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Vitivinicoltura nella Repubblica di San Marino, di Vincenzo Donatiello

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Vitivinicoltura nella Repubblica di San Marino

di Vincenzo Donatiello

La vitivinicoltura sanmarinese ha origini antichissime; gli albori della coltura della vite risalgono al periodo che va dal VIII al V sec. A.C., mentre il primo documento che testimonia la coltivazione è un contratto di vendita di terreni agricoli datato 1253. Gli Statuti della Repubblica regolano e tutelano la viticoltura sin dal XIII sec., con indicazioni circa i lavori da svolgere in vigna e con pene per chi le danneggiasse e per i mercanti di vino “annacquato”. Nel 1775 venne redatto il primo Catasto Rustico della Repubblica di San Marino, dal quale risulta una superficie vitata pari a 600 Ha, 150 dei quali a coltura specializzata, mentre nei rimanenti la vite era abbinata ad olivi e colture di tipo seminativo. Altri documenti dell’epoca segnalano la presenza di diversi vitigni (all’epoca chiamati “vizzari”): Canino bianco, Biancale, Trebbiano, Moscatello bianco e nero, Vernaccia bianca e nera, Sangiovese. Le viti erano allevate basse o maritate all’acero e nei vigneti erano presenti anche olivi ed alberi da frutto. Verso la fine del IXX sec. la viticoltura sanmarinese attraversa uninterresante periodo in crescendo, grazie al successo del Moscato, sempre più ricercato ed apprezzato dai turisti che giungevano numerosi, dei vini bianchi e del Sangiovese,molto richiesti all’estero e premiati all’Esposizione Universale di Parigi.

LA SITUAZIONE ATTUALE
Nel 1974 prende forma una nuova stagione della vitivinicoltura sanmarinese, con selezioni clonali che porteranno alla ricostruzione del patrimonio viticolo autoctono. I produttori, presa coscienza dell’importanza dell’operazione si associano nel Consorzio Vini Tipici di San Marino, nato ufficialmente nel 1976. Il 1986 segna l’arrivo del marchio di Identificazione di Origine per i vini prodotti secondo appositi disciplinari e sottoposti ai controlli degli organi statali. Attualmente la superficie vitata è di circa 200 Ha, concentrati nei territori dei Castelli di Serravalle, Domagnano e Faetano, situati sul versante Est del monte Titano, ad un altitudine compresa tra 100 e 400 m s.l.m. I vitigni ammessi alla coltivazione sono: Biancale, Moscato,Ribolla, Canino, Cargarello e Sangiovese. Nel corso degli ultimi vi è stata l’introduzione di altri vitigni in via sperimentale: Chardonnay, Pinot Bianco, Pinot Nero, Pignoletto, Sauvignon, Vermentino, Cabernet Sauvignon e Syrah. Oltre ai vini ad Identificazione d’Origine, vengono prodotti vini da tavola e vini spumanti da Metodo Charmat. Il commercio dei vini sanmarinesi, oltre all’Italia ed alla Repubblica stessa, sta allargando il proprio bacino di utenza ad alcuni stati esteri come Svizzera, Giappone, Belgio, Stati Uniti e Sud America. Credo che i vini di San Marino, al giorno d’oggi, rappresentino la diversità, la NON rincorsa all’internazionalizzazione del gusto. UNA SCELTA FACILE, MA NON BANALE.

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