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Bruxelles apre all'etichetta made in Europe

di Redazione di TigullioVino.it

MappaArticolo georeferenziato

Il commissario europeo all’Agricoltura, Mariann Fischer Boel, ha detto di essere “personalmente d’accordo” sulla creazione di un sistema di etichettatura degli alimenti che specifichi contemporaneamente l’origine nella Ue e quella dello Stato membro di produzione. Attualmente la legislazione comunitaria generalmente proibisce di indicare in etichetta il Paese di produzione ed anche l’indicazione “made in Europe”, a meno che non si tratti di prodotti Dop o Docg, che hanno indicato il luogo di origine, o alcuni alimenti specifici come carne e pesce dei quali deve essere nota l’intera filiera. Soddisfatto il ministro delle Politiche agricole, Luca Zaia, che, dopo un incontro con il commissario ha commentato: “Estendere l’etichettatura che identifica il luogo in cui è ottenuto il prodotto agricolo è da sempre una battaglia di questo governo e di questo ministero.
 
La strada che il commissario indica ci trova d’accordo, così come la proposta di un registro per le indicazioni geografìche, che preservi le specificità e il miglioramento dei sistemi dì etichettatura, in particolare per i prodotti biologici. In sede internazionale - ha proseguito Zaia - faremo la nostra parte per aumentare la tutela delle indicazioni geografiche, riscrivendo le regole per la commercializzazione. Consentire ai consumatori di riconoscere la qualità dei prodotti è innanzitutto una questione di civiltà”. Anche Coldiretti, Confagricoltura e Cia plaudono al nuovo orientamento sull’etichettatura. Da parte sua Paolo De Castro, vicepresidente della Commissione Agricoltura del Senato e ministro delle Politiche agricole nel governo Prodi, definisce il fatto “assolutamente importante per gli agricoltori ed i consumatori italiani, che vengono adeguatamente tutelati da concorrenza e poca chiarezza, mentre viene valorizzata l’eccellenza che distingue il nostro settore agroalimentare. Un risultato - conclude De Castro - che premia il lavoro della precedente legislatura”.

Già per alcuni alimenti l’etichetta d’origine è obbligatoria a livello europeo: un esempio per tutti, la carne bovina. Questo non avviene, invece, per le altre carni, per il latte e i latticini e per alcuni prodotti trasformati, come le salsicce. Più in particolare per il biologico, Bruxelles (che introdurrà dal 2010 un nuovo logo europeo) non intende ritornare sulla normativa che permette la presenza fortuita (fino allo 0,9%) di residui di Ogm autorizzati nell’Ue. Su un altro fronte, quello delle denominazioni d’origine e delle indicazioni geografiche protette, l’impegno per la loro tutela trova tutti d’accordo, mentre solleva critiche “l’assenza di proposte più concrete per rafforzare il sistema delle indicazioni geografiche” come hanno denunciato i produttori UE di vini a denominazione d’origine. Come loro, anche il consorzio del Prosciutto di Parma si oppone all’idea “di assimilare i Dop e gli Igp”, mentre definiscono “poco chiara la visione della Commissione Ue sul futuro della politica di qualità”.


Fonte news: La Stampa

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