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Vini a confronto

Aglianico del Vulture Macarico 2003 - Macarico (PZ) Vs/ Aglianico del Vulture Don Anselmo 2003 Paternoster (PZ)

di Luigi Salvo

MappaArticolo georeferenziato

Sono stato in Basilicata nella splendida zona del Vulture, ai primi di Dicembre, in occasione del seminario plurididattico per relatori A.I.S. che si svolto a Barile, ed è stata una bell'occasione, per un approfondimento sull'Aglianico del Vulture con gli amici sommeliers Lucani.
L'Aglianico fu inizialmente introdotto in Campania, per poi diffondersi in Basilicata e Puglia, dai coloni Greci nell'VIII secolo a.C. Il suo antico nome, "Ellenico", fu trasformato successivamente in Aglianico nel corso della dominazione spagnola intorno al 1400, altra ipotesi è che il nome derivi dal termine latino "Aglaia", il cui significato è splendore.

L'Aglianico del Vulture ha ottenuto la Denominazione d'Origine Controllata nel 1971, deriva dalla vinificazione in purezza delle uve provenienti dall'omonimo vitigno, coltivato nella zona nord della Lucania, nelle fertili ed alte colline d'origine vulcanica, tra i duecento ed i settecento metri d'altitudine, in diversi comuni: Rionero in Vulture, Barile, Rampolla, Ripacandida, Ginestra, Maschito, Forenza, Acerenza, Melfi, Atella, Venosa, Lavello, Palazzo San Gervasio, Banzi, Genzano di Lucania.

L'intera zona è caratterizzata da una complessa e variegata orografia, che determina una notevole varietà di microclimi, profondamente diversi anche tra luoghi vicini, ciò avviene per le variazioni d'altitudine, di pendenza ed esposizione dei versanti. Questi fattori determinano quindi un'elevata caratterizzazione della tipicità dell'Aglianico del Vulture, dando vita a prodotti molto unici. Nella zona storica dell'Aglianico, a Barile e Rionero in Vulture, troviamo terreni più ricchi di scheletro, verso Venosa e Maschito, invece si arricchiscono anche di componenti argillose. Il vitigno è vigoroso e produttivo, con grappolo tronco piramidale, medio, grosso, semi-spargolo, acino grosso a maturazione leggermente anticipata.
Il test degustativo ha compreso oltre venticinque Aglianico del Vulture.

L'Aglianico prodotto nella zona storica, alla degustazione, mostra nei primi anni di vita una tannicità rilevante, che insieme ad acidità ben presente, lo rende particolarmente duro, in seguito ad un adeguato invecchiamento, evidenzia invece grande eleganza, diventando al gusto suadente.
Nelle zone di Maschito,Venosa e Palazzo, l'Aglianico è caratterizzato da note di freschezza più mitigate, i tannini sono meno aggressivi, l'evoluzione che porta all'optimum dell'eleganza gusto-olfattiva è quindi meno lunga. In rari casi, per fortuna, mi sono imbattuto in un Aglianico appena commercializzato, già rotondo e morbido, dal gusto internazionale, "merlottizzato", una strada che porta alla perdita d'intentità, e che mina l'unicità del vitigno. Con una gradazione alcolica minima del 12,5% ed un invecchiamento di almeno 3 anni, di cui 2 in botti di legno, puo' portare la qualifica "Vecchio". Qualora il periodo d'invecchiamento sia di 5 anni, di cui sempre 2 in legno, puo' portare la qualifica "Riserva".

Ho messo a confronto due Aglianico del Vulture 2003 prodotti nel territorio di Barile:

Aglianico del Vulture Doc Macarico 2003

Azienda Macarico
Piazza Caracciolo 7 85022 Barile (PZ) - Tel. e Fax 0972.771051
Alcol : 13,5%vol. - Bottiglia : 0,75 l - Vitigno: Aglianico 100%
Data degustazione : 12/2006

Questa giovane azienda ha il merito di avere recuperato in una contrada di Barile, Macarico, a 500 metri s.l.m , un vigneto di due ettari d'oltre trent'anni, e di avere impiantato nuove vigne con densità d'impianto fino a 10.000 piante per ettaro, selezionando materiale genetico da ceppi circostanti di oltre ottanta anni. Le uve sono pigiate in modo soffice, il mosto ottenuto è fatto fermentare in acciaio a temperatura controllata di 26/28° C., matura in barriques francesi per 18 mesi. Versandolo nel bicchiere si mostra limpido e dal bel colore rosso rubino concentrato, di gran consistenza. L'impatto olfattivo di buona intensità è caratterizzato da marasche e ciliegie sotto spirito, note di cacao, pepe nero e note fumè. In bocca secco e caldo, di gran mineralità, con il tannino che prende la bocca, la frutta ha un buon ritorno in un finale di note tostate ed amandorlate.

Voto di TigullioVino.it (da 1 a 5 chiocciole) : @@@@


Aglianico del Vulture Doc Don Anselmo 2003

Azienda Paternoster
Corso A. De Gasperi 86 85022 Barile (PZ) - Tel. 0972.770224 Fax 0972.770658
Alcol : 14,0%vol. - Bottiglia : 0,75 l - Vitigno : Aglianico 100%
Data degustazione : 12/2006

La nascita di un grande vino ha come principio fondamentale la grande qualità dell'uva utilizzata per crearlo. Le uve del Don Anselmo provengono da piccole vigne del Comune di Barile, locate a 600 metri s.l.m., d'età molto avanzata e dalle rese spontaneamente bassissime 35/40 quintali per Ha..La fermentazione è condotta in vasche d'acciaio termocontrollate con macerazione sulle bucce per 15 giorni a 25/28° C., durante i quali si effettuano periodici rimontaggi e follature. Successivamente matura in botti grandi di rovere di Slavonia per il 50% ed in barriques francesi per il restante 50% per 20 mesi. Limpido, dallo splendido rosso rubino impenetrabile, versandolo nel bicchiere scorre con nettezza di spessore. Al naso mostra chiare ed evidenti note legate alle caratteristiche del territorio dal quale proviene, apre con intenso frutto maturo, more, ciliegie nere, mirtilli, seguite da note di liquirizia, tabacco, grafite e pietra lavica, cioccolato fondente alla menta. Al palato è secco, caldo, la sua morbidezza è in divenire, le note di freschezza e mineralità sono preponderanti con un tannino, ancora ben "presente" ma elegante, in un lungo finale di frutto. Un Aglianico del Vulture che ben mostra tutta la sua tipicità.

Voto di TigullioVino.it (da 1 a 5 chiocciole) : @@@@@

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Luigi Salvo nasce a Palermo il 16 Gennaio 1964, dopo gli studi scientifici e di medicina, agli inizi degli anni '90 durante il tirocinio in ospedale,...

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