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Viaggi enogastronomici

Parmigiano Reggiano - 13 Aprile 2009 - Il "Formadio" dei Monaci compie 850 anni (Prima Parte)

di Luigi Bellucci

Ci hanno chiamato a Castelnovo ne' Monti, nel Reggiano, per festeggiare l’equinozio di Primavera con gli 850 anni del Formadio che facevano i Monaci in una due giorni intensa e interessante. Si comincia con un filmato che ritorna “Sulle tracce di un Re” che è naturalmente questo nostro prodotto di fama mondiale, forse piuttosto un imperatore oggi, o più modernamente un tycoon della finanza.
Il secondo giorno all’Abbazia di Marola per il convegno internazionale con interventi di un giornalista coordinatore degli eventi degli 850 anni, Gabriele Arlotti, uno storico, Giuseppe Giovanelli, un linguista, Angelo Stella, il Padre Abate Giustino Farnedi, di un delegato dell’Accademia Italiana della Cucina, Cesare Corradini, del Presidente del Centro Internazionale per la salvaguardia del formaggio di montagna, Gerard Beneyton, di un ricercatore, Roberto Rubino e del Presidente del Consorzio del Parmigiano Reggiano, Giuseppe Alai. Fa da moderatore il giornalista Rai Gianni Milano.
Dopo il buffet si completa la due giorni con la visita al caseificio Il Fornacione dove fanno un vero Parmigiano Reggiano a scoprire profumi e, perché no, segreti.

Vedi anche Parmigiano Reggiano a Marola per Opinioni e Cultura (Seconda Parte)

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Vedi anche Parmigiano Reggiano … senza misteri


Venerdì 20 Marzo 2009

Arrivo a Marola a metà pomeriggio. Marola è una frazione del Comune di Carpineti. In pianura la temperatura esterna era sui tredici gradi, giornata fresca ma ben assolata. A Pian del Lago, dove sta l’Hotel Ristorante Marola che ci ospita, siamo a due gradi, con il sole. Un cartello segnala una quota di 807 metri sul livello del mare. La giornata è piuttosto ventosa.
Davanti alla mia finestra, al terzo piano, un paio di alti pini sono mossi dal vento come fossero alberelli e si sentono dal bosco oltre gli abeti i cinguettii degli usignoli. Ormai la neve si è sciolta tutta. Se ne vede qualche baffo sui monti attorno, un po’ più alti. Sono le ultime schermaglie dell’inverno e i primi segnali di primavera. D’estate questo deve essere un luogo ideale per una vacanza rilassante e tranquilla per passeggiate nei boschi e piatti tipici con prodotti del territorio cucinati all’antica.
Alle sette è prevista una cena anticipata perché poi si va a vedere il filmato “Sulle tracce di un Re”, che parla di Matilde di Canossa, del formadio dei monaci e di un contratto di affitto che prevede un pagamento in monete d’argento “buone” di Lucca, una pecora “ovem” e tre apporti di formadio, non di caseum che era quello fatto con latte di pecora. Ma vedremo meglio i dettagli domani.

Al Teatro Bismantova

Anticipiamo la cena alle sette circa per essere a teatro per tempo.
Una breve presentazione di Gabriele Arlotti per anticipare un brindisi attorno ai tavoli della cena ci permette di assaggiare, oltre al Parmigiano reggiano al centro del tavolo di appoggio, anche due o tre tipi di pecorino e una ricotta canestrata freschissima. Nelle scodelle vicino ai formaggi del miele, una attraente mostarda e una confettura di mirtilli e di mele cotogne. L’immancabile gnocco fritto, ancora caldo, si abbina benissimo ai formaggi e confetture. In alternativa del buon pane fatto in casa.
Ad accompagnarli un buon Prosecco.
La cena è stata preparata dai cuochi del Ristorante Marola ed è servita in tavola dai giovani allievi dell’Istituto Alberghiero “Angelo Motti” di Castelnovo ne’ Monti.
Al nostro tavolo abbiamo Umberto Beltrami, Assessore al Parmigiano Reggiano del Comune di Bibbiano, una persona semplice ma ben preparato e di una profonda conoscenza su questo formaggio che dà da vivere a un indotto di oltre ventimila persone sulle tre province di Parma, Reggio e Modena e in parte di Bologna e Mantova.
Si comincia con tortelli di verdura e ricotta serviti al burro e con una scodella di sugo caldo per chi ama un condimento differente. Entrambe le soluzioni sono gradevoli e piacevoli.
Viene poi servita della polenta semisolida in mattonelle ancora calde, da condire con una salsa bianca al formaggio oppure da lasciare come sottopiatto per il successivo spezzatino di cinghiale ai chiodi di garofano davvero appetitoso.
Per dolce una fetta di crostata con uvetta e marmellata di prugne, accompagnata da un ciuffo di crema alla ricotta. I vini in accompagnamento per la cena da scegliere tra un Lambrusco dell’Emilia IGT rosso secco frizzante di Puianello di Quattro Castella (RE) oppure un Sangiovese IGT Due Tigli di Forlì, oppure ancora un Gutturnio Colli Piacentini DOC 2007 Le Sinfonie di Castelvetro Piacentino.
Dopo le otto e trenta si parte con un pulmino da una ventina di posti per il Teatro Bismantova di Castelnovo ne’ Monti.
Prima della proiezione del lungometraggio di 61 minuti “Sulle tracce di un re – Matilde di Canossa e il formadio dei monaci” c’è un breve commento alla serata da parte di Clementina Santi, Assessore alla Cultura, e Afro Rinaldi, Assessore all’Agricoltura della Comunità Montana dell’Appennino Reggiano, Enrico Bini, Presidente dell’Ente Camerale di Reggio Emilia e Ubaldo Montruccoli, Regista del filmato. Fa da moderatore Ercole Leurini, che sarà anche la voce narrante del filmato.
Poi viene consegnato un premio “enogastronomico” sia ai due “attori” protagonisti, Elisa Montruccoli (Matilde di Canossa) e Ugo Viappiani (Donizone), sia a Davide Cadei, autore del logo 2009 per gli 850 anni del Formadio dei monaci, senza dimenticare la voce narrante Ercole Leurini
Si parte con una dolce musica mentre le immagini passano da una panoramica del territorio montuoso reggiano, con un volo d’uccello ravvicinato sulla maestosa Pietra di Bismantova (un parallelepipedo di arenaria calcarea giallognola di 1000 metri per 240, alto 300 metri, con una quota in vetta di 1047 metri, sembra di origine miocenica con fossili di molluschi e animali tropicali), a un primo piano di una cascatella limpida e poi a un cespuglio di bosco con dei deliziosi lamponi per chiudere su un pascolo di decine di mucche brune piuttosto magre che brucano in un prato con l’erba alta. Poi le immagini passano da un richiamo storico su Matilde di Canossa, interpretata da Elisa Montruccoli e sul monaco Donizone che di lei ha tramandato parecchie storie, interpretato da Ugo Viappiani, con accenni a Enrico IV e al papa Gregorio settimo, che lo aveva scomunicato nell’ambito della Lotta per le investiture che riguardava la scelta e la nomina dei vescovi, e agli episodi che hanno resa famosa la stessa Matilde e la rocca di Canossa. Poi si torna ai nostri tempi con interviste brevi e concise su operatori della filiera del Parmigiano Reggiano, ognuno dei quali racconta qualcosa riguardo a questo antico “Re della tavola”.
Fino alla fine è un susseguirsi e un alternarsi di antico e moderno, con interpretazioni semplici di fatti storici, paesaggi nebbiosi, primi piani ben illuminati.
Alla fine tutta la sala applaude autore e regista e attori improvvisati prima di spostarsi nel foyer del teatro dove è stato predisposto un ennesimo buffet di prodotti tipici con abbondanza di salumi, formaggi, dolci e bevande, alcoliche e non.
Fuori l’aria deve essere attorno allo zero, piuttosto pungente e si sale velocemente sul pulmino che ci riporta in un quarto d’ora all’albergo.
Domani ci aspetta una sveglia mattiniera per il Convegno Internazionale delle nove sul Formadio nell’Abbazia di Marola.

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Sono nato in una torre malatestiana del 1350 sulle primissime colline del Montefeltro romagnolo. Forse per questo mi ha sempre...

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