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Viaggi enogastronomici

Rocchetta Nervina per Rossese e altre sorprese

di Luigi Bellucci

MappaArticolo georeferenziato

La settima edizione de “I tesori della Riviera dei Fiori” si tiene quest’anno a Rocchetta Nervina, nella rilassante cornice dell’Hotel Lago Bin. È una manifestazione itinerante organizzata dalla Comunità Montana Intemelia e dall’Associazione “Le vie dei sapori e dei Colori”. Come sempre dietro a manifestazioni riuscite e vive ci sono sempre persone in carne ed ossa che si danno da fare per far crescere il territorio e i suoi prodotti. Sono il Presidente Gianstefano Orengo, il Direttore Gino Baratella e il suo braccio destro Maria Teresa, e poi tutti i produttori di Rossese e olio extravergine che combattono ogni giorno con terreni a terrazze rubati ai ripidi pendii di queste colline e montagne del retroterra tra Bordighera e Ventimiglia. Ancora una volta l’instancabile Paolo Massobrio, neo ministro in pectore del buon bere e del buon mangiare, fa da conduttore e trait d’union fra il territorio e il meglio dell’informazione enogastronomica nazionale.

Domenica 17 Maggio 2009.

Lago Bin

Erano quasi le cinque della sera. “Luigi dove sei?”. La voce gradevole di Sara sul cellulare mi raggiunge mentre saluto il piccolo Giovanni che proprio oggi compie 31 giorni di vita. È un bel maschietto che Manuela e Luca non trascurano un momento, com’è giusto sia per ogni figlio, tanto più per il primo. Del resto lui è bravissimo e già adesso dà loro grandi soddisfazioni. “Ciao Sara. Sono a quindici chilometri. Tra una ventina di minuti sono lì. Un abbraccio”. Con Gabriella arriviamo a Camporosso e poi risaliamo la valle del Nervia lungo il versante di destra fino a Dolceacqua e ancora un po’ oltre, a Ponte Barbara, dove la strada si biforca, prima di Isolabona, e si prende a sinistra verso la leggera salita che in cinque o sei chilometri porta a Rocchetta Nervina. Non ci arriviamo, a Rocchetta, perché Lago Bin è circa un chilometro prima. Un hotel con agriturismo e ristorante in una posizione a metà collina, con tanto verde e tanti fiori in pieno rigoglio, in questo mese di Maggio ancora troppo vicino all’inverno. Lo gestisce la famiglia Carabalona. Ha cominciato nel 1958 nonna Margherita, che, più vicina ai 90 che agli 80, sta ancora gran parte del suo tempo tra i fornelli in cucina. Ora mandano avanti la struttura mamma Maria Grazia e il figlio Christian, con un bel gruppo di collaboratori.
Maria Grazia mi racconta che il nome Lago Bin, ricorda un piccolo laghetto, ancora oggi esistente, sotto all’albergo, che a fine ‘800 era di proprietà di un personaggio che poteva anche essere uno gnomo dei boschi, che la gente chiamava, per il suo aspetto fisico, “u gubin”, il gobbino. Gubin era famoso perché essendo proprietario del laghetto, “u lagu du gubin”, sua unica fonte di sostentamento, vendeva l’acqua a chiunque volesse attingerne per passeggiate o camminate attraverso i monti da un paese all’altro.

Il Convegno

Verso le sei inizia il convegno in una saletta al piano sotterraneo dell’Hotel. Dopo la proiezione di un breve filmato sui lavori nei campi rubati alla collina mediante terrazze che degradano lungo il pendio, introduce il Presidente della Comunità Montana Intemelia, Gianstefano Orengo per dare un po’ di riferimenti quantitativi sui piccoli produttori di questo vino Rossese, che ogni anno mostra passi avanti nella qualità e nella piacevolezza del prodotto.
Dopo di lui Paolo Massobrio racconta come dopo aver assegnato una DeCo ogni anno a prodotti di questa terra di ponente, questa usanza non è ancora finita perché quando si fa un’associazione, come hanno messo in piedi quest’anno sette piccoli produttori, se si riesce poi a non litigare troppo, si mette insieme sempre qualcosa di nuovo, di interessante, di costruttivo. Bravi dunque questi sette personaggi che hanno deciso, come, dopo Paolo, precisa bene Filippo Rondelli di Terre Bianche, con Giulio Gajaudo a fianco a lui, di affermare, valorizzare e promuovere il vino Rossese di Dolceacqua. Fino a ieri i produttori erano stati tutti isolati e indipendenti, ma cominciano ad accorgersi che mettendo insieme risorse ed energie si crea quel fattore moltiplicativo che consente di raggiungere in gruppo traguardi prima proibitivi. La loro intenzione è quella di proporre iniziative commerciali, ricerche, azioni di marketing mirate, per stimolare il territorio e chi si avvicina ad esso e per farlo conoscere meglio non solo a livello regionale, ma anche nazionale e addirittura internazionale.
Purtroppo il limite di questo territorio è che la produzione è limitata a 88 ettari vitati con circa 170 produttori, quindi aziende piccolissime e grande lavoro e fatica e soprattutto resa per ettaro bassissima. L’azienda più grande ha quattro ettari vitati e questo la dice tutta sulle potenzialità. Dunque produzione limitata ma qualità elevata fino all’eccellenza, proprio per fornire all’utente finale un prodotto che sia “da ricordare” e magari da concedersi quando si vuole qualcosa di veramente speciale. L’associazione parte adesso con sette nomi, con idee chiare ed è aperta a chiunque, iscritto all’albo degli imbottigliatori, o anche semplice sostenitore, voglia impegnarsi a far crescere e fortificare l’associazione.
Maresa dell’enoteca Re di Dolceacqua ricorda che anche dal punto di vista commerciale il Rossese non è più il prodotto di nicchia che fino a qualche anno fa era richiesto solo da pochi amanti e intenditori, ma lo si conosce più a fondo. La qualità è cresciuta e la gente lo compra, lo beve e lo apprezza. Racconta un episodio che le è successo di recente a un convegno di assaggiatori in cui lei era stata indicata come la Signora del Rossese, piuttosto che dell’enoteca di Dolceacqua.
Chiude il convegno Marco Gatti ricordando che questa nuova associazione segna la sfida, per questi signori che vengono dal Rossese, del mettersi in gioco a livello qualitativo. Infine Paolo invita l’associazione ad allargare l’accoglienza ad altre donne del Rossese perché per il momento ce n’è una sola.
È venuto il momento della degustazione e ci spostiamo al piano superiore.


Wine Tasting a bordo piscina

Siamo nella tensiostruttura a fianco della piscina. Grandi arcate di legno massiccio su cui appoggiano ampi teli bianchi che dall’esterno hanno l’aspetti di ampie cupole nuvolose.
All’interno sono predisposte quattro file di assaggio con la presenza di giornalisti, produttori, enotecari e qualche autorità.
Il personale dell’AIS si occupa, con la consueta professionalità, di distribuire i vini nell’ordine proposto dall’opuscolo che riporta i nomi dei produttori dei diciannove campioni che andremo ad assaggiare.
I campioni del 2008 sono i primi cinque esemplari di assaggio.
Altri tredici sono del 2007, di cui otto classificati come Rossese Superiore, e uno solo del 2006.

Questo l’elenco dei produttori, con i vini presentati. Alcuni produttori hanno presentato due campioni. I primi sette produttori della lista, indicati in grassetto, sono i produttori che hanno fondato la nuova associazione:

Produttore                         Vino                                                   Anno
Cantina del Rossese – Fratelli Gajaudo      Rossese di Dolceacqua 2008
Azienda Agrituristica Terre Bianche      Rossese di Dolceacqua  2008
Azienda Vitivinicola Ka Mancinè       Rossese di Dolceacqua Galeae    2008
Azienda Agricola Pisano Danila       Rossese di Dolceacqua Biologico    2007
Azienda Agricola Pisano Danila         Rossese di Dolceacqua Biologico Vigneto Savoia    2007
Foresti snc di Foresti Marco       Rossese di Dolceacqua Vigneto Luvaira di Bertù    2007
Foresti snc di Foresti Marco         Rossese di Dolceacqua Superiore    2007
Azienda Agricola Maccario Grindenberg         Rossese di Dolceacqua Superiore Vigneto Luvaira    2007
Azienda Vitivinicola Tenuta Anfosso         Rossese di Dolceacqua Superiore Vigneto Poggio Pini    2007
Azienda Agricola Taggiasco Leonardo        Rossese di Dolceacqua    2008
Azienda Agricola Perrino A. Testalonga        Rossese di Dolceacqua Vigneti d’Arcagna    2008
Azienda Agricola Tornatore Giuseppina       Rossese di Dolceacqua    2007
Azienda Agricola Poggio Marino        Rossese di Dolceacqua Vigneti Lovaira    2007
Riviera dei Fiori S.c.a.r.l.          Rossese di Dolceacqua Superiore Maixei    2007
Azienda Vitivinicola Caldi Luigi          Rossese di Dolceacqua Superiore    2007
S.S. Agricola Terra dei Doria         Rossese di Dolceacqua Superiore Terra dei Doria    2007
Azienda Vitivinicola Poggi dell’Elmo         Rossese di Dolceacqua Superiore Elmo Primo    2007
Azienda Vitivinicola Poggi dell’Elmo          Rossese di Dolceacqua Superiore Vigneto dei Pini    2007
Azienda Vitivinicola Tornatore Antonio Abele         Rossese di Dolceacqua Vigneti delle Arcagne    2006

La degustazione ha confermato la qualità di tutti i campioni e ha confermato la grande espressività del territorio. Vini diversi l’uno dall’altro, già dai colori, dal rosso rubino pieno al rosso granato, al rosso lievemente aranciato delle vigne più giovani. Al naso i sentori prevalenti sono quelli speziati, con buone intrusioni di frutti rossi maturi e qualche nota balsamica o addirittura di agrume in alcuni esemplari più ampi e complessi.
In bocca la maggior parte esprime un ampio equilibrio ed eleganza, con buona acidità e tanta freschezza anche nei campioni del 2007 di Rossese Superiore. In un paio di esemplari è stata riscontrata una presenza legnosa leggermente eccessiva, opportunamente da correggere nelle annate successive. Talora succede che l’uso del legno si esprima in maniera non proprio fine e prevalga sulle note fruttate e speziate del vitigno di base.
I punteggi assegnati personalmente vanno, in centesimi, dai 78 ai 90 punti, con una media di poco inferiore agli 85 punti e una moda di 88.
Si finisce alle otto e nella mezz’ora che ci separa dall’aperitivo a bordo piscina c’è il tempo per una rinfrescata e un momento di relax.

Cena da Matteo

A bordo piscina si sta benissimo stasera. Ci sono stuzzichini a volontà, moltissimi a base di pesce, tutti finger food. È un po’ di moda ma in queste occasioni è l’ideale per stare insieme agli amici, piluccare qua e là dai vassoi appoggiati sui tavoli di lato o presentati dal personale di servizio che passa in mezzo agli ospiti. Occorre molto self control, per chi è goloso di cose nuove come chi scrive, per non esagerare negli assaggi, altrimenti poi nella cena si finisce per mangiare troppo e passare una nottata “disturbata”.
Pian piano ci si sposta dalla piscina nella sala a fianco, quella sotto la tensiostruttura, dove ampi tavoli rotondi, da dieci – dodici posti, aspettano il servizio per la cena.
In cucina c’è Matteo con la mamma Enza che durante l’anno gestiscono La locanda dei Narcisi a Pozzolo Formigaro. Stasera sono qui per l’idea che ha avuto Paolo di suggerirli come autori del pranzo di gala e devo dire, con il senno di poi, che ne valeva la pena.
Matteo è un ragazzino ancora, ma si è già fatto una buona esperienza a Londra e in alcuni ristoranti in Liguria. Infine, dal dicembre dell’anno scorso, ha deciso di tornare a casa e aprire il Suo ristorante.
Per la cena di stasera iniziamo con Necci farciti con robiola di capra e a seguire Gamberi di Sanremo in tempura di nocciole Piemonte, davvero originale.
Ancora un antipasto anche se il nome è un po’ ambiguo, con le Tagliatelle di seppia (sono listarelle sottili di seppia, a mo’ di fettuccina bianca) su insalata di carciofi di Perinaldo e Toma di pecora Brigasca.
Come primo piatto arrivano Tagliatelle al nero di seppia con ragù di mare e scampi.
Squisito anche il secondo piatto, un Filetto di tonno su crema di fagioli bianchi di Pigna e sorbetto alla cipolla rossa.
Il dolce è un Tiramisù ai profumi di Rossese e vaniglia con granita al Rossese.
In abbinamento con i piatti il Rossese dei produttori, a scelta tra quelli assaggiati nel pomeriggio.
Davvero deliziosa la cena e puntuale il servizio del personale del Lago Bin.
Alla fine della serata un bel caffè e due passi all’esterno per aiutare la digestione.

Lunedì 18 Maggio 2009.

Tocca all’Olio

Alle dieci e mezza è prevista la premiazione dei produttori di olio. C’è tutto il tempo per svegliarsi con calma nel silenzio della valle sopra il Lago Bin, per fare una colazione speciale al ristorante e per fare anche una breve passeggiata tra i prati nei dintorni.
La premiazione si tiene nel prato sotto la ruota ad acqua dell’antico frantoio in pietra, dalla parte opposta del ristorante, oltre la strada.
È una gioia per gli occhi il succedersi di siepi fiorite, bianche, gialle, rosa e rosso fuoco delle rose a decoro dei muri a secco e attorno alle piccole aiole verdi ben curate e ben irrigate. Il verde del prato quando non soffre l’arsura è di una tonalità quasi luminosa, luccicante, bellissimo.
Cassini, Orengo e Massobrio conversano al sole prima che inizi la premiazione degli oli di Taggiasca, con il sindaco di Rocchetta Nervina, questo delizioso piccolo paese dell’entroterra dell’estremo ponente ligure che quasi nessuno conosce.
Il Presidente Orengo ricorda che questo è un premio itinerante e quest’anno ha raggiunto Rocchetta, con oli di grande qualità. Poi prende la parola Paolo che spende alcune parole sulla promozione del cru della Taggiasca imperiose, che contribuisce ad allargare la diffusione del turismo dal mare verso l’entroterra collinare e montano. Infine l’assessore regionale Cassini plaude all’Unione Europea che finalmente si è accorta delle DOP e sta cominciando ad occuparsene. Purtroppo anche nell’olio, come in tutta l’economia mondiale, c’è una crisi forte che si fa sentire, con scarse vendite e prezzi troppo bassi, non remunerativi per i produttori che vogliono fare alta qualità. Premi come questo di oggi servono a far conoscere la qualità e chi è in grado di produrla. La Liguria ha introdotto delle norme di adesione oli – vino per i ristoratori, cercando proprio di promuovere la diffusione dei prodotti del territorio dalla base. Queste norme sono rispettate sempre, nell’entroterra, mentre troppo spesso nelle cittadine della costa, sul mare, dove c’è una clientela probabilmente più “distratta”, penetrano più difficilmente. Chi ci rimette sono sì i produttori locali, ma sono anche i ristoratori rivieraschi che offrendo prodotti non tipici, guadagnandoci magari qualche euro in più, a lungo andare perdono clientela e affari, preferendo scegliere l’uovo di oggi alla gallina di domani.
Infine il Sindaco ringrazia a nome della popolazione per il contributo che queste manifestazioni danno alla maggiore conoscenza del territorio.
Dietro le quinte si muove l’organizzatore principe della manifestazione, il bravo Gino Barbatella con le sue assistenti.
Finalmente si arriva alla premiazione.
Per la produzione biologica vince il premio Gamba Patrizio di Apricale.
Per la produzione a Denominazione di Origine Protetta vince Rota Roberto di Camporosso
Per l’olio Extra Vergine vince Paolo Cassini di Isolabona.
Ancora due foto di rito, la chiusura del Presidente Orengo per un ringraziamento generale e l’immancabile spuntino con farinata ancora calda, focaccia e salame appena affettato, sul prato in fondo alla fascia del prato verso valle, in un rinnovato “Déjeuner sur l’herbe” … ma tutti rigorosamente coperti.
Prima di tornare verso casa ci piace risalire di un chilometro la strada verso monte per riammirare di giorno le sagome delle case di Rocchetta Nervina, illuminate dal sole e ammassate l’una all’altra, nella parte vecchia, per un impatto visivo immediato che ricorda vagamente i sassi di Matera, con quei buchi scuri che sono le piccole finestre verso valle.

FotoCredit: Gabriella Repetto

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Sono nato in una torre malatestiana del 1350 sulle primissime colline del Montefeltro romagnolo. Forse per questo mi ha sempre...

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