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I grandi dell'enologia mondiale: de Rothschild

di Pier Luigi Nanni

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È un nome che non ha necessità di presentazioni: la famiglia dei Baroni de Rothschild è da numerosi secoli una delle più potenti del mondo e nel personale carniere può contare banche ramificate in tutte le nazioni, ville di incredibile valore e patrimonio artistico e storico e Chateaux che producono grandi vini e sauternes tra i più importanti, premiati ed immancabilmente … costosi!
Da cinque generazioni, uno dei rami di questa dinastia è quella del Barone Eric Rothschild che dal 1868 è emotivamente e fisicamente molto legato al vigneto bordolese in quanto proprietario di Chateau Lafitte. Risalgono al 1755 le prime citazioni mediche inerenti alle indiscusse qualità terapeutiche dei loro vini.

Nel 1784 Rotschild iniziò ad etichettare il proprio vino di maggior pregio, del quale non è mai stata cambiata l’immagine raffigurante lo splendido chateau. Non soddisfatto della serie di grandi vini e sauternes prodotti nello chateau, il Barone Eric ha acquistato, nel corso degli anni, altre aziende vitivinicole dislocate in tutto il mondo, divenendo così uno dei più grandi produttori di vini di alta ed elevatissima qualità.

Non dimenticando le proprie origini, nel 1870 il Barone Edmond fondò in Israele un istituto di agricoltura con un vigneto sperimentale e successivamente donò alcune migliaia di ettari impiantati con ceppi francesi, a coloni che nel 1906 istituirono la “Societè Coopérative Vigneronne des Grandes Caves” che tuttora è ancora attiva e fiorente. I vini sono prodotti secondo regole ben definite e precise, per cui tutti hanno la certificazione “Preparazione Kosher”.

L’amore e l’attenzione anche per i minimi particolari è proverbiale: nel 1987, anno del rifacimento della cantina, l’architetto spagnolo che ha avuto ‘carta bianca’ non solo per quanto riguarda l’estetica e la funzionalità, è sbocciata in stupende cantine circolari, ma anche da quello progettuale in quanto è pervenuto ad un risultato acustico talmente eccezionale e perfetto, che molti grandi artisti musicali ne chiedono l’utilizzo per i loro concerti.

La produzione, in ogni passaggio dell’accurata ed attenta filiera produttiva, dall’analisi del terreno alle nuove barbatelle da impiantare e la cura del vigneto in ogni momento, è nelle capaci ed accorte mani dell’enologo Monsieur Chevalier, decano che cura tutti gli chateau di proprietà, tenendo contemporaneamente conferenze in tutto il mondo.

Nelle rinnovate cantine dello chateau sono stoccate migliaia di bottiglie di tutte le annate, anche anteriori al 1800, in modo tale da poter garantire anche per le più vecchie, la possibilità del REBUCHAGE, cioè quelle operazioni necessarie inerenti alla sostituzione del tappo e la verifica tramite l’analisi sensoriale, vista/olfatto/gusto, del vino contenuto ed il successivo rabbocco della idoneità organolettica del vino medesimo.

Il castello è ancora oggi abitato dal Barone Eric che lo ‘usa’ come dimora di campagna, rilassandosi tra preziosi dipinti, rari tappeti e gli immancabili vini di inestimabile valore.

La personale passione unita ad un’impareggiabile equipe professionale, permette di realizzare quei grandi vini in cui armonia ed eccellenza sono valori fondamentali così come il rispetto dei metodi tradizionali acquisiti nell’arco dei secoli e dalle schiere di cantinieri e vignaioli che hanno avuto il privilegio di poter contribuire, con passione e professionalità, alla produzione del’innata e riconosciuta qualità.

L’arte ed il savoir-faire sono stati messi al servizio dei vigneti e vini d’eccezione nel bordolese quali, Chateau Duhart-Milon con 4ème cru classé a Pauillac, di Chateau Rieussec col 1er classé di Sauternes e di Chateau L’Evangile a Pomerol.


CHATEAU LAFITE-ROTHSCHILD
Il vigneto comprende numerose qualità di uve: cabernet sauvignon per il 71%, merlot per il 25%, cabernet franc per il 3% ed il petit verdot per l’1%.
L’età media delle viti è di circa trenta anni ma vi sono circa 20 ettari con meno di dieci anni che non partecipano alla preparazione dei grandi e selezionatissimi vini. Vi sono anche 18 ettari che hanno più di cinquanta anni. Dal 1962 la gestione della proprietà è condotta da un’unica équipe poiché vi è la continuità delle proprietà comprendente anche Chateau Duhart-Milon. Le tecniche di vinificazione sono dunque identiche: l’invecchiamento e la maturazione dei vini avviengono in botti nuove di quercia la cui durata varia dai 18 ai 20 mesi.

CARRUADES DE LAFITTE
Il vino Carruades presenta caratteristiche simili ma con una propria personalità legata ad una proporzione superiore di merlot nella sua composizione.
L’invecchiamento avviene in botti di quercia per 10/15% nuove, della durata di diciotto mesi.

CHATEAU DUHART-MILON
La proprietà, che comprende 110 ettari di cui solo 17 vitati, viene rilevata dalla Famiglia Rothschild nel 1962. Lavori molto importanti e determinanti per le future produzioni: lavori di drenaggio, estirpazioni, acquisto di parcelle contigue ed accorpamento fondiario del vigneto attraverso scambi di parcelle. Nuove cantine vengono installate nel cuore del villaggio di Pauillac. Dal 1973 al 2001, il vigneto passa da 42 a 71 ettari. Oggi Chateau Duhart-Milon è sicuramente all’altezza del suo elevato rango enologico di 4° cru classè del Medoc. L’invecchiamento avviene in botti di quercia e varia a seconda dei millesimi: da 10 a 18 mesi.

CHATEAU L’EVANGILE
La proprietà occupa un terreno di assoluto pregio con una superficie di 14 ettari coltivato per il 65% a merlot che, oltre ad apportarne frutto e corpo, conferisce al vino inimitabile morbidezza, mentre il restante 35% di cabernet franc conferisce finezza e delicatezza. Si attua una vinificazione che associa strettamente l’acquisita tradizione ai metodi moderni. La consueta fermentazione effettuata in vasche di cemento in base al vecchio metodo tradizionale, è stata poco a poco, ma decisamente, abbandonata in favore del metodo classico dei rimontaggi e delle macerazioni controllate con frequenti degustazioni sensoriali: lo scopo di quanto, è ricavarne tutto il colore, tutto il tannino, tutto il bouquet e tutta la ricchezza di queste uve di Pomerol. Ultimate le fermentazioni, il vino viene posto in botti di quercia per un invecchiamento minimo di almeno due anni. La seconda tipologia prodotta, Blason de l’Evangile, pur avendo le stesse basi e caratteristiche simili del sopraccitato vino, ha un potenziale qualitativo lievemente inferiore poiché subisce un invecchiamento in barrique più breve. In totale, si producono 5000 casse.

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