compositivo.

Il "Sagrantino Wine Festival", la settimana enologica di Montefalco, che si è svolta lo scorso Settembre, ha evidenziato sempre più, il successo di questo vino umbro, con la gran folla d'appassionati che ha gremito degustazioni libere e guidate. L'alta qualità dei prodotti delle oltre trenta aziende presenti, ha mostrato significative punte d'eccellenza. I vini caratterizzati da intensi e piacevoli sentori di mora, l'aroma più frequente e marcato, oltre che da violetta, amarena e prugna, hanno mostrato in genere notevole struttura ed in alcuni spiccata astringenza, che se non adeguatamente bilanciata, tende a mitigarsi molto lentamente in affinamento, ed è proprio per queste sue caratteristiche, che il disciplinare di produzione del Sagrantino di Montefalco prevede che il vino rimanga in botti di legno per almeno 12 mesi, e non possa essere immesso al consumo prima di aver subito un periodo d'invecchiamento totale di 31 mesi.

Ma c'è una gran novità che riguarda questo vitigno a bacca rossa tra i più antichi d'Italia, grazie ad un'approfondita ricerca ed ad una soluzione unica nel panorama enologico nazionale, realizzata dall'Università di Milano in collaborazione con l'azienda Arnaldo Caprai, è nato il vitigno a bacca bianca di Sagrantino. Dopo oltre dieci anni di studi è stato ottenuto con l'autofecondazione, uno dei metodi per il miglioramento genetico della vite più comunemente usati per costituire nuove varietà, ottenendo linee pure di uno stesso vitigno. I ricercatori ritengono che nella genealogia del Sagrantino ci sia stato anche un Sagrantino bianco, con carattere non dominante nella sua evoluzione. Il 2006 è la prima vendemmia di questo nuovo Sagrantino, e non nascondo d'essere molto curioso di sentirlo prossimamente al palato.


Ho messo a confronto due Sagrantino di Montefalco 2003:

Montefalco Sagrantino Docg 2003

Azienda Rocca di Fabbri
Loc. Fabbri - 06036 Montefalco (PG) - Tel. 0742399379 Fax 0742399199
Alcol : 14,5%vol. - Bottiglia : 0,75 l - Vitigno: Sagrantino 100%
Data degustazione : 01/2007

I terreni di produzione sono mediamente argillosi ed alcalini, ben drenati, con esposizione Sud-Sud est a 200 m slm. Le uve accuratamente selezionate sono pigiate in modo soffice, il mosto ottenuto è fatto fermentare in serbatoi in acciaio inox da 150 hl a temperatura controllata di 25° C. Matura in grandi botti di rovere di Slavonia e parte in barriques di secondo passaggio. Si mostra limpido e d'intenso rosso rubino, d'estrazione glicerica. Il naso è intenso, piacevolmente pieno di viscicole, ciliegia, mora, liquirizia, con un finale olfattivo di tostatura piccante. Al palato è di corpo e calore, con tannino sovrastante, e note fruttate, speziate e balsamiche di viva freschezza. Sebbene il nerbo alcolico sia di spessore, l'equilibrio è spostato verso le parti dure. Chiude con P.A.I. di media lunghezza, che si esprime tra frutto e tostato leggermente amarognolo.

Voto di TigullioVino.it (da 1 a 5 chiocciole) : @@@@


Montefalco Sagrantino Docg 25 Anni 2003

Azienda Arnaldo Caprai
Loc. Torre - 06036 Montefalco (PG) - Tel. 0742378802 Fax 0742378422
Alcol : 14,0%vol. - Bottiglia : 0,75 l - Vitigno : Sagrantino 100%
Data degustazione : 01/2007

Le uve di Sagrantino che compongono il "25 anni" sono estremamente curate, provengono da terreno argilloso a forte componente calcarea. La tessitura tendenzialmente argillosa del terreno determina ricchezza d'estratti e vivacità di colore, la composizione calcarea favorisce la gradazione alcolica e l'intensita` dei profumi. Dopo una pigiadiraspatura molto soffice, sono effettuati rimontaggi continui in modo da estrarre le sostanze contenute nelle bucce, il tempo di macerazione è di circa 30 giorni, a temperature di circa 30 °C. Successivamente matura in barriques di rovere francese per 24 mesi. L'impatto del vino sul cristallo del bicchiere è di gran consistenza d'estratto, di luminoso colore rosso rubino impenetrabile. Olfatto intenso, poliedrico, estremamente elegante, si apre con note di lampone, amarena, il sottofondo è di cannella, menta, vaniglia, dolce speziatura. Al palato è pieno, potente, polposo, il tannino è vigoroso ma ben condotto, bilanciato dalle note glicerico-alcoliche, la freschezza si fa viva nella lunghissima scia finale di prorompente fitto frutto e spezie che avvolge il palato. Superlativo.

Voto di TigullioVino.it (da 1 a 5 chiocciole) : @@@@@

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Luigi Salvo nasce a Palermo il 16 Gennaio 1964, dopo gli studi scientifici e di medicina, agli inizi degli anni '90 durante il tirocinio in ospedale,...

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