Registrati!

hai dimenticato la password?

Inserisci il tuo indirizzo e-mail e premi invia.

ricerca avanzata

cerca in
Pubblicità
Home > Autori > Vino > Vino in garage

Vino in garage

I giocattoli del garagista

di Luca Risso

MappaArticolo georeferenziato

Anche il garagista ha i suoi giocattoli. In particolare a uno di essi il garagista sottoscritto puntava da tempo, scoraggiato solo dal costo elevatissimo esposto nei negozi reali della "normale" distribuzione. Ma è bastato qualche click su e-bay  e l'agognato giochino è arrivato in capo a due giorni all'indirizzo di casa alla metà del prezzo paventato. Di cosa sto parlando? Ma di un rifrattometro!

Bene, ma cosa è un rifrattomero? Si tratta dell'oggetto mostrato nella figura, e serve a misurare il potenziale grado alcolico dell'uva che ci si appresta a trasformare in vino. Si tratta per sommi capi di una specie di cannocchiale che al posto della lente frontale ha un prisma, che come è noto a tutti coloro che conoscono The Dark Side of the Moon dei Pink Ployd, ha la proprietà di deviare la luce e scomporla nei colori fondamentali. Senza entrare nei dettagli, se sulla superficie del prisma si deposita un po' di succo di uva, questo fenomeno viene amplificato proporzionalmente alla concentrazione zuccherina, ed il valore proiettato sopra una piccola scala tipo termometro che esprime i gradi Brix. Qualche dettaglio in più lo potete trovare nella piccola presentazione finale, dove troverete anche le istruzioni tipo Art Attack su come costruire una specie di rifrattometro artigianale.

Quello che è importante capire è che conoscere il grado potenziale finale del futuro vino è un indice importante della qualità dell'uva, nonché un parametro fondamentale per decidere se e quando vendemmiare. Se comprerete le uve per fare il vostro vino, una misura con il rifrattometro vi aiuterà a non farvi fregare. Se invece l'uva proverrà dalla vostra vigna, sarà utile e istruttivo seguire la curva di concentrazione dello zucchero nel tempo, per vendemmiare solo dopo che saranno stati raggiunti i ivelli idonei compatibili con il territorio ed il vitigno (diciamo comunque mai sotto i 12°). Quindi cominciate a scaldare i motori e ad attrezzarvi per bene; la vendemmia non è così lontana....
Luk





Letto 9047 voltePermalink[9] commenti

9 Commenti

Inserito da Riccardo Francalancia V. S.

il 16 giugno 2009 alle 14:09
#1
Se poi, dopo aver fatto il Brix, ho la possibilità di portarmi un po' di acini in cantina e fare anche una grado Babo allora posso dire di avere dei dati potenziali attendibili ! ;)

Inserito da Riccardo Francalancia V. S.

il 16 giugno 2009 alle 14:10
#2
Alcuni rifrattometri, ora che ci penso, hanno incorporata anche la scala Babo, oltre a quella Brix, ma è sempre meglio utilizzare un mostimetro Babo: è molto più preciso !

Inserito da Luca Risso

il 16 giugno 2009 alle 14:31
#3
Infatti il mio ha sia brix che babo e Oe.
Il mostimetro babo è forse più preciso, ma mooolto meno pratico.
Però anche con il babo la precisione è abbastanza relativa e dipende dalle caratteristiche del mosto, o sbaglio?
Luk

Inserito da Riccardo Francalancia V. S.

il 17 giugno 2009 alle 19:43
#4
Sì concordo, il mostimetro Babo è scomodo e moolto fragile, mentre il rifrattometro te lo porti tranquillamente in vigna agganciato alla cintura ;)
Bhè...il mostimetro è più preciso del rifrattometro, ma non è perfetto e ciò dipende da molti fattori...no non sbagli!

Inserito da Riccardo Francalancia V. S.

il 17 giugno 2009 alle 19:58
#5
Io credo che comunque il metodo preciso per stimare l'acol potenziale è usare la seguente formula chimica:

g/L di zucchero x 46 x 2 / 180 x 0,79 x 10

dove i g/L di zucchero si riferiscono al recipiente in oggetto
46 è il peso molecolare dell'acol
2 è il valore di moltiplicazione dato dal fatto che da ogni molecola di zucchero se ne hanno due di alcol
180 è il peso molecolare del glucosio
0,79 è la densità dell'acol
10 è un fattore moltiplicativo che adesso mi sfugge (dovrei rimettere mano agli appunti universitari di enologia)

Inserito da Francesco Manna

il 18 giugno 2009 alle 18:12
#6
Molto interessante (come sempre) l'articolo di Luk . Io preferisco una stima molto ma molto meno precisa ma più "poetica" per un garagista ovvero assaggiare tastare guardare ( poi mi faccio dire i risultati dall'enologo che è passato prima di me con gli "attrezzi" del mestiere :) e così iniziano le discussioni :) ).

@Riccardo
con la formula postata avendo 20 g/L di zucchero mi da come risultato 1,293 credo mi sfugga qualcosa

Inserito da Luca Risso

il 18 giugno 2009 alle 21:19
#7
@Francesco
Non mi sembra sbagliatissimo. Normalmente ci sono circa 200 g/l di zucchero nel mosto.
Luk

Inserito da Francesco Manna

il 19 giugno 2009 alle 09:22
#8
@Luk
Infatti questo mi sfuggiva :) quando si dice "20 di zucchero" ci si riferisce a 20 g/100ml quindi 200g/L . Grazie per il chiarimento

Inserito da Riccardo Francalancia V. S.

il 20 giugno 2009 alle 12:20
#9
Ti ha già risposto perfettamente Luk ;) e comunque sì, tendo snche io a preferire stime meno "formulodipendenti" però ogni tanto tocca ccantonarle per avere un quadro preciso della situazione :)

Inserisci commento

Per inserire commenti è necessario essere registrati ed aver eseguito il login.

Se non sei ancora registrato, clicca qui.
PUBBLICITÀ

Luca Risso

Luca Risso

 Sito web
 e-mail

Il mio interesse per il vino è cosa relativamente recente. Risalgono a ottobre 2001 i miei primi due post per chiedere informazioni sul...

Leggi tutto...

Archivio Risorse Interagisci

 feed rss area vino

PUBBLICITÀ

Ultimi Commenti