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L'ospite inatteso al più famoso banchetto della storia, di Redazione di TigullioVino.it

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L'ospite inatteso al più famoso banchetto della storia

di Redazione di TigullioVino.it

Chi si occupa di enogastronomia ha spesso a che fare con mitologie di vario genere, utili per dare un po’ di colore alle descrizioni sulle origini di un cibo o di una bevanda. Ma quando la mitologia finisce tra le mani di un giornalista scientifico, che si occupa di turismo ed enologia, i risultati possono essere decisamente spiazzanti. Alberto Majrani, che molti conoscono anche come fotografo (suo è il sito www.photomajrani.it ), ha scritto un saggio sull’Odissea intitolato pirandellianamente “Ulisse, Nessuno, Filottete”, che sconvolge completamente tremila anni di elucubrazioni sull’immortale opera di Omero. Già, perché, come spiega l’autore rileggendo con attenzione il poema, tutte le apparenti contraddizioni della narrazione omerica si risolvono in un sol colpo cambiando il nome del protagonista: lo sconosciuto che arriva improvvisamente a Itaca dopo essere sparito per vent’anni, ammazza tutti i Proci riuniti a banchetto e poi annuncia tranquillamente che ripartirà al più presto non è Ulisse, ma colui che viene presentato come il migliore degli arcieri achei, Filottete! Molti credono di conoscere l’Odissea perché hanno fantasticato fin da bambini sulle strabilianti avventure di quel giramondo di Ulisse, ma le parti più realistiche sono quelle che descrivono il viaggio di suo figlio Telemaco per ingaggiare degli alleati per liberarsi dei Proci, prima che essi lo uccidano e si impadroniscano del trono, e l’arrivo contemporaneo sull’isola di tutti i congiurati.

Uno di loro doveva essere Filottete; ma perché proprio lui? Oltre ad essere un eccellente arciere, costui doveva anche essere zoppo a causa di una grave ferita a un piede; e in effetti quello strano Ulisse che giunge a Itaca cammina lentamente, appoggiandosi a un bastone, viene paragonato al dio Efesto, anch’esso zoppo, fino alla famosa scena dell’identificazione di Ulisse da parte della vecchia nutrice per una profonda cicatrice sul ginocchio. Solo che le cosce di Ulisse, eccellente corridore, erano perfette, e il riconoscimento avviene durante il lavaggio dei piedi, quindi ciò vuol dire che il problema era nel piede, e non nel ginocchio! Anche il vecchio cane fedele sembra riconoscere il suo padrone, ma guarda caso muore subito e non potrà mai testimoniare; come sono destinati a morire tutti coloro che non riconoscono Ulisse, mentre i servitori più fedeli riceveranno un ricco premio.

Con uno stile avvincente e al tempo stesso divertente, Majrani riesce a trascinare il lettore nel vortice dei suoi ragionamenti, riuscendo a convincerlo che la storia dell’Odissea può essere letta in un modo completamente diverso da quanto si è sempre fatto, tanto da poter risolvere brillantemente tutti i punti oscuri della pesantissima “questione omerica” che ha afflitto per secoli generazioni di studenti e di insegnanti. Un uomo di cultura di chiara fama come il noto filosofo della scienza Giulio Giorello, che ne ha scritto la prefazione, conferma che, come si dice di Amleto, “in questa follia c’è del metodo”. E Omero? Il suo lavoro viene sminuito da questa interpretazione? Al contrario, non è affatto vero che egli dormisse, come hanno sempre sostenuto coloro che non riuscivano a capire il suo sottile gioco di enigmi, ma da bravo poeta di corte, e da formidabile giallista, ha costruito un bellissimo racconto per giustificare la lunga assenza di Ulisse, disseminando però tutta la narrazione di indizi che diventano evidenti solo dopo aver scoperto la sorprendente soluzione. Non aggiungiamo altro per non togliere il gusto di andare a scovarli tutti quanti; chi vuole può trovare un ampio riassunto sul sito www.filottete.it ; però per i gastronomi più curiosi diciamo subito che l’olio e il vino descritti da Omero forse sono qualcosa di molto diverso da quel che si è sempre immaginato…

Alberto Majrani
Chi ha ucciso realmente i Proci?
Ulisse, Nessuno, Filottete
Scoperto dopo tremila anni il protagonista nascosto dell’Odissea
Prefazione di Giulio Giorello
Logisma Editore, Euro 12, pagine 144

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