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Abbacchio romano Igp, di Redazione di TigullioVino.it

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Abbacchio romano Igp

di Redazione di TigullioVino.it

L'Abbacchio romano è entrato nel libro delle eccellenze agroalimentari dell'Unione europea. Bruxelles ha riconosciuto l'unicità e l'alta qualità di carni e coratella dell'agnello da latte nato, allevato e macellato sul solo territorio laziale, accordandogli il riconoscimento di Indicazione geografica protetta (Igp) contro imitazioni e falsi.  "Monumento" della tradizione culinaria di Roma e del Lazio, piatto forte dei pranzi luculliani raccontati nella letteratura antica, l'Abbacchio Romano si è tramandato nelle trattorie, nelle osterie e soprattutto sulle tavole familiari. Il riconoscimento europeo - tiene a sottolineare il ministro per le politiche agricole e alimentari Luca Zaia - «rappresenta un importante successo per il Made in Italy, per un prodotto tradizionale apprezzato e riconosciuto in tutto il Paese».

Grande soddisfazione per la sua valorizzazione anche da Coldiretti, Confagricoltura e Cia. L'eccellenza del piatto viene dall'eccellenza della carne: solo carne d'agnello da latte, dal colore rosa chiaro, veneta di grasso bianco e solido. L'agnello, allattato ancora dalle madri, viene lasciato correre allo stato brado, o semibrado nella campagna laziale e macellato tra i 28 e i 40 giorni di vita. All'agnello e alla madre non potranno essere somministrati nè organismi geneticamente modificati (Ogm), nè prodotti di sintesi o ormonali allo scopo di incrementare le produzione.

Insomma, un prodotto di grande eccellenza il cui prestigio - grazie al riconoscimento europeo - non potrà che accrescere. L'Europa chiede quindi al consumatore di portare la più grande attenzione al momento dell'acquisto, per evitare contraffazioni, in quanto il vero Abbacchio Romano è soggetto ad un rigido disciplinare di produzione e quindi a costi elevati per il produttore e per l'organismo di controllo. L'agnello che diventerà l'Abbacchio Romano Igp, può essere riconosciuto dalla fascetta o dal bottone auricolare che porta all'orecchio sinistro per identificare l'allevamento, ma per il consumatore è soprattutto l'etichetta e il suo logo che ne garantisce l'origine e l'identificazione. Inoltre, la confezione del prodotto deve recare obbligatoriamente sull'etichetta a caratteri di stampa chiari, leggibile e maggiori degli altri, la scritta «Abbacchio Romano» seguita da Indicazione geografica protetta o Igp.

Il logo è variopinto e facilmente identificabile: un quadrato composto da tre linee colorate - verde, bianco e rosso - interrotto da una linea ondulata e collegata ad un ovale al cui interno è rappresentata la testa di agnello stilizzata. Il nome «Abbacchio» è riportato in coloro giallo e «Romano» in rosso«. Il vero Abbacchio Romano dovrà figurare in lingua italiana anche nei menù in giro per l'Europa.


Fonte news: Il Messaggero

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