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Viaggi enogastronomici

Ruchè - Monferrato e ... sempre un sorriso

di Luigi Bellucci

MappaArticolo georeferenziato

Viarigi, Castagnole, Scurzolengo, Montemagno, Grana, Refrancore, Portacomaro: è questa la DOC Ru-chè. Già i nomi dei paesi suscitano un Ché di Ru-Spante o di Ru-Vido (mi è sempre piaciuto giocare con le parole), ma anche di piacevole, di lavoro e dedizione, di tradizione e cose buone. Ancora una volta Go Wine e il Comune di Castagnole Monferrato organizzano un incontro con i produttori di Ruchè per far conoscere ancora più a fondo questo vino davvero gradevole e poco noto, se non agli intenditori e a quelli del posto. Un vino da riscoprire nei suoi sentori speziati e fruttati, nella sua pulizia e nei progressi che ha fatto negli ultimi anni. Le aziende che hanno aderito alla manifestazione sono solo tredici ma tutti bei nomi che scopriremo uno per uno nell’assaggio previsto per sabato mattina. Nel pomeriggio visita alle aziende e poi un Convegno per inaugurare la manifestazione. Infine in serata i banchi di assaggio che proseguono nella domenica successiva. Tutto si svolge nella storica cornice della Tenuta La Mercantile nel centro di Castagnole Monferrato.

Venerdì 8 Maggio 2009

Ad aspettarvi ci sarà sempre un sorriso

Arrivo poco prima delle otto a Viarigi. Forse ci ero passato andando a Moncalvo a trovare Anna Maria. Stavolta ci passo una serata. Il tempo è fresco, con le suggestive luci del tramonto che allungano le ombre rosseggianti degli alberi e delle case. Mi sistemo alla Locanda del Monacone, in fondo al paese verso Montemagno, poi esco a scoprire il paese, a piedi. Non mi va di cenare presto e allora salgo la strada verso il Duomo e il Municipio. Mi accompagna per un lungo tratto il rombo di un motore agricolo che se ne torna a casa sulla faticosa salita a otto all’ora e tutto quel carburante che brucia e rovina gli odori della sera mi fa rimpiangere l’odore della stalla prima di cena, quando si dava da mangiare ai vitellini, si tagliava l’erba per le manze col trinciatore, e si rigovernava il letto di paglia della vacche nella mia Romagna di 50 anni fa.
La porta della chiesa è ancora aperta e due suore, forse indiane, stanno a pregare e a cantare, un po’ sottovoce, sotto alla statua di Maria Ausiliatrice, che non manca mai in questi luoghi dove è nato e vissuto Don Bosco. Ridiscendo al centro del paese e mi fermo a cogliere i particolari di vecchie fotografie di Viarigi e delle sue strade e dei suoi abitanti fine ‘800, con i palazzi e le case che sono ancora quelli di cento anni fa o giù di lì. Do un’occhiata all’interno del Ristorante Roma (si chiama così perché è in Via Roma). So che si mangia bene e vorrei provarlo, ma una coppia di giovani all’unico tavolo occupato e il pensiero del pranzo di domani mi convincono a fare ancora cento metri fino al bar che sta nella piazza sotto il Municipio. Quando ero passato di lì per arrivare al Monacone l’avevo visto pieno di gente e l’insegna Pan & Caffé da Sonia e Pepos, aperitivi, caffetteria, panetteria, mi aveva reso curioso di provarlo.
Sonia stava riordinando l’interno e Pepos, alias Stefano, stava trasportando pesanti bombole di birra nella cantina di sotto. In sostanza stavano chiudendo, erano quasi le nove di sera, ma sono stati molto gentili e mi hanno servito un buon panino con salame, tagliati freschi al momento, e un buon bicchiere di Barbera e poi mi hanno anche offerto un caffé niente male. Intanto si parlava di vino, di feste, di lavoro in fabbrica e da muratore e delle fatiche di rifare il locale occupando i sabati e le domeniche e poi di avviare l’attività. Sonia e Stefano hanno meno di 30 anni ma hanno capito che lavorare in qualità paga e paga bene, magari non molto in denaro ma moltissimo in soddisfazione, in endorfine e in clientela, anche se lavori quattordici ore al giorno. La prossima tappa del locale sarà una sorta di enoteca con servizio di salumi e formaggi nella cantina con infernotto e volta ad arco in mattoni al piano sotto al bar. Vorrei esserci a quella inaugurazione! Quando sono uscito per riprendere la mia passeggiata serale ho meditato piacevolmente sulle belle parole nel loro biglietto da visita: “Ad aspettarvi ci sarà sempre un sorriso!”. Finché il Monferrato darà questi frutti, anche i suoi vini avranno il colore dell’oro.


Sabato 9 Maggio 2009

Il Ruchè e Don Giacomo

Sono già venti gli anni di DOC di questo vitigno relegato in questa piccola parte della provincia di Asti, in questi sette piccoli paesi: Castagnole Monferrato che dà il suo nome al vitigno, poi Grana, Montemagno, Portacomaro, Refrancore, Scurzolengo, Viarigi, in rigoroso ordine alfabetico.
Nel 2008 se ne coltivano 63 ettari, che danno 4.500 quintali di uva e quasi 320.000 litri di Ruchè.
E pensare che tutto è partito dalla vigna di Don Giacomo Cauda, parroco e prete contadino a Castagnole negli anni ’70. Don Giacomo è arrivato a Castagnole nel 1964 e tra i beni della parrocchia c’era questa vigna a bacca rossa da coltivare perché è davvero “un dono di Dio”, con quel suo corpo perfetto e l’equilibrio di aromi, sapori e profumi. Anche sul nome ci sono più versioni e significati. Quello che a me piace di più è che proviene da rocca, o posizione collinare elevata. Il successo di Don Giacomo si propaga a macchia d’olio tra gli altri contadini della zona e pian piano si diffondono le pertiche e gli ettari coltivati a Ruchè.
La DOC arriva con il Decreto del presidente della Repubblica del 22 ottobre 1987 e stabilisce all’articolo 2 che “Il vino Ruchè di Castagnole Monferrato deve essere ottenuto dalle uve provenienti dal vitigno Ruchè per almeno il 90%. Possono concorrere alla produzione di detto vino anche le uve dei vitigni Barbera e/o Brachetto presenti nei vigneti fino ad un massimo del 10%”.
Oggi Franco Cavallero, delle Cantine Sant’Agata, ne esporta oltre il 90% all’estero, molto negli Stati Uniti d’America. Franco è davvero un ottimo commerciale e suo fratello Claudio cura la parte enologica, con altrettanta bravura.
Non sono da meno Luca Ferraris, forse il più giovane del gruppo ma anche molto esperto e attento alla qualità e alla soddisfazione del cliente.
Un produttore tradizionale ma che sarebbe di certo piaciuto a Veronelli per il vino che fa è Domenico Poncini. Un’enologa competente e attenta alla produzione è Giancarla Domini, che cura i vini de La Mondianese in cima alla collina che sta sotto Castagnole.
Mi sarebbe piaciuto visitare altri produttori, come Bricco La Morra di Marco Maria Crivelli, o la Tenuta dei Re di Marco Cravetto, o la stessa Montalbera, ma purtroppo il tempo non è stato sufficiente. Vorrà dire che ci sarà motivo per tornare appena possibile, magari per la prossima svinatura, a riassaporare quei profumi di vigna e di spezie che solleticano il naso attento e curioso di sentori piacevoli.

Il Wine Tasting

La degustazione in villa, all’aperto, sotto i portici ampi della Tenuta La Mercantile, all’ombra del sole e al fresco degli alti platani, comincia tra le nove e le dieci di mattina. Silvia è già pronta, insieme al socio AIS che mesce i vini dalle bottiglie rivestite per renderle anonime

Sono venti i vini da assaggiare, di cui un solo Passito di Ruchè. Tutti gli assaggi sono alla cieca. Solo alla fine si saprà il nome del produttore e del vino.
Questa la lista completa come si presentava alla degustazione, con un numero, un nome uguale per tutti e l’annata di produzione.

Numero    Denominazione                     Anno
1      Ruchè di Castagnole Monferrato   2008
2      Ruchè di Castagnole Monferrato   2008
3      Ruchè di Castagnole Monferrato   2008
4      Ruchè di Castagnole Monferrato   2008
5      Ruchè di Castagnole Monferrato   2008
6      Ruchè di Castagnole Monferrato   2008
7      Ruchè di Castagnole Monferrato   2007
8      Ruchè di Castagnole Monferrato   2007
9      Ruchè di Castagnole Monferrato   2007
10    Ruchè di Castagnole Monferrato   2007
11    Ruchè di Castagnole Monferrato   2007
12    Ruchè di Castagnole Monferrato   2007
13    Ruchè di Castagnole Monferrato   2007
14    Ruchè di Castagnole Monferrato   2007
15    Ruchè di Castagnole Monferrato   2007
16    Ruchè di Castagnole Monferrato   2007
17    Ruchè di Castagnole Monferrato   2007
18    Ruchè di Castagnole Monferrato   2006
19    Ruchè di Castagnole Monferrato   2005
20    Passito di Ruchè                                n.d.

Per i giudizi devo dire che, a parte un campione che ho ritenuto difettoso, i punteggi assegnati sono quasi da eccellenza e vanno da un minimo di 81 a un massimo di 92, con una media di poco meno di 88.
Mi sono piaciuti particolarmente i due campioni anteriori al 2007 che ho trovato estremamente puliti, ricchi di profumi fruttati e speziati, fini ed eleganti, proprio perchè non esuberanti nel corpo.
In generale comunque tutti i campioni sono diversi l’uno dall’altro, nei colori, nei profumi, nel sapore in bocca, alcuni più fruttati, altri più speziati, alcuni molto freschi, altri già maturi e pronti. Vini veri dunque, che rispecchiano il territorio e la sua ricchezza espressiva, aiutata e spesso esaltata dalla mano dell’enologo e dell’artigiano che sa come trattare quelle uve e quei “liquori” che ne escono.
Nella tabella che segue la lista completa con i nomi dei produttori. Un asterisco indica quello che, a mio parere, è sembrato il più espressivo per ciascun anno presentato. Due asterischi indicano quello che mi è sembrato il più interessante.


Denominazione Anno Nome di fantasia Azienda
Ruchè di C. M. 2008 Cantina Soc. C.M.
Ruchè di C. M. 2008 Bric d’Bianc Ferraris Luca
Ruchè di C. M. 2008 ** I firmati di Luca Ferraris Ferraris Luca
Ruchè di C. M. 2008 Na Vota Cantine Sant’Agata
Ruchè di C. M. 2008 * San Pietro Bersano
Ruchè di C. M. 2008 Vigna Canesana Gatto Pierfrancesco
Ruchè di C. M. 2007 Crivelli Marco
Ruchè di C. M. 2007 ** Poncini Domenico
Ruchè di C. M. 2007 Tenuta dei Re
Ruchè di C. M. 2007 * Bricco della Rosa Cascina Terra Felice
Ruchè di C. M. 2007 L’Accento Montalbera
Ruchè di C. M. 2007 La Tradizione Montalbera
Ruchè di C. M. 2007 Pronobis Cantine Sant’Agata
Ruchè di C. M. 2007 Ruchè Tenuta Montemagno
Ruchè di C. M. 2007 Terre dei Roggeri Cantina Soc. C.M.
Ruchè di C. M. 2007 Vigna Canesana Gatto Pierfrancesco
Ruchè di C. M. 2007 Vigna del Parroco Borgognone Francesco
Ruchè di C. M. 2006 * La Mondianese
Ruchè di C. M. 2005 * La Mondianese
Passito di Ruchè n.d. ** Cantina Soc. C.M.

Una segnalazione particolare per il Passito di Ruchè di cui mi piace riportare il giudizio che ho segnato sul mio taccuino:
Colore: Amaranto intenso e luminoso
Naso: Grande complessità aromatica ed estrema pulizia olfattiva. Sentori persistenti di confettura di prugne, ciliegia, arancia e tamarindo. Lieve ma evidente una piacevole nota di cioccolato.
Bocca: il residuo zuccherino è del tutto apprezzabile ma assolutamente non stucchevole per il corpo pieno. Si mostra persistente, intenso e complesso anche al palato. Al retrogusto si avvertono la prugna e l’amarena.

Altra segnalazione di rilievo emersa nella degustazione è l’assoluta ininfluenza del colore sulle sensazioni gusto olfattive. Il colore aranciato è stato evidenziato in più di un campione ma nessun vino ha mostrato il minimo segno di vecchiaia. Evidentemente non sempre è corretto attribuire al colore un indice di bassa qualità. Talvolta può succedere, altre volte no, come in questo caso. Alcuni produttori attribuiscono il colore aranciato alla vigna più giovane, che deve ancora maturare bene, ma quelli attenti al mercato cercano di farlo sparire, in qualche modo, altrimenti ne vendono meno. Certo che il mercato, quando va dietro alle mode, costringe chi produce a dare al cliente non il prodotto migliore e più genuino, ma quello un po’ artefatto, un po’ più vicino ai canoni medi o tradizionali, a scapito di bontà e qualità. Succede come nel caso di quei bambini di otto – nove anni che, tra una vera spremuta di fragole e una bibita tradizionale alla fragola, hanno tutti preferito quella industriale (esperimento vero fatto in alcune scuole francesi qualche mese fa). Che dire in questi casi? Chi è causa del suo mal, pianga sé stesso!


Il Pranzo da Geppe e poi il Convegno

“Ristorante Da Geppe, La casa del Ruchè” già dice tutto. Siamo di fronte alla Chiesa di Castagnole Monferrato, nella sala interna di questa trattoria – ristorante, a tavola con i produttori, in un clima di piacevole compagnia, con personale attento e veloce.
Si comincia con il classico antipasto alla piemontese, di tante qualità, ben fatto e saporito, alla fine del quale sei già sazio. Oggi un fragrante fritto misto, con anche le foglie di salvia e un bel piatto di carne cruda. Radiosi i peperoni ripieni fatti in involtino con bagnacauda.
Vino in abbinamento Grignolino, di tre produttori: Tenuta dei Re, Luca Ferraris e Crivelli, perfetto con questi piatti.
Con la carne cruda è stato provato anche il Barbera d’Asti delle stesse aziende.
Per primo un piatto di Lasagnette con ragù bianco e carotine, ben fatte, dal giusto spessore e piacevoli.
Ottimo anche l’arrosto di gallina bionda con una bottiglia di Barbera 2003 La Mondianese.
Per finire una squisita Torta di Nocciola e un salame di cioccolata.
Si finisce con il caffè abbastanza in fretta, nonostante i tanti piatti e i vini da provare. Questo ci consente di visitare alcune cantine nel primo pomeriggio, prima che inizi la sessione di lavori con la premiazione di Enrico Morando, dell’Azienda Montalbera, il “Patriarca del Ruchè” che si è meritata la quinta edizione del Premio delle Stelle per avere, come dice il Sindaco di Castagnole Monferrato, Francesco Marengo, “operato negli anni per mantenere viva una delle produzioni patrimonio dell’enologia piemontese”. Enrico se ne sta seduto tranquillo a fianco del tavolo con le bottiglie di Ruchè, prima della premiazione. L’occhio è vigile e attento e nella pupilla sprizza quella compiaciuta soddisfazione che gli viene dall’avere costruito qualcosa che è rimasto nel tempo e che ora sta ancora crescendo. Dopo che lo hanno premiato, il nipote Franco e l’enologo Lino Lanfrancone presentano un bel lavoro curato dall’Azienda Montalbera “DNA dell’autoctono Ruchè di Castagnole Monferrato”.
Prosegue la discussione tra gli ospiti e il pubblico mentre lentamente si dilata nell’aria il cinguettio degli uccelli che salutano il sole nel suo scendere lento all’orizzonte e le luci dei lampioni dilatano le ombre dei paesani che portano i bimbi e le famiglie a vivere la festa notturna del Ruché a Castagnole Monferrato.

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Sono nato in una torre malatestiana del 1350 sulle primissime colline del Montefeltro romagnolo. Forse per questo mi ha sempre...

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