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Cia: l'ordinanza del Comune di Milano un danno per il nostro vino

di Redazione di TigullioVino.it

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“Vietare quando si è impotenti di fronte alla propria capacità di distinguere ed educare è un fatto semplice che però non garantisce nulla alle nuove generazioni”. Questo il commento di Carlo Ricagni, presidente provinciale della Cia di Alessandria, al riguardo dell’ordinanza del Sindaco di Milano, Letizia Moratti, e del disegno di legge presentato ieri dall’Udc. “In tutta questa vicenda – prosegue Ricagni – era necessario saper cogliere sfumature che invece, come al solito, sfuggono ai nostri amministratori. In questo modo si va a colpire indiscriminatamente tutti gli alcolici compreso il vino quando, invece, è risaputo che il dilagare del fenomeno dell’alcolismo tra i minori, e non solo tra di loro, è legato all’uso smodato di superalcolici e di mix degli stessi”.

“Il vino – sostiene il presidente della Cia di Alessandria – fa parte della nostra cultura e pertanto deve essere salvaguardato. Ordinanze e disegni di legge che fanno di tutta un’erba un fascia rischia di danneggiare, sia direttamente sia indirettamente, un importante settore del mondo agricolo che a fatica sta cercando di rialzare la testa”. “Naturalmente una campagna negativa – sottolinea Carlo Ricagni – rischia di coinvolgere tutti, non solo i minori di anni sedici e le loro famiglie, e può portare a gravi contraccolpi ai bilanci, peraltro già sofferenti, delle aziende vitivinicole. Bisogna, invece, muoversi nella direzione dell’educare al bere consapevole e non all’allontanamento dei consumatori”.

“Quindi rischiamo di vedere esercenti e genitori sanzionati – evidenzia Ricagni – o addirittura la chiusura di locali come previsto dal disegno di legge dell’Udc, se un quindicenne decide di bere un bicchiere di vino mangiando un panino”. “Il nostro appello – conclude Carlo Ricagni – è rivolto ai Sindaci della nostra provincia, molti situati in zone vitivinicole per eccellenza: sarebbe un errore seguire le orme della Moratti, un fatto deleterio proprio per l’economia dei loro Paesi avviare azioni che reprimono. Piuttosto diventa necessario che i primi cittadini si muovano nella direzione di educare le nuove generazioni al bere consapevole”.


Fonte news: Ufficio Stampa Immagine e Comunicazione

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