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A Messina la proposta di un consorzio di oltre ottocento ettari

di Redazione di TigullioVino.it

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Un consorzio di oltre ottocento ettari per lo sviluppo della vitivinicoltura in provincia di Messina, che metta assieme imprese e istituzioni. È la proposta di Nino Cambria, titolare a Furnari dell’omonima azienda di famiglia a margine del convegno “Viticoltura Sommersa” che si è tenuto ieri a Tindari. “Abbiamo voluto mettere assieme gli attori dello sviluppo del territorio – ha precisato il manager – per fare in modo che i vitivinicoltori dell’area abbiano la dimostrazione che nel Messinese e in particolare a Furnari, da sempre caratterizzata da una tradizione del vino di qualità, è possibile fare squadra”. A testimoniare questa volontà, il presidente della provincia dello Stretto, Giovanni Ricevuto. “Il nostro ruolo è quello di coordinare le iniziative che vengono dal territorio, caratterizzato da forti contraddizioni – ha detto – e accompagnare le imprese nella lunga strada dello sviluppo”. Un supporto che può contare sul bando del Psr Sicilia 2007-2013 appena uscito, relativo al finanziamento dei Gal.

“Proprio martedì avremo la prima riunione per fare in modo che il Gal Peloritani possa attingere ai fondi per individuare nuovi canali di mercato in cui promuovere i prodotti del territorio – ha spiegato Maria Rosa Cusumano, assessore provinciale all’Agricoltura –. Tra settembre e novembre, ad esempio, presenteremo all’associazione della stampa estera i primi quattro percorsi enogastronomici della provincia”. Fra gli intervenuti al convegno di Tindari anche Girolamo Barbara, esperto e ricercatore del settore enologico, che ha illustrato il potenziale produttivo del territorio parlando nello specifico delle tre doc: la Faro, la Mamertino e la Malvasia delle Lipari. “Per un adeguato sviluppo del contesto vitivinicolo, settore trainante dell’economia siciliana, oggi è fondamentale il supporto dell’attività politica - ha precisato Carlo Ferracane, presidente della sezione Sicilia di Assoenologi. Secondo Giovanni Chiofalo, consigliere nazionale dei dottori agronomi e forestali, “è necessaria anche una collaborazione tra diverse professionalità, coinvolte a vario titolo nello sviluppo economico locale e regionale”.

Tra i relatori anche Nino Panicola, giornalista enogastronomico che riceverà quest’anno il premio Vinarius. “La qualità del vino siciliano ha consentito alle cantine di entrare prepotentemente nelle guide – ha ricordato l’esperto – ma molto dobbiamo ancora fare in termini di marketing, cercando di prendere spunto dai francesi”. “Per iniziare – ha precisato Nicola Trapani, docente e scrittore – i siciliani dovrebbero utilizzare meglio i loro punti di forza, ovvero la tradizione, la qualità e la genuinità dei prodotti e l’innovazione, consapevoli che possiedono un patrimonio culturale e delle potenzialità uniche al mondo”.

In quest’ottica è nato nel 1984 il consorzio Tindari Nebrodi. “Si tratta di un’unione consortile che mette assieme 16 comuni del Messinese e che si occupa della promozione del territorio a 360 gradi”, ha spiegato il presidente Armando Lopes.
A chiusura dei lavori l’enologo Giacomo Manzo, segretario di Assoenologi Sicilia, ha guidato una degustazione dei vini Cambria: il Grecanico della linea “Suaviter”, lo Chardonnay e il Rosso del Levriero (blend di Nero D’avola e Syrah) della linea top “Cambria”. “Si tratta di vini che esprimono il territorio – ha detto l’esperto – e su cui l’azienda ha lavorato molto in termini di caratteristiche organolettiche e legame con Furnari”.

E proprio a Furnari, dopo il convegno è stata inaugurata la nuova cantina Cambria. A tagliare il nastro il presidente della provincia di Messina, Giovanni Ricevuto. I vini della maison sono stati degustati in abbinamento a piatti tipici della tradizione siciliana preparati dagli studenti del corso di laurea in scienze gastronomiche dell’università di Messina, sotto il coordinamento di Giacomo Dugo, direttore del dipartimento di Scienze degli alimenti e dell’ambiente dell’ateneo dello Stretto e consulente del sindaco di Salemi, Vittorio Sgarbi.


Fonte news: Annalisa Ricciardi

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