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Tai Rosso

di Filippo Ronco

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In Italia c’è una DOC dove “il vino-che-non-si-può-più-chiamare-Tocai”, ossia il “Tai”, invece che il più famoso bianco, è di un bel colore rosso rubino, peraltro brillante. E’ la zona DOC dei Colli Berici, a Sud di Vicenza, che esprime un vino fresco e beverino, non molto concentrato, in cui la nota aromatica caratterizzante è data dal lampone. Di sapore fruttato e floreale, il suo splendore si trova a una giusta distanza dalla vendemmia. Dopo immani peripezie, salite impervie e crolli rovinosi, alternatisi in questi ultimi dieci lunghi anni d’incertezze circa la scelta del nuovo nome per questo vino, i soci del Consorzio di Tutela hanno dunque il piacere di annunciare, finalmente, che da quest’anno è in arrivo il TAI ROSSO . Esclusivo dei Colli Berici, il Tai Rosso è da tutto-pasto, predilige i primi piatti – anche impegnativi, il pollame nobile, la polenta con il baccalà. Ideale la sua degustazione nelle prime ore delle serate primaverili, con un tagliere di salumi fini quali il Prosciutto crudo Veneto Dop, la Sopressa magra Vicentina Dop ed il formaggio Asiago fresco DOP.

Da dove arrivi questo strano ed affascinante vitigno è oggetto di gran dibattito. Narra la leggenda che questo insolito e curioso ceppo abbia avuto come padrino un semplice “marangon”, un falegname di Barbarano Vicentino, che al termine del servizio militare nel Comitato ungherese dello Zemplen (i tempi erano quelli di Maria Teresa d’Austria), si sarebbe portato a casa le barbatelle di un vitigno che aveva trovato coltivato nella zona del Tokaji… Fu forse così che a Barbarano Vicentino venne posta a dimora questa nuova uva, accanto alle varietà locali tradizionali. L’uva fu chiamata dai vignaioli del posto “Marangona”, ossia “figlia del falegname”, mentre il vino diventò, in omaggio alle terre da cui forse proveniva, il “Tocai del Marangon”. Fior di studiosi hanno ricercato la possibile provenienza del “fu-Tocai-Rosso”, giungendo però alla conclusione che le notizie storiche in merito sono confuse.

L’ampelografia consente di accostare il fu-Tocai-Rosso al Cannonau di Sardegna, quindi al Grenache del Sud-est francese ed all’Alicante rosso (o nero) di Spagna, in particolare del territorio di Barcellona. Probabilmente il Grenache venne introdotto dalla Spagna in Sardegna e da questa nel Vicentino. Intorno al 1980 l’Istituto Sperimentale per la Viticoltura di Conegliano ha impostato prove comparative al fine di risolvere questo problema di identità. Dalle analisi ampelografiche, ampelometriche, isoenzimatiche e chimiche è risultata chiara ed evidente l’appartenenza dei vitigni individuali come Cannonau, già Tocai-Rosso (oggi “Tai Rosso”) e Grenache, alla stessa popolazione varietale riferibile alla Garnache Spagnola. Le piccole differenze riscontrate, che si riferiscono spesso alla taglia del grappolo, alla lunghezza del peduncolo e ad altri parametri (zuccheri, acidità, e peso del grappolo), dipendono esclusivamente da variazioni dovute ai biotipi esaminati. Buon “Tail Rosso”a tutti!

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Laureato alla Facoltà di Giurisprudenza di Genova nel 2003, ho fatto pratica legale in uno studio per circa 2 anni ma non ho mai provato a dare...

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