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Expo 2015: conclusi gli Stati Generali a Milano

di Redazione di TigullioVino.it

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Si sono conclusi al teatro Dal Verme di Milano gli Stati Generali Expo 2015. Teatro gremito come il primo giorno di lavori, atmosfera di grande coinvolgimento, davanti a una platea conquistata dalle parole di Carlo Petrini, presidente di Slow Food, e dalla proposta di Umberto Veronesi, direttore scientifico dello Ieo, e di Lorenzo Ornaghi, rettore dell’università Cattolica del Sacro Cuore, di dar vita a una “Carta 2015, oltre l’Expo”. Numerosi anche ieri gli interventi, le proposte, gli impegni nella giornata riservata a operatori, associazionismo, istituzioni. In diretta telefonica il Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi. A conclusione della giornata, gli interventi di Vicente Gonzales Loscertales, Segretario Generale del Bie (Bureau International des Expositions), Lucio Stanca, amministratore delegato di Expo 2015 S.p.A, Carlo Sangalli, presidente della CCIAA di Milano, Guido Podestà, presidente della Provincia di Milano, Letizia Moratti, sindaco di Milano e commissario straordinario di Expo 2015, Roberto Formigoni presidente della Regione Lombardia.

“Non ci saranno ritardi: l'Expo che si terrà a Milano nel 2015 è in orario”. Il segretario del Bie, Vicente Gonzales Loscertales ha rassicurato sul progetto di Milano. ''Siamo in tempo - ha detto -, abbiamo l'organizzazione, la volonta' e il budget''. Numerosi i motivi che Loscertales ha indicato nel suo intervento per il successo di questa Expo a partire dal tema scelto, nutrire il pianeta, che coinvolge miliardi di persone. ''Non deve essere solo la vetrina di quello che già c'è ma una visione. Certamente però deve avere un suo sito specifico in cui saranno eretti i padiglioni. Il sito è un must - ha aggiunto - ma deve integrarsi con la città e adattarsi al post Expo''. “Expo è una visione per il futuro dell’umanità, un catalizzatore economico – ha proseguito Loscertales - Expo è anche grande occasione di cambiamento”.

“Abbiamo la necessità di focalizzare la nostra attenzione sulla legacy morale e economica che andremo a lasciare - ha proseguito - c’è la necessità di incoraggiare gli organizzatori a creare una piattaforma di interscambio culturale: e questo è possibile grazie allo sviluppo del tema “Feeding the planet, energy for life”, tema di interesse globale. Traguardo sì di interesse superiore ma profondamente legato ai cittadini. Lo sviluppo di questo tema, la soluzione del problema che stiamo ponendo non può realizzarsi senza una reale e attiva partecipazione dei cittadini”. Ultimo punto toccato da Loscertales, la comunicazione. Che costituisce di fatto il modo di promuovere una esposizione universale e la percezione del successo di un’Expo.

Secondo Lucio Stanca, amministratore delegato di Expo 2015 S.p.A., “in questi due giorni dedicati all’Expo è stata espressa una grande domanda di informazione. La voglia di sapere, di conoscere. E’ emersa anche una grande voglia di partecipare, di contribuire, anche negli aspetti più critici. Tutti hanno espresso la volontà di portare il proprio aiuto a realizzare quello che rappresenta il più grande progetto dei prossimi anni. Anche nei prossimi mesi il dialogo, la cooperazione fra istituzioni pubbliche, fra i cittadini dovrà proseguire. E il metodo seguito in questi due giorni di Stati generali rispecchia la nostra linea, la nostra filosofia. Un metodo che voglio declinare nelle cinque dimensioni di Expo 2015. Innanzitutto, il tema, che è di grande forza. Tutto ciò che faremo – ha chiarito Stanca - lo faremo per seguire e potenziare la forza del tema: “Nutrire il Pianeta. Energia per la vita”.
 
Parliamo di nutrizione fisica, come dice Petrini, ma anche di nutrizione intellettuale e morale. Questa è la nostra bussola. Secondo aspetto, l’innovazione. Questa sarà la prima expo del XXI secolo. Sarà un’esperienza e un percorso culturale insieme. Non più una “fiera”, ma un laboratorio importante non solo per i sei mesi di esposizione, ma che continuerà dopo. Il metro da usare per giudicare l’Expo è quel che lasceremo dopo 31 ottobre 2015. Non solo in termini di infrastrutture, ma il software che lascerà.

Terzo punto, la società. Donne e uomini – ha proseguito Stanca - si avvarranno delle idee, dei progetti e del lavoro espressi direttamente dalla società. E’ importante ribadirlo: il valore del contributo delle idee dovrà venire dalla comunità milanese e lombarda.

Quarto, la dimensione internazionale. Non vogliamo solo puntare ad avere qui chi viene dall’estero.Ma portiamo Milano nel mondo. È il lascito più importante. Soprattutto per l’azione positiva nei paesi in via di sviluppo, per gli aspetti inerenti al tema. Portiamo il nostro lavoro, le nostre metodologie nei paesi che ne hanno bisogno.
 
Quinto aspetto: contare sulla cooperazione internazionale e sulla partecipazione di tutti, soprattutto delle imprese private. Expo non è un percorso che si impone, ma che si condivide. Dirò di più, se non abbiamo le persone che abbiano affetto per Expo e addirittura amore, non avremo posto le basi per fare l’evento più importante di questi anni.

Mi sono impegnato – ha concluso Stanca - a fare un viaggio, e lo voglio fare insieme a voi. Un proverbio africano riassume questa sfida: “Se vogliamo andare veloci dobbiamo partire da soli, ma se vogliamo andare lontano dobbiamo camminare insieme”. Expo andrà lontano. Soprattutto se riusciremo a lavorare uniti nella fiducia di poter realizzare un successo per noi e per tutto il mondo che ci sta intorno.”


Fonte news: Milanoexpo-2015

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