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L'Aglianico, un grandissimo fuoriclasse

di Luigi Salvo

MappaArticolo georeferenziato

L'Aglianico vitigno a frutto rosso dalle potenzialità straordinarie, diffuso in Basilicata, Campania, ed anche in Calabria, ha origini antichissime ed alcuni studiosi affermano che la sua coltivazione era praticata ai primordi di Roma e concorreva in maniera prevalente nella produzione del vino Falerno, è stato introdotto in Italia dai Greci, all'epoca della fondazione di Cuma, ed il suo nome si è trasformato da Hellenica in Hellanica e quindi in Aglianico alla fine del XV secolo.

Vitigno con caratteristiche che cambiano a seconda delle condizioni pedoclimatiche, potente, tannico, austero, per molti aspetti simile al Sagrantino ed al grande Nebbiolo, fino a qualche anno fa non aveva ancora espresso a pieno tutte le sue potenzialità.. L'Aglianico dà un'uva dal grappolo medio, più o meno compatto, conico o cilindrico con ali evidenti, acino medio, sferoide, di colore blu-nero, buccia pruinosa, spessa, dal notevole contenuto polifenolico, necessita per potere dare il meglio di se, di una forte ed accurata selezione clonale, di basse rese per ettaro in modo da aumentare la concentrazione di polpa, e di un uso accurato del legno.

Nei climi caldi si adatta ad ogni forma d'allevamento e potatura; nei climi più freddi dell'area di coltura sono indicate le forme a controspalliera con tralci ben proporzionati attraverso oculate operazioni a verde per evitare gli attacchi di botrite al grappolo ed ottenere una buona lignificazione dei tralci ed un prodotto perfettamente maturo.

Da questo vitigno nascono le D.O.C Aglianico del Taburno, Aglianico del Vulture, Pollino, Taurasi. La zona di produzione dell'Aglianico del Taburno, è in provincia di Benevento, in terreni collinari elevati, esposti a condizioni climatiche invernali particolarmente rigide, in cui il vitigno Aglianico riesce ad adattarsi in maniera ottimale, fruttificando anche ad altitudini di 500-600 metri sopra il livello del mare.

L'Aglianico del Vulture nasce nella provincia di Matera che in quella di Potenza, dove in terreni collinari viene coltivato fino a 800 metri d'altitudine, ma trova le condizioni migliori fra i 200 e i 500 metri. Nella zona viticola più settentrionale della Calabria, alle pendici meridionali del monte Pollino, nasce la D.O.C. che ha come componente principale l'Aglianico (o Gaglioppo) accompagnato dal Greco Nero.
Il Taurasi nasce nella zona di Avellino da Aglianico con aggiunta di Piedirosso e/o Sangiovese.

Ecco alcuni vini da uve Aglianico che più mi hanno impressionato alla degustazione, vini dall'indiscussa potenza ed eleganza e dall' indubbio valore:


Aglianico del Vulture Basilisco 1999 - Basilisco

Nell'agro di Barile alle pendici del monte Vulture in contrada Gelosia, nasce questo superbo e ricco rosso, ottenuto da splendide uve Aglianico, da viti curatissime che hanno un età media di 20 anni, allevate a Guyot con una densità di 2500 piante, in un vigneto di sette ha, a 450 metri sul livello del mare.
La vendemmia si attua a fine ottobre, la vinificazione è svolta a temperatura controllata di 25°c in acciaio per quindici giorni. Viene affinato in barrique di rovere francese per diciotto mesi, e successivamente in bottiglia, per un più breve periodo, per svilupparne il bouquet, prima dell'immissione nel mercato.
Questo grande Aglianico presenta colore rosso rubino carico, profumo complesso, con un' eccezionale forza alcolica, ampio ed avvolgente, il sapore é rotondo, con un frutto stupendo ed un'eccezionale persistenza.

Zero 1999 - De Conciliis

Potente rosso di Bruno de Conciliis da uve Aglianico in purezza allevate a Guyot nel vigneto di Agropoli, Prignano esteso per soli due ettari, la densità è di 4.500 piante, l'età media è di circa venti anni, situato a 250 metri sul livello del mare.
La raccolta è effettuata ad inizio di Novembre, si tratta di un vino che ha subito per circa il 40% delle uve un periodo di appassimento, questo gli conferisce una forza espressiva avvolgente, la vinificazione a temperatura controllata avviene in vasche d'acciaio inox, e successivamente in legno, per un totale di trentacinque giorni.
E' invecchiato per oltre un anno in botti di rovere francese, ed affinato quasi altrettanto in bottiglia, prima della commercializzazione.
Presenta intenso colore rosso rubino carico impenetrabile, sprigiona profumo pieno e persistente, con sentori di frutti maturi, su tutti eccelle la mora, profumi balsamici fino ad arrivare a toni salmastri, si avverte la grande materia prima; al gusto mostra tutta la sua stoffa, i tannini decisi sembrano avere quasi difficoltà ad aggredire le gengive, tanto è masticabile la polpa, avvolta in 14,5 gradi di alcol che gli imprimono uno slancio deciso ma elegante. Un vero fuoriclasse.

Aglianico del Vulture La Firma 1999 - La Firma

Magia dell'enologo Luigi Moia, simbolo di un enologia moderna e della continua ricerca sia in vigneto che in cantina, questo superbo vino deriva da selezionate uve Aglianico, allevate a Guyot e controspalliera 6000 pinte/ha, nel vigneto Cerentino esteso per 2,5 ha, a 500 metri sul livello del mare, le viti hanno un età media di circa quaranta anni.
La vendemmia si svolge a fine ottobre, a vinificazione delle uve avviene in particolari vasche d'acciaio inox termocontrollate a 25°c, la macerazione sulle bucce si protrae per diciotto giorni circa.
L'invecchiamento di questo vino, viene svolto in barrique di rovere francese Allier per oltre un anno, in bottiglia resta per l'affinamento altri due anni circa, prima della commercializzazione. Ha colore rosso rubino profondo con riflessi granato, profumo di mora, prugna, viscicola, e mentosità lignea di grande classe. Al palato si presenta vellutato, caldo, di ricchezza assoluta.

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Luigi Salvo nasce a Palermo il 16 Gennaio 1964, dopo gli studi scientifici e di medicina, agli inizi degli anni '90 durante il tirocinio in ospedale,...

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