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L'irpinia, Terredora e Walter Mastroberardino

di Renato Rovetta

MappaArticolo georeferenziato

Ecco Montefusco, un tempo capoluogo del Principato d’Ultra, ciò che oggi corrisponde all’attuale Irpinia. E’ qui che nel 1994 Walter Mastroberardino, con i suoi figli Paolo, Lucio e Daniela, scelgono questa località per realizzare la loro cantina, baricentro tra i loro vigneti dislocati a raggiera, ed il vecchio borgo d’antica storia. La cantina è incastonata nello scenario naturale di Serra di Montefusco, da cui si dominano le tre zone di produzione dei vini D.O. C. e D.O.C.G. Qui nascono il Fiano di Avellino, e il Greco di Tufo, grandi vini bianchi, e accanto la valle del fiume Calore, dove nasce il Taurasi, uno dei rossi più importanti del panorama vinicolo nazionale. In questa nuova cantina, l’azienda decide di completare direttamente il ciclo produttivo, con la trasformazione in proprio del prodotto, valorizzando così le uve delle sue vigne, consapevole che solo il controllo diretto di tutti i cicli produttivi assicurano una grande qualità ai vini. Abbiamo incontrato Paolo Mastroberardino che oltre ad occuparsi dell’azienda presenta i suoi vini in piacevoli degustazioni, e ci siamo fatti raccontare un po’ di questo mondo affascinante del quale lui è sicuramente un buon portavoce.

“Vivo direttamente al fianco della rete di vendita e per questo sono spesso lontano dalle mie vigne, ma è sempre un piacere poter raccontare della mia terra, del vigneto, che sono l'anima, e la forza di Terredora, la nostra Azienda, e anno dopo anno, la vendemmia è la nostra più grande ricompensa. Con 154 ettari di vigna in proprietà, siamo la più importante ed estesa azienda viticola in Campania, dove la vigna è coltivata con le più attente tecniche di allevamento e con la costante ricerca del perfetto equilibrio con l'ambiente. I vigneti coltivati nei pendii di natura argillosa e calcarea, sono tutti caratterizzati dall'ottima esposizione al sole, dal clima molto caldo, asciutto e ventilato, da grandi escursioni termiche e poche piogge ben distribuite nell'arco dell'anno. E accanto alle vigne, dove le pendenze diventano aspre, s’inerpica l’ulivo, da cui otteniamo un ottimo Olio Extravergine d’Oliva. E’ dal 1978 che la nostra Azienda è protagonista del Rinascimento vitivinicolo in Campania, seguendo la coltivazione dei millenari vitigni autoctoni con le più moderne innovazioni e conoscenze tecniche.

Quando parliamo della Campania e dei suoi vini, ricordiamo sempre qualcosa di importante che ci porta indietro nei tempi, nella storia, nella cultura e soprattutto nelle tradizioni, senza mai dimenticarci del suo grande Terroir. Le grandi escursioni termiche che si generano, in questo microclima particolarissimo, favoriscono nel vino la formazione dei profumi e dei fruttati, e la loro grande maestosità, che danno origine poi a vini gentili, morbidi, serbevoli, minerali, e con un bel corredo aromatico, che nel caso del Fiano di Avellino DOCG e del Greco di Tufo DOCG, hanno anche una bella e lunga persistenza sia di profumi che di gusto, tali da renderli cugini di altri vitigni nordici conosciuti perchè fortemente aromatici. La vendemmia, inizia i primi del mese di Ottobre per le uve del Fiano, e a seguire le uve del Greco, poi ancora le uve del Piedirosso, ancora la Falanghina, la Coda di Volpe ed ultime ad essere vendemmiate, ai primi di novembre, le uve dell'Aglianico. Wine Spectator, ha stilato l'annuale classifica dei “100 Top Wine 2006”, i cento vini migliori al mondo tra questi ben dieci vini sono italiani, e tra questi dieci è presente la Falangina d’Irpinia DOC Terredora.

La ricerca ed il continuo aggiornamento completano il quadro di una famiglia che si è dedicata interamente al vino ed al suo territorio, cercando così di valorizzarne storia, cultura, tradizione ed innovazione nel rispetto di quanto è stato tramandato da chi li ha preceduti. L'attuale generazione, infatti, è la quinta che continua a tramandare la sua arte, la sua storia e l’ amore per il vino, ma è già pronta a scendere in campo la sesta generazione di enologi, che sicuramente si dedicherà a quanto appreso nella vita. “Per quanto di mia pertinenza - aggiunge Paolo Mastroberardino - Terredora continuerà ad investire nella ricerca, sia in cantina che in vigna, continuando nelle selezioni clonali su altre varietà. Inoltre rimane il piacere di essere stati, nel 2006 la seconda Azienda al mondo e la prima delle Aziende Italiane riconosciuta per la sua capacità professionale, le sue competenze e la sua storia nel mondo del vino Italiano”.

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Sommelier Professionista e membro della Commissione di Selezione Vini in qualità di esperto per la Camera di Commercio, oggi ValorItalia...

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