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Vino in garage

Gli esami (del Garagista) non finiscono mai

di Luca Risso

MappaArticolo georeferenziato

Anche il Garagista alla fine deve superare i suoi esami, ovvero deve confrontarsi con freddi numeri che indicano impietosamente le caratteristiche tecniche del suo vino.  Le analisi sono davvero molto importanti e andrebbero fatte almeno un paio di volte: verso novembre, quando il vino è sostanzialmente fatto, e prima dell'imbottigliamento, in modo da poter eventualmente correre ai ripari per correggere i difetti più importanti, se ce ne sono. Esistono tantissimi laboratori che svolgono abitualmente questo compito. I migliori sono quelli accreditati dal Sinal , e possono essere trovati andando sul sito in questione e cercando sul link "laboratori accreditati" quelli preposti alle analisi enologiche.

Le analisi costicchiano. Per  quelle di seguito riportate io ho speso 40 €.  Si tratta delle analisi finali del mio vino appena imbottigliato in ben 40 bottiglie della annata 2008.

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  1. Vino rosso merlot 50% sangiovese 50%
  2. Gradazione 14°
  3. Acidità Totale 4.7 g/l
  4. Acidità Volatile 0.43 g/l
  5. Solforosa libera 0 mg/l
  6. Solforosa Totale 45 mg/l
All'analisi il vino risulta sano e di buona composizione, leggermente ossidato a causa dell'assenza di solforosa libera. L'acidità totale è leggermente bassa. La lavorazione è valida, ma occorre impiegare più solforosa in conservazione e prima dell'imbottigliamento utilizzare il REDUCTINE (conservante commerciale) in dose media.
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Commentiamole brevemente punto per punto.
1) Come detto nella presentazione di questa rubrica, la mia "vigna" si compone di una trentina di piante di merlot e di una ventina di ciliegiolo.  Non essendo quest'ultimo ancora in produzione, per avere abbastanza uva ho acquistato a settembre una ventina di Kg di sangiovese da unire al mio merlot. Questo uvaggio evidentemente è provvisorio.

2)  I 14° sono tanti, quasi troppi. Avrei dovuto vendemmiare una settimana prima, anzi avrei dovuto seguire la maturazione dell'uva con un rifrattometro, o con un mostimetro Babo (di questi due strumenti parleremo più avanti ampiamente).  Pazienza, me ne farò una ragione.

3) Una acidità di 4.7 g/l non mi sembra male per un vino rosso, tanto più con del merlot dentro, che non è certo uva in grado di donare freschezza; quindi personalmente mi ritengo soddisfatto di questo valore, anche se l'analista non è d'accordo.

4) L'acidità volatile di 0.43 g/l è un valore molto basso, e quindi ottimo. Significa che il vino non sa di aceto, ovvero non è stato contaminato da microorganismi responsabili di tale difetto. Per legge non può essere commercializzato un vino rosso con volatile superiore a 0.9 g/l in quanto considerato irrimediabilmente compromesso. Più o meno è questa la soglia oltre la quale l'odore di aceto si sente distintamente.

5) Il valore di solforosa libera pari a zero mi lascia davvero basito. Ricordo che la solforosa libera è quella frazione di anidride solforosa non legata ad alcuna sostanza nel vino tra quelle con cui può combinarsi, ovvero attiva  come antiossidante. Sono perplesso in quanto pensavo di avere aggiunto una quantità di solforosa di circa 14 mg/l all'imbottigliamento, e che di questa almeno una parte fosse rimasta libera. Evidentemente o lo strumento usato non riesce a misurare livelli più bassi di 10 mg/l, oppure la solforosa aggiunta nel tino è rapidamente svaporata durante il successivo riempimento delle damigliane e durante l'imbottigliamento, avvenuto necessariamente all'aria nel mio caso. Tutto sommato, visto che il vino non dovrà conservarsi molti anni data l'esiguità della produzione, ritengo il problema di poco conto.

6) I 45 mg/l di solforosa totale sono anch'essi inferiori a quanto mi aspettavo.  Avevo calcolato circa 74 mg/l di aggiunte di solforosa, ma anche qui è evidente che le perdite durante la fermentazione e i travasi riducono sensibilmente tale valore.

Il tecnico (probabilmente un enologo) che ha commentato questi valori esprime tutto sommato un giudizio lusinghiero,  anche se suggerisce di usare più solforosa (in definitiva anche l'additivo REDUCTINE  ne contiene, insieme ad acido tartarico e vitamina C).  Io penso che non seguirò tale consiglio e cercherò piuttosto di migliorarne il dosaggio. Cercherò anche di valutare meglio il periodo della vendemmia per avere più acidità, ma non aggiungerò altri additivi oltre la solforosa al mio vinello.

Il personale assaggio della prima bottiglia dopo nemmeno due settimane dall'imbottigliamento, mi trova abbastanza soddisfatto. La frase "leggermente ossidato" del commento alle analisi non significa affatto vino maderizzato o spento, ma piuttosto caratterizzato da un fruttone maturo e aperto che rende il vino decisamente giuggiolone, forse non finissimo ma per adesso privo di difetti evidenti.

In definitiva mi considero rimandato a settembre, in tempo per la prossima vendemmia!

Foto  originale di lumilon

Letto 10144 voltePermalink[15] commenti

15 Commenti

Inserito da Filippo Ronco

il 04 maggio 2009 alle 11:11
#1
Non dirmi che ti sei giocato il vino per fare il figo ?!
Fil.

Inserito da Tomaso Armento

il 04 maggio 2009 alle 18:19
#2
Ciao Luk,
va bene dosaggi bassi di solforosa ma così è davvero troppo...ad ogni modo, se posso, tieni una boccia da parte e provala tra un anno, poi ci fai sapere.

Sempre se posso e come sempre per ridere, leggendo "La Frase "leggermente ossidato" del commento alle analisi non significa affatto vino maderizzato o spento..." ricordati che li parli da produttore e non vale commentare...quello e il giudizio e telo tieni!

Giusto per ironizzare sui ruoli eh...

Buona bevuta
ciao
t

Inserito da Gianpaolo Paglia

il 04 maggio 2009 alle 18:32
#3
Probabilmente il tuo sistema di riempimento delle damigiane lascia il vino troppo esposto all'aria. Perche' non aggiungi solforosa dopo aver messo il vino in damigiane servendoti di pasticche o preparati effervescenti che si sciolgono da soli senza bisogno di rimescolare? li usiamo per i dosaggi delle barriques con ottimi risultati. E' vero che lo bevi subito, pero' zero di libera e' poco e in piu' in questo modo hai inutilmente aggiunto solforosa totale senza pero' avere la protezione della libera. Comunque sono dettagli, l'importante e' la soddisfazione!

Inserito da Luca Risso

il 04 maggio 2009 alle 21:20
#4
A me quello zero lascia perplesso. Una possibilità di errore della misura non lo escluderei, tutto sommato.
Luk

Inserito da Luca Risso

il 04 maggio 2009 alle 21:23
#5
Pasticche effervescenti in damigliana? Confesso che non ne conoscevo l'esistenza. Mi sembra una ottima idea.
Luk

Inserito da Luca Risso

il 04 maggio 2009 alle 21:24
#6
Tom, hai troppo ragione, ma sai che ogni scarrafone....
:-)
Luk

Inserito da Maurizio Aguglia EssenzialmenteVino!...

il 05 maggio 2009 alle 07:56
#7
Ciao Luk,
Prima dell'imbottigliamento, soprattutto dei vini rossi, si usa ormai da qualche tempo un prodotto alimentare come la gomma arabica. Ha la capacità di prevenire gli intorbidamenti dovuti a casse e la formazione di sostanze precipitanti, dando stabilità al colore e morbidezza. E’ un prodotto naturale.
Alla salute!
Maurizio

Inserito da Tomaso Armento

il 05 maggio 2009 alle 15:32
#8
Si vabè dai, non dargli sti consigli la gomma arabica la usano per dare morbidezza....io la chiamo "paraspigoli".....

Cerchiamo di farli buoni e morbidi per davvero, c'è più gusto, no?

:-)

Inserito da Mirco Mariotti

il 01 giugno 2009 alle 00:12
#9
Bella Luk, vieni a farle da me le analisi che spenderesti di meno... ah, dimenticavo, magari non è proprio così comodo... ;-)
Di "pasticche effervenscenti" ce ne sono vari nomi commerciali in giro, il più noto è sicuramente il Tannisol: 95% bisolfito, 3% Vitamina C, 2% tannino, se non ricordo male... Una pasticca per damigiana da 54 l è forse fin troppo, ma se l'aggiungi dopo il primo travaso direi che ti basta fino all'imbottigliamento...
A Genova!!!

Mirco

Inserito da Paolo Carlo Ghislandi

il 09 ottobre 2009 alle 13:31
#10
Questo me l'ero perso e son contento di averlo trovato !

Ciao
Paolo

Inserito da Claudio Borroni

il 26 ottobre 2009 alle 11:02
#11
Una pasticca di tannisol in una damigiana da 54 litri?
Ma non scherziamo! vuol dire mal di testa continuo e altri disturbi neurologici.

Inserito da Luca Risso

il 26 ottobre 2009 alle 12:42
#12
Una pastiglia di tannisol contiene circa 9 gr di Matabisolfito, diciamo 5 grammmi di SO2, che in una damigliana da 54 l fanno circa 100 mg/l.
Se non ci sono altre aggiunte, e tenendo conto che durante i sucecssivi travasi un po' vola via, non è una certo una concentrazione tale da provocare disturbi neurologici, anche se un po' alta, ben sotto i limiti di legge.
Tra l'altro i sintomi neurologici non sono previsti tra gli effetti della solforosa.
Sta arrivando Natale, attento alla frutta secca, che valori di diversi mg con un po' di datteri, fichi, prugne e albicocche fai presto a raggiungerli!
Luk

Inserito da Massimo Scanferla

il 26 aprile 2010 alle 17:09
#13
A proposito di analisi chimiche, chiedo se qualcuno conosce farmacie/laboratori/ecc. in zona PD-VE. Quest'anno il mio vigneto fa la prima produzione (sono al terzo anno di vegetazione), mi sono attrezzato per la vinificazione del prossimo settembre, ma una volta che il vino è in damigiana, vorrei anche seguirlo per conoscerne i valori, per intervenire se ce n'è bisogno e soprattutto per capire se sto facendo bene o male il garagista! Ciao a tutti

Inserito da Luca Risso

il 26 aprile 2010 alle 17:19
#14
@Massimo
Clicca sul link del Sinal che ho citato nel post, poi vai su "laboratori accreditati" e spunta i criteri di ricerca "enologia" e la provincia che ti interessa. Quindi esegui la ricerca.
Luk

Inserito da Massimo Scanferla

il 27 aprile 2010 alle 11:22
#15
Grazie al consiglio di Luca ho provato a vedere cosa c'è dalle mie parti. Sono esattamente in mezzo ai laboratori di Resana, Conselve e Torreglia. Ho contattato quello di Torreglia: loro fanno servizio di assistenza che, volendo, può partire dai trattamenti in vigna, passando per la valutazione del periodo di raccolta e finendo con la valutazione chimica del mosto e del vino. Premesso che i trattamenti e la decisione di quando vendemmiare me li gestisco autonomamente, parlando con loro mi sono fatto l'idea che possano essere utili 2 o 3 controlli; uno appena dopo la svinatura e/o al primo travaso e uno più avanti, sopo che il freddo dell'inverno ha fatto il suo effetto. Comunque adesso è ancora presto per pensarci, ne riparleremo più avanti. Ciao

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