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Viaggi enogastronomici

Lison Pramaggiore: sorprese ed emozioni (Prima Parte)

di Luigi Bellucci

MappaArticolo georeferenziato

Il territorio a Nordest di Venezia è ricco di gente operosa che siamo andati ad incontrare, di prodotti di eccellenza che siamo andati a degustare, di bellezze storiche e architettoniche che siamo andati ad ammirare. Ce le portiamo nel cuore, negli occhi e nella mente quelle sensazioni e quelle emozioni. Qui si vuole solo tentare di dare un’idea di ciò che si è provato, per invogliare chi non conosce quei luoghi a visitarli, a provare così le delizie dei ristoranti, l’atmosfera della laguna, l’emozione di un tragitto in bicicletta dopo una vita passata al volante di un’auto, il sapore di uno spuntino sotto il tetto di paglia di un “cason”, con l’acqua della laguna che ti circonda, la poesia e la bellezza del salone di Palazzo Fortuny a Venezia, meta d’obbligo di chi ama la moda e le belle cose storiche. Ogni angolo, ogni pietra, ogni goccia d’acqua che si incontra trasuda storia e ti fa sentire immerso nella magia del tempo di Marco Polo o di Casanova, di Svevo o del Canaletto.

Vedi anche: Lison Pramaggiore: Liston e Cason (Seconda Parte)

Vedi anche: Lison Pramaggiore: Alla scoperta di Venezia (Terza Parte)

Venerdì 18 Aprile 2008.

Si va verso Portogruaro per arrivare per l’ora di cena. Lungo il viaggio in auto mi affascina sempre sulla sinistra dell’autostrada la visione delle mura di Soave che salgono lungo il colle fino al castello sulla cima. A destra invece brilla nella luce fioca che anticipa il tramonto la piana di Montebello, quello della Battaglia di metà ottocento, dove in ampi spazi si scontravano gli eserciti franco piemontesi e quelli austro ungarici.

La cena con “I vini dei Dogi”.

Si cena al ristorante La Botte di Portogruaro.
Ci aspetta un ricco aperitivo con forme di Montasio stravecchio accompagnato da calici di uno spumante brut di Tenuta S.Anna, che coltiva prevalentemente uve da spumante e poi fa anche Lison, Merlot e Refosco.
Il tema della serata è “I vini dei Dogi” e l’organizzazione è della Strada dei vini Doc di Lison Pramaggiore. Con il Montasio si accompagnano anche le torte di carciofi, asparagi ed erbe selvatiche che sono il tema della stagione e i vini del Lison, bianchi e rossi, come sempre puliti ed eleganti, anzi ancor più dello scorso anno. Evidentemente sia l’annata migliore, sia la preparazione più accurata e meticolosa delle cantine hanno contribuito a un innalzamento della qualità dei prodotti del territorio alle spalle di Venezia.
Mentre il sapore delle verdure fresche di stagione preparate dal cuoco de La Botte invade il palato, si spande nell’aria il suono delicato e struggente dell’arpa pizzicata dalle mani della bella e brava Patrizia Lassini che esegue una Sonata di Jan Křtitel (o Jean Baptiste) Krumpholtz, compositore e arpista ceco vissuto nella seconda metà del 1700.
Il Presidente della Strada, Daniele Piccinin nel discorso introduttivo racconta del ritrovamento archeologico delle anfore da vino di 2500 anni fa, intrecciando il discorso con le commemorazioni del Palladio e di Marco Polo e con le iniziative previste per questi tre giorni che vivremo intensamente in terra veneziana. Tutti i produttori avranno il loro spazio e avranno modo di far conoscere a fondo i loro vini. Oltre alla Strada anche il Consorzio e il Venezia Wine Forum hanno collaborato e contribuito alla realizzazione di queste giornate.
Dice due parole anche il Presidente del Venezia Wine Forum, il professor Vasco Boato che illustra le finalità dell’associazione, legata al vino di “Venezia”. Si vuole rafforzare e consolidare il legame del vino e del territorio con chi qui vive e con chi qui viene per goderne le bellezze. I consorzi hanno sposato il criterio di tracciabilità dei prodotti. Una seconda iniziativa è quella della Guida dei vini, realizzata in collaborazione con il Panel del Laboratorio di Analisi Sensoriale di Conegliano Veneto, dedicata ai migliori esemplari del territorio.
Come non ricordare anche la dedizione e l’entusiasmo con cui molti giovani, forze nuove in campo agro-alimentare, seguono la produzione in tutte le sue fasi e lungo tutta la filiera.
I vini mostrano una qualità in continuo miglioramento verso l’eccellenza, dice Giuseppe Scaboro, assessore alle Attività Produttive, Agricoltura e Politiche Comunitarie della Provincia di Venezia. Questo porta a un turismo sempre più incisivo nell’economia regionale e rafforza l’immagine di Venezia che nel mondo orientale, in particolare in Cina, rappresenta non solo l’Italia ma addirittura tutta l’Europa. Sulla scia delle recenti polemiche sul Brunello di Montalcino e sui vini adulterati ci tiene a muovere un richiamo agli imprenditori spronandoli a stare alle regole di un rispetto dei disciplinari e delle normative.
Roberto Zanin, Presidente del Consiglio Comunale di Portogruaro porta i saluti del Sindaco e ringrazia gli operatori che si sono impegnati in questa quarta rassegna dei Vini dei Dogi che vuole valorizzare i vini e i prodotti tipici locali e far conoscere meglio il centro storico di Portogruaro.
Obiettivo della rassegna di quest’anno è approfondire il rapporto con la musica e l’accademia di Santa Cecilia come rifondazione musicale. Le ragazze che eseguono una sonata in tre tempi sono pluripremiate, Marta Martinelli e Laura Bortolotto all’arpa e al violino fanno rivivere una atmosfera settecentesca. I suoni struggenti dei due strumenti toccano le corde emotive e sembra di sentire Casanova e Cherubini, gli amori e le sonorità di quei tempi.
Delicatezza, armonia, emozioni nuove vanno nell’aria, insieme ai suoni “floreali” delle corde toccate con mani dolci e pizzicate in maniera da suscitare gradevolezza e amabilità in chi ascolta.
Il secondo tempo della sonata richiama una certa suggestione lievemente triste, come di un Pierrot cui scende una lacrima lentamente sulla guancia bianca.
Col terzo tempo torniamo a correre e svolazzare su un prato dietro a delle farfalle variopinte, fino a sedersi e poi sdraiarsi sull’erba per un lieve bacio sulle labbra, che rimane pudico e delicato.
Nel finale l’anima di ciascuno dei due amanti ne gode fino quasi allo svenimento.
Mentre le orecchie si beano di queste delizie musicali a tavola siamo in compagnia dell’enologo di Tenuta S.Anna, di Stefano e Adelino Collovini, che producono vino da oltre quattro generazioni. Beviamo il loro Lison 2007 (vitigno Tocai) appena imbottigliato di un bel colore giallo paglierino e con un sentore di fiori di pesca al naso e con un fruttato molto persistente. In bocca risulta armonico e con sentori piacevolmente balsamici di anice fresco. Al retrogusto lascia una gradevole mandorla verde.
I cibi in abbinamento sono deliziosi asparagi bianchi di Bibione, ben teneri e carnosi, uovo all’occhio e scaglie di grana stagionato. Poi sfogliatine ai carciofi di Sant’Erasmo.
Prima del piatto successivo il saluto del Sindaco di Pramaggiore, avvocato Igor Visentin, che esalta il collegamento tra il territorio e i suoi prodotti e ricorda l’inaugurazione della mostra dei Vini che lo scorso anno era ancora in allestimento.
Arriva in tavola un delizioso Risottino all’onda, con erbe selvatiche di primavera, davvero eccellente con una interessante nota di amarognolo che potrebbe essere data dall’asparago selvatico oppure dal tarassaco. È seguito da Saccottino agli asparagi (una crépe) dalla giusta morbidezza e saporosità. In accompagnamento il profumatissimo Sauvignon dell’Azienda Agricola Cavalier Dino Musaragno. Da otto anni i 25 ettari vitati sono coltivati a biologico e i risultati si apprezzano fin dai primi sorsi con un’esuberanza olfattiva di rara piacevolezza e intensità.
L’azienda è stata fondata nel 1973 e oggi l’enologo Marco raggiunge livelli di eccellenza con questo Sauvignon 2007 di 13 gradi, intenso, pieno, dal colore giallo paglierino vivo e brillante. Al naso si sentono i fiori di acacia e la foglia di pomodoro. In bocca è elegante, morbido, armonico ed equilibrato e al retrogusto è netta la mandorla. È davvero un grande vino, ottenuto da criomacerazione, in assenza di ossigeno e con gas inerte.
Buona parte dei vini del Lison sono oggi convertiti al biologico, con 400 ettari sui 4000 totali,per un 10% di biologico e lo conferma il successo commerciale, ben superiore ai biologici nazionali, che stanno sotto il 2% della superficie vitata.
Intanto ecco in tavola il secondo, un petto di pollo al Tocai, con purea di carciofi e tuberi al forno. Il suo vino è il Pinot Grigio dell’Azienda Agricola Ai Galli, presentata da Manuela. L’azienda conta 50 ettari vitati, è nata negli anni ’80 e da inizio 2000 è stata ristrutturata con le più moderne tecnologie. Loro obiettivo è trasportare la qualità dalla vigna fino al consumatore finale. Il vino subisce una pressatura soffice, poi criomacerazione e fermentazione a 18 – 20 gradi centigradi.
Il Pinot è un 2007 di 12,5 gradi, con colore giallo paglierino e riflessi ramati. Al naso si sentono i fiori di acacia, la noce moscata su un fruttato ampio e persistente. In bocca è morbido e caldo e lascia un retrogusto di mandorla amara.
Ecco il dessert con il cestino alla ricotta di Sumaga con fragole in salsa al vino rosso, accompagnato dall’Agricanto Bosco del Merlo delle Cantine Paladin, dal bel colore rosso rubino intenso. Roberto Paladin presenta la cantina e il vino. L’Azienda Paladin è ad Annone Veneto. Il trevigiano è noto per la coltivazione del Raboso, un vino rosso da cui deriva questo liquore Agricanto, arricchito con grappa neutra, ciliegie e mandorle. Al sapore si presenta ricco di zuccheri e il basso livello di alcool lo rende gradevole e digestivo. Al naso si avvertono nette la mandorla amara e la ciliegia.
Alla fine una breve presentazione del Macellaio gastronomo, come si definisce Fabrizio Nonis, la cui Macelleria è associata alla Strada del Vino. Fabrizio è di Cinto Caomaggiore e si ritiene fortunato per essere nato e cresciuto in questo territorio, ricco di storia e di tradizioni povere ma piene di sostanza e di significati antichi.

Foto Credit: Gabriella Repetto

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1 Commenti

Inserito da Luigi Bellucci

il 13 maggio 2009 alle 01:08
#1
Stefano, hai ragione. Ho corretto la svista.
Grazie e buon lavoro anche a te

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Sono nato in una torre malatestiana del 1350 sulle primissime colline del Montefeltro romagnolo. Forse per questo mi ha sempre...

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