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Accademia Internazionale Enogastronomi Sommeliers, di Pier Luigi Nanni

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Accademia Internazionale Enogastronomi Sommeliers

di Pier Luigi Nanni

AIES, passione e cultura

Fu allora, data ormai dimenticata in quanto tanto, tanto tempo fa, che qualcuno di noi, soci fondatori dell’AIES, iniziò a frequentare dei corsi di degustazione ed a capire che dietro ad una bottiglia di vino c’è molto, molto di più. A poco a poco la nuova malattia ci contagiò a tal punto di voler essere noi, in prima persona, ad organizzare corsi dedicati ad una più approfondita conoscenza del vino.
Da qui alla decisione di fare qualcosa maggiormente coinvolgente, il passo è stato “apparentemente” breve: ed è così che cinque amici, diversissimi tra loro ma uniti ed accumulati dal piacere che l’immenso universo enologico può esprimere, diedero vita nel 2001 all’Accademia Internazionale Enogastronomi Sommeliers.

Ecco nascere un’entità associativa la cui origine e credenza è basata sull’infondere ciò che noi avevamo imparato, diventando così l’ideologia accademica: la didattica, sia teorica che pratica, che in essa è racchiusa. L’AIES ha fatto della comunicabilità un punto di forza basilare e determinante, in quanto la ritiene indispensabile e necessaria per il dialogo che si va a determinare con l’approccio della presenza.

Il mezzo più idoneo è senz’altro la DIDATTICA ENOGASTRONOMICA, cultura e nozioni, di cui tutti, addetti e non, ne sentiamo l’esigenza prioritaria di apprendere per uno sviluppo sempre più ampio ed appagante, non solo professionalmente, ma edonistico, cioè il diletto interiore che ognuno di noi può trovare e …provare!!!
Il corpo istitutore non è esclusivo. Comprende non solo professionisti della ristorazione, sommeliers, enologi, docenti di istituti professionali alberghieri sia chefs che di sala o giornalisti specializzati dell’enogastronomia, ma anche produttori di specialità che a loro volta fanno assaggiare tali leccornie nelle serate monotematiche durante il proseguo dei tre livelli di formazione quali, olio di oliva, aceto balsamico, formaggi, salumi, miele, cioccolata, distillati e l’immancabile nettare enoico - il vino! - in un logico e perfetto mariàge.
Così facendo, si apprestano a diffondere brillantemente le proprie esperienze culturali e professionali con l’immenso piacere dell’immediata cordialità che, prontamente, si intreccia reciprocamente. A tali esperti settoriali, si sono aggregate delle personalità, a mio avviso, encomiabili.

Gli ex allievi, diventati Maestri Sommeliers, hanno deciso di dedicare parte del personale tempo libero e ciò di quanto appreso durante i tre livelli didattici formativi e non solo, con approfondimenti di degustazioni, attività professionali, masters di specializzazioni, nonché concreta e viva attività nell’ambito organizzativo allo sviluppo e diffusione sempre maggiore dei meri intenti accademici: promozione e conoscenza dell’arte enogastronomica attraverso la formazione culturale, pedagogica e soprattutto … pratica!, con degustazioni mirate, convivi interessanti ed accattivanti, in quanto sempre incisivi e stimolanti per la piacevolezza che suscitano.

Questi eccezionali “neo-docenti” estremamente importanti ed efficaci, le cui personali attività professionali non hanno nulla in attinenza con l’immenso mondo enologico, ebbene, costoro hanno deciso di trasmettere ai corsisti le loro esperienze: tutto ciò è ammirevole, poiché infondono quella passione e desiderio di conoscenza che a loro volta li hanno spinti in seno dell’Accademia, in quanto si distingue nettamente per i personali e singolari connotati, dalle altre associazioni del settore.

Nella sua interezza, i nostri istruttori infondono la comunicabilità di ciò che la didattica accademica vuole instillare ed approfondire: consapevolezza, e quindi un determinato grado di personale intenzionalità, in quanto necessari per codificare gli elementi di un messaggio, sia verbale che tramite accessori di supporto.
I concetti e gli scopi culturali sono centralizzati nell’ideologia formativa della didattica stessa che si svolge, avvolge ed evolve ininterrottamente, sempre più decisa e tangibile dal primo attimo di conoscenza, per concludersi, ma solo apparentemente, nell’istante sempre atteso, del ricevimento del distintivo d’oro adornato dal vivo rubino, di Maestro Sommelier.

Ma l’attività dell’AIES e la conoscenza non si concludono così, in quanto successivamente si svolge un’intensa vitalità e vivacità enologica il cui fine, non ultimo, è di dar vita e voce ad una tendenza socio-culturale estremamente intraprendente ed operosa, onde raggiungere obiettivi qualificanti e gratificanti, in quanto ogni nuovo avvenimento aprirà ancora la via ad altre domande, ponendo così le premesse di nuove scoperte e sensazioni.

Il titolo di studio di Maestro Sommelier in quanto tale, è legalmente riconosciuto dalle amministrazioni ministeriali e da altre istituzioni pubbliche, per cui è un riconoscimento “SPENDIBILE” che arricchisce il personale labor curriculum vitae.
Per saperne di più e cosa si fa nell’Accademia, vi aspetto su: www.accademiasommeliers.it

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