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La sorpresa, di Enzo Zappalà

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La sorpresa

di Enzo Zappalà

Siamo a Pasqua. Ed allora cosa c’è di meglio di una bella sorpresa?

Devo dire la verità. Mi hanno sempre affascinato quei profumi di spezie orientali, di liquerizia diversificata tra caramelle, bastone, grezza, elaborata, la frutta seccata al Sole, i tartufi, i minerali più strani, ecc., ecc. Mi chiedo sempre: “ma come fanno a cogliere quelle sfumature così raffinate e sottili? E non due, tre, cinque, ma dieci, cento, mille”. Una bottiglia di vino sembra veramente la biblioteca di Alessandria d’Egitto o l’otre del simpatico Eolo. Dentro c’è proprio di tutto e peccato che io sia così limitato. Ma c’è una cosa in particolare che mi crea un grande scoramento e mi fa soffrire per la palese incapacità che dimostro: il “profumo” di animale! Accidenti, a me piacciono gli animali, a volte anche al forno, allo spiedo, al civet, ma soprattutto vivi e vegeti mentre scorazzano tra i boschi e i prati. Non spesso, ma talvolta accarezzo gatti e cani. Più raramente un riccio. Tuttavia, (che tristezza!) io non riesco a sentire profumi trasparire dal loro pelo, soprattutto dopo una giornata di pioggia. Mi vergogno quasi a dirlo: a me sembrano “puzze”, squallide e mefitiche puzze! Eppure, i grandi degustatori sanno andare oltre ed inebriarsi di quegli olezzi. Devo anche ammettere che sarei molto contento di poter accarezzare una volpe, ad esempio, ma sono stato a malapena capace di vederne qualcuna da lontano. Ma mai, dico mai, così vicino da sentirne la puzza, pardon …, il profumo del suo pelo fulvo. Forse bisogna scovarne la tana ed andare a quattro zampe a odorare il terreno segnato dalle sue secrezioni? Può darsi, ma non l’ho mai fatto e quindi rimango con questo tragico dubbio nella mia limitata memoria gustativa.
Recentemente un amico, un misero mortale come me, mi ha raccontato di una grande degustazione fatta da un nucleo di grandi professionisti, una vera “task force”, un manipolo di mostruosi e preparatissimi individui che passano il loro tempo a comprare ed a bere le bottiglie più care e poi a raccontarle a tutti gli altri. Potrebbe sembrare che le acquistino e le bevano solo per far invidia agli altri. No, no! Lo fanno con spirito da missionari, da pionieri delle sensazioni estreme. E non è un caso che quindi ognuno cerchi di superare il collega nella descrizione più sottile, preziosa e raffinata delle centinaia di profumi che si celano ai comuni mortali. Io le leggo con invidia e gelosia. E poi arrivo perfino ad arrossire di me stesso, quando sento nominare, quasi come fosse la cosa più ovvia e banale del mondo, il profumo di animale. Si, ma quale, accidenti! Volpe, cane, gatto, maiale, cavallo, dromedario, tirannosaurus rex ? Niente da fare, la mia ignoranza mi guarda negli occhi e ride di me. Ed io mi sento veramente nessuno.
Ebbene quel gruppo di eletti ogni tanto si riunisce ed assaggia insieme. E’ un momento di estasi pura, dove le capacità dei singoli si uniscono in un coro inebriante di aggettivi, di frutta, di idrocarburi saturi e non, di ciprie della Parigi anni ’20, di spezie di cui si era persa notizia fin dall’ultima guerra cino-giapponese. Come dicevo, uno di questi sublimi momenti di incantevole ebbrezza sensoriale mi è stata raccontata da un “intruso”, da uno che sfortunatamente non riesce a fare il salto qualitativo fondamentale, uno come me, insomma, un “paria” del vino. Aveva avuto la fortuna di essere stato invitato in quel consesso di saggi. Con occhi illuminati e sognanti mi ha raccontato di sublimi paragoni, di confronti simili agli esercizi stupefacenti degli acrobati da circo, di sfumature svelate con una sicurezza ed una chiarezza sublimi. Ma poi, ecco il momento topico, il punto focale di tutta la serata: un borgogna del 1937, reperito in una famosissima cantina di un ancor più celebre “chateau”. L’emozione era palpabile anche tra gli stessi smaliziati ed espertissimi professionisti. Si erano seguite tutte le regole di decantazione necessarie per un gioiello di tale importanza. E con gesto di suprema democrazia l’avevano fatta eseguire proprio al mio amico inesperto, che si era sentito talmente importante e fortunato da scoppiare in un pianto dirotto. Poi finalmente l’assaggio. Un attimo di silenzio e poi un tripudio di emozioni e sensazioni sconvolgenti. Ma fra tutte, quella più ricorrente, da loro spesso e volentieri usata con precisa maestria: “profumo di animale”. Qualcuno tentò con semplice pelo di gatto. Fu zittito. No, no era volpe delle Ardenne. Nemmeno quello, accidenti, era nutria del Rodano. “Ma state zitti, cari colleghi”, disse il più anziano “ è chiaramente furetto di sottobosco di querceto”. Il più sapiente, giovane, aitante, quasi con l’aria da spiritato per quegli occhi persi nel vuoto, ma già con un’aria da “guru” centenario, disse finalmente la sua, atteggiando la bocca ad un sorriso simile ad una smorfia beffarda: “trovato! Profumo di secrezione di procione lavatore durante la stagione degli amori!”. E lo disse quasi urlando, con gioia e convinzione. Ne furono tutti conquistati e tuffarono nuovamente il loro prezioso naso all’interno del calice. “E’ vero!” dissero in coro e si inebriarono di quel profumo penetrante, coinvolgente, sublime. Che grande borgogna! Che stupendo pinot noir! Un capolavoro, un simbolo perfetto di quel terroir così prodigioso! Avevano speso una fortuna, ma ne era valsa la pena. L’intruso fu colto da commozione e da estasi mistica che cancellò in fretta quella sensazione di “puzza” che aveva invaso le sue narici ingenue ed impreparate. Prese con delicatezza il decanter che conservava ancora una discreta dose di quel liquido stratosferico. Ne vide il colore “antico”, quel granata che ormai sfumava in toni marroni, spenti, ma quasi sacri. Se ne versò ancora un poco. Doveva approfittarne. Quando mai avrebbe potuto ripetere un’esperienza del genere? Forse mai nella sua monotona ed insulsa vita. Ma non venne giù soltanto quella divina poesia liquida. Le lacrime che gli erano scese copiose mentre svolgeva la sacrale opera di travaso glielo avevano nascosto alla vista. Ancora ben conservato, con il suo pelo irto e bagnato, un bel topo di media stazza scivolò nel suo ampio bicchiere. Non si dimenticò mai di quella mitica esperienza!

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15 Commenti

Inserito da Renzo Besso

il 11 aprile 2009 alle 19:21
#1
Buongiorno Sig.Zappalà,
visto che ho dato lo spunto a questo suo "ironico" articolo e che è un esperto di vino su questo blog (anche se in altri siti dice di non intendertene) pongo alcune questioni.
Visto che si parla di vino facciamolo fino in fondo.
I sentori animali esistono nei vini e possono essere di varia natura; come tutti i profumi se ben integrati e se non sono pelo di spinone bagnato dopo una giornata di caccia (provi a salirci insiemerovi a salirci...o pensa che sia impossibile sentire il pelo di cane da caccia bagnato su una macchina? C' è gente normalissima che lo fa alcuni mesi l' anno...) possono arricchire il vino.
In fin dei conti fior di enologi e di produttori dicono che comunque il blasfemo acetico in proporzioni giuste dà vita a precursori del frutto...
I vini del Rodano, se li conosce, sono sempe un po' border line.
Vorrei parlare con lei di sentori di oliva nera o salamoia, carne grigliata, sangue e carne cruda...di Rodano se gradisce... di Jaboulet, Chapouitier, Chave, Clape, Allemand, Graillot,Vieux Telegraphe, Rayas, Beaucastel...sempre se li conosce...ma da esperto qual' è, scrivendo articoli di vino e ristoranti, non ne dubito. Produttori citati in modo sparso rispetto alle zone di appartenenza; ma cosa lo dico a fare, lei è un esperto...
O di certi odori animali di grandi Pinot nero e di certi Bordeaux invecchiati...o di Monfortino e di certi Barolo...
Gradirei sapere se i suoi amici produttori del circolo o tutti quanti vogliono vini presumibilmente puliti pensano che quelli che ho citato sono sporchi e imbevibili
Ultima domanda: meglio un vino che ha un po' di sentoti animali o di chiusure che vanno via nel bicchiee o vini perfettini, snaturati, smaltati...pulitissimi per carità...sanno di legno e basta, più puliti di così...e di vitigno d' origine e di terroir nemmeno l' ombra...
Cosa che in questi ultimi anni sta succedendo.
Attendo risposte...
Presumibilmente le spezie le conoscono tutti, quelle oriantali e quelle africane; si trovano in commercio, basta acquistarle Così come si può annusare la carne cruda, quella grigliata o il sangue della stessa...o le olive...o la pelliccia di certi animali, per carità non sporca o bagnata...basta un po' di buona volontà...
E mettersi d' accordo su cosa si intende con certi descrittori specialmente se sfumati; o non parlare quando non si conosce il produttore e la bottiglia di cui parla l' altro interlocutore (quale interlocutore?).
Un po' di buona volontà, un po' di applicazione e qualche sentore in più lo si potrà descrivere .
Sono ironico...e attendo risposte.

Inserito da Enzo Zappalà

il 12 aprile 2009 alle 07:18
#2
sono veramente stupito e meravigliato che un mio racconto che pensavo risultasse chiaramente una fantasia, un gioco ironico e bonario sia stato considerato una verità! No, no, non esiste nessun amico, nè topolino, ne chateau francese. E' tutto inventato, sfruttando come idea un eccesso dialettico che spesso e volentieri leggo qua e là. Non penso proprio di aver dato adito a pensare che mi riferissi a qualcuno in particolare (il suo nome tra parentesi penso di non conoscerlo, o almeno non mi ricordo...la memoria vacilla ad una certa età). Come dicevo, io mi diletto semplicemente a scrivere racconti di fantascienza e anche di "fantavino", ossia novelle che, girando attorno a questa meravigliosa realtà "liquida", prendono in giro, ironizzando sempre con moderazione, altre professioni e scienze. Se va a vedere in questo ed altri siti, troverà che ho toccato la matematica, la fisica, la chimica, la geologia, la medicina, la biologia e soprattutto l'astrofisica (proprio quella su cui ho lavorato professionalmente per 40 anni e quindi posso chiaramente parlare di AUTO-PRESA in giro, prima infatti me stesso per dare il buon esempio ...). Devo ammettere che mai nessuno tra i professionisti di quelle discipline che, mi permetta, sono ben più importanti che l'analisi sensoriale del vino, si è mai sentito toccato in prima persona. Anzi, molti mi hanno risposto con commenti simpatici, ironici e scherzosi. E quelle sono scienze esatte, non soggettive come l'analisi sensoriale del vino, dove ogni guida , ogni esperto, la pensa all'opposto di un altro. E come è giusto che sia...
Non mi aspettavo, quindi, che proprio chi ha costruito il suo mestiere sul vino (come penso abbia fatto lei, intuendolo da come scrive) abbia mostrato di non capire la parte scherzosa e abbia voluto considerare il racconto come una relazione seria e veritiera.E pensare che proprio il vino è considerato il segno dell'ironia, del divertimeno, del buonumore e dell'amicizia ... Comunque, se questo modo di sdrammatizzare un prodotto, che è pur sempre solo un piacere, la disturba a tal punto, la invito a non leggere più i miei articoli, sono purtroppo tutti basati su una maggiore o minore vena ironica, e mai troverà descrizioni tecniche o autoreferenzianti. Anche se con qualche problema, siamo ancora una nazione democratica, in cui si possono prendere in giro sia il Papa, che il capo di stato, che un premio nobel. Pensavo che gli esperti di vino non si considerassero gli unici "intoccabili". Comunque mi scuso di averla fatta cadere in un innocente scherzo di aprile leggermente ritardato nel tempo, e Buona Pasqua.
P.S.: volevo ancora aggiungere che ben diversa da quella che io considero una limitata e fredda analisi sensoriale di un vino, trovo invece eccitante e coinvolgente la sua storia, la sua cultura, i personaggi, il terreno, e via dicendo. Lì siamo di nuovo in una campo meraviglioso e stimolante. Su quell'argomento (molto più serio) scrivo anche parecchio e tra non molto uscirà -spero- un mio libro...

Inserito da Renzo Besso

il 12 aprile 2009 alle 10:07
#3
Ci sono alcune incongruenza Sig.Zappalà.
Qui è considerato o si considera lei stesso un esperto di vino , almeno crdo sia così; chi scrive recensioni sul vino dovrebbe quantomeno capirne e dare l' esatta sensazione di quello che ha nel bicchiere.
Dire "mi piace, non mi piace", "mi ha dato sensazioni" ...non dice nulla ad un lettore ed è capacità di qualsiasi comune mortale, cosa che lei per sua stessa ammissione non è.
Su altri siti/forum non l' ho mai sentita argomentare su annate, produttori e vini dicendo che non ci capisce di vino...
Mettiamoci d' accordo, lei di vino ne capisce? Se sì vogliamo parlarne? Le ho formulato domande precise e non ha risposto; devo dedurne che questo spazio è occupato per accettare storielle "presumibilmente ironiche" che vanno a denigrare persone che ahanno un approcio diverso sul vino? Questa è libertà?
Per me il suo modo di vedere il vino è decisamente fuori luogo; un vino se è morto lo è anche se l' ha fatto il mio trisavolo e questo non va a sminuire la grandezza del personaggio che fu.
Come le ho già detto l' ironia come molte altre sensazioni spesso e volentieri sconfina; veda lei come e in che modo...
Ripeto il suo modo di vedere e intendere il vino non mi garba per niente ma non mi metto ad invebntare storielle con un chiaro fine...
Una domanda continua a frullarmi in testa...ma lei divino ci capisce, ne mastica?
Se la risposta è no non capisco tutte queste fisime da non dormirci la notte, tali da inventare storie assurde e chiaramente mirate...se è sì la pregherei di argomentare...
Sminuice pubblicamente le sue capacità (o presunte tali) e da voti a ristoranti, parla di vini contestando gli altri se sentono certi profumi...e pretende di andare ad insegnare a docenti di analisi sensoriale/chimica quali sono i difetti del vino....senza aver assaggiato il vino in questione e senza argomentare sulle peculiarità dei vini di quella zona.
Ripeto o argomenta in modo serio o è polemica sterile ...
Io non legeggerò più i suoi articoli per chiari motivi (riproposti reiteratemante ie in modo chiaramente provocatorio su altri siti) ...quando leggo un argomento che mi interessa vorrei leggere qualcosa che risponda a realtà, qualcosa di fondato...
a questo punto le consiglio di non leggere più di altra gente che descrive il vino per poi irriderla con "favole" di questo tipo.
La libertà di pensiero non sta solo dalla sua parte.
O cerchi di dimostrare le sue competenze intervenendo in modo consono e mirato; sarebbe un modo più adeguato di far rilevare ad altri la sua superiorità di essere intelligente.
Ripeto la libertà non sta da una sola parte anche se lei pensa che sia così.
Credo che ci siamo detti tutto. Mi conosce, mi conosce; glissare in questo modo e cercare di stare dalla parte della ragione senza esprrimere quello che ha espresso da altre parti non le fa onore...molti hanno letto.
Ci capisce divino? Allora non prenda in giro altri che hanno un approccio che è diverso dal suo.
Ci capisce? Allora si manifesti...
Buon proseguimento.



Inserito da Renzo Besso

il 12 aprile 2009 alle 10:20
#4
Quanto segue, preso da un articolo di Luigi Salvo.
Chiro modo di descrivere...ci sono troppi sentori? Troppo arzigogolato? Stesso approccio che hanno quelli che lei avversa e che denigra.
Vuol dire che Salvo è dei nostri e si fà.... mentali?
Io dico di no anche se descrive in un modo che non è "mi piace, non mi piace, c' è poesia" e noent' altro...
O sbaglia Salvo (e sonoconvinto di no) oppure...
Legga, legga (estratto dall' articolo); con un po' di buona volontà...


http://www.tigulliovino.it/dettaglio_articolo.php?idArticolo=3302

Eleganza e classe innata dunque, tranne quando il Barbaresco è prodotto non rispettando i suoi canoni, ovvero snaturandone le caratteristiche per avvicinarlo il più possibile al Barolo, attraverso colori eccessivamente cupi, grandi concentrazioni ed eccessive note lignee che lo rendono pesante.
Il Nebbiolo è un'uva molto ricca di sostanze polifenoliche, ma la sua capacità colorante è piuttosto modesta, quindi i vini prodotti da Nebbiolo sono caratterizzati da una trasparenza piuttosto elevata, aromi gentili di frutta e fiori, in particolare ciliegia, prugna, lampone, rosa e violetta, in connubio agli aromi complessi conferiti dal tempo, qualità aromatiche terziarie che sono in stretto rapporto con il tipo ed il volume della botte utilizzata per la maturazione del vino. L’utilizzo delle barriques dona un più accentuato sentore di vaniglia, rispetto alla più avvertibile liquirizia in vini maturati in botti di grandi dimensioni, ed al palato in genere, la componente acida risulta meno aggressiva rispetto ai vini maturati in legni voluminosi.

Versandolo nel bicchiere si presenta limpido e dal colore rosso rubino intenso, la compattezza cromatica si sposa ad un’adeguata trasparenza, ruota sul vetro di consistenza. Lo spettro olfattivo è intenso e variegato, fiori, frutta rossa ben presente, ginepro, evidenti note di liquirizia e chiodi di garofano. Al gusto si mostra caldo, severo, il frutto gioca con la mineralità, l’acidità allunga e rende nervoso il sorso, il tannino ha buona incisività, chiude in un finale intenso.

Nel bicchiere si mostra limpido, dal colore rosso rubino vivo, di gran consistenza estrattiva. Si concede piacevolmente all’olfatto con intensità e complessità, con un impatto di note di viola, piacevoli aromi di ciliegia, fieno, vaniglia e speziatura. In bocca è di gran calore, l’appena accennata morbidezza lascia spazio alla buona vena acida e ad un elegante tannino ancora deciso ma pulito. La sensazione è di una gran bella materia al palato, di notevole articolazione e d’ottima corrispondenza gusto-olfattiva nella persistenza aromatica intensa. Di stoffa.

Inserito da Enzo Zappalà

il 12 aprile 2009 alle 10:27
#5
poche parole... direi
io capisco di vino fin quanto viene ricondotto alla sua vera essenza. Io prendo in giro molte discipline senza causare alzate di scudi come la sua. Nessuno mi ha mai detto che offendo la matematica, la fisica, la biologia, la medicina, ecc., ecc. Mi fa pensare che forse io dovrei leggere più di vino (anche se non voglio diventare come lei), ma lei di molte altre cose ... e soprattutto imparare ad avere più modestia e meno superbia. Comunque a me il vino piace e soprattutto chi lo fa. Sarà un terribile difetto non saperne parlare tecnicamente? Boh ai lettori la conclusione...
Le dico comunque, per rispetto a questo meraviglioso sito, che non le risponderò più. Questo è un sito valido, culturalmente stimolante e non voglio assolutamente che cada per causa indirettemante mia in un solito forum (ce ne sono tanti, troppi) pieni di insulti e cose del genere. Stia in pace e non pensi ai miei sogni notturni...

Inserito da Renzo Besso

il 12 aprile 2009 alle 10:54
#6
Mi sembra di non aver insultato nessuno. Lei comunque non ha risposto alle mie domande.l
Poi, mi creda, neanch' io voglio diventare come Lei!!!! :D :D
Sull' imparare ad avere più modestia, ha perfettamente ragione.
Si può essere Eistein e peccare di arroganza ed avere scarse doti umane... l' umiltà e la capacità di capire che esistono altri mondi (umani intendo) sono prerogative dei grandi uomini...
Ripeto, come al solito non ha risposto a domande sul vino; eppure scrive su questo sito...
Domandare è lecito, rispondere è cortesia.
Devo dedurre che gli altri che scrivono su questo sito hanno un approccio totalmente errato in quanto diverso dal suo? Per me no...
Stia in pace anche lei, specialmente con gli altri...quelli che non la pensano come lei...ma sembra che non sia proprio così...
La storia è piena di personaggi a cui il modo di pensare degli altri non garbava...

Ho finito anch' io. Per qualunque chiarimento sono disponibile, contrariamente a Lei.
Sempre sugli argomenti che conosco, naturalmente.
Buon proseguimento...

Inserito da Filippo Ronco

il 12 aprile 2009 alle 11:06
#7
Penso che sulla questione abbiate già avuto modo di discutere a sufficienza sia su Rexbibendi che su Vinix e ognuno ha avuto modo di esprimere i propri punti di vista. Per chiarezza Renzo, l'area "esperti" di TigullioVino non significa "esperti di vino" necessariamente ma lettori con competenze o capacità letterarie in grado di scrivere articoli interessanti. Ho accettato la candidatura di Vincenzo nell'area esperti perché ha portato su tigulliovino un modo scherzoso di scrivere che mancava e che comunque porta qualcosa. Non è necessario parlare sempre in modo tecnico, i modi di parlare di questo fantastico mondo sono molteplici e dovremmo cercare tutti di essere più tolleranti nei confronti degli altri, nessuno escluso.

Se possibile comunque, mantenete le polemiche lontane da qui. Come vedete state discutendo tra di voi e non c'è alcuna necessità di farlo in pubblico, finché la bega non interessa nessuno penso che potreste molto più agilmente portarla avanti in privato.

Grazie per la comprensione.


Fil.

Inserito da Renzo Besso

il 12 aprile 2009 alle 11:22
#8
Sono d' accordo, Filippo.
Se leggi su Rex Enzo mi/ci invitò a scrivere qui qualsiasi opinione; almeno cos' mi pare...
Non voglio polemiche ma distinguo l' ironia dagli sfottò; e se leggi su Rex la faccenda è lampante.
Per me libertà e democrazia significano avere disponibilità a capire e comprendere quelli che non la pensano come te, specialmente se non vanno a ledere la libertà e la personalità altrui.
Non mi si venga però a dire che i giudizi negativi che si danno sui forum ledono un prodotto e la professionalità dei produttori...se no a questo punto la stampa del vino dovrebbe scomparire.
Stimo tantissimo molti dei collaboratori di questo sito, vedi Cimmino, Salvo e molti altri; e il loro approccio tecnico mi piace tantissimo ...
OK Zappalà è presente qui perchè scrive in modo fluente e, secondo te, ironico.
Benissimo, mi sta bene, l' importante è che non si vada sempre e per forza a prendere in giro chi ha un diverso approccio...che è lo stesso serio "approccio" al vino di tutti i collaboratori di Tigullio tranne uno...
Incongruenza: che senso ha fare recensioni sui vini e sui ristoranti quando ci si chiama fuori, quando reiteratamente si butta @@@@@ su quelli che la pensano in diverso modo...e non si argomenta?
Perchè non scrivere fiabe su scienziati, su formiche o cammelli...dove magari si conosce meglio la materia?

Con stima Filippo; ripeto nessuna voglia polemica. Il Signore ha chiesto di intervenire di qui dopo che era apparso e si era sempre presentato su Rex in modo molto poco consono... pensando di dare schiaffoni e ricevere in cambio baci...
Gente di proverbiale calma e di grande ragionevolezza come Giulo e Andytally sono andati fuori dalle righe...ed è tutto detto...

Sempre disponibile a chiarimenti, anche tecnici sul vino e sulal ristorazione; anchese non scrivo storielle e se sono stato e non sono più del settore.

Saluti
Renzo

Inserito da Filippo Ronco

il 12 aprile 2009 alle 11:34
#9
Caro Renzo, l'articolo qui sopra in effetti è abbastanza distante da quello d'esordio (non qui) sulla forza di coriolis che mi aveva così entusiasmato e convinto a prendere Vincenzo su TigullioVino. Qui è evidente il riferimento alla vicenda personale con voi e questa per lui è una caduta di stile non v'è dubbio. Da qui il mio invito alla tolleranza con quel "nessuno escluso", di poco sopra evidentemente rivolto anche a Vincenzo. Sentori animali o selvatici ? Basta assaggiare qualche Syrah, così per stare all'abc. Del resto ti basterebbe leggere i miei commenti su vinix ai post sul tema per renderti conto di quale sia il mio pensiero in proposito.

Ma non è questo il punto.
L'errore tuo e di chi interpreta il mondo del vino in modo eccessivamente tecnico è quello di vederlo, appunto, solo in quel modo senza lasciare spazio ad altre strade libere e lontane dai tecnicismi, altrettanto rispettabili come quelle percorse da Vincenzo. L'errore di Vincenzo è l'intolleranza mostrata nei confronti tuoi e di coloro che usano tecnicisimi (talvolta in effetti esasperati) per descrivere il vino.

Mi pare che abbiamo il quadro completo, consideriamo questo un incidente di percorso di Vincenzo e restiamo in attesa di leggere il suo prossimo articolo che sono sicuro farà sorridere entrambi.

Un caro saluto.


Fil.

Inserito da Enzo Zappalà

il 12 aprile 2009 alle 18:03
#10
solo un breve commento in risposta a Fil. Prendendo in giro la forza di Coriolis che esiste davvero tale e quale al profumo di animale, le antocianine, il rapporto con la luna, i Mercuret mercuriani va tutto bene. Non vi sono cadute di stile. Ma quando si tocca un certo tipo di cultura, non basata su scienza o studio effettivo, allora bisogna stare attenti. Mah. Io NON ho fatto alcun riferimento al signore che scrive e di cui non conosco il nome (forse come al solito si cela dietro qualche pseudonimo? Come sempre forse ...) eppure si è sentito toccato e offeso. come mai una vera ricercatrice di Firenze dopo aver letto il mio brano in cui irridevo ancor di più gli effetti benefici del vino non solo non se l'è presa, ma anzi ha voluto parlarmi direttamente e scambiare vedute ironiche, oltre che invitarmi a scrivere un articolo assieme? Idem con papate per astronomi (io per primo prendo in giro la mia Sceinza), chimici e anche qualche giornalista di vino. Come lo spiegate? Io non trovo cadute di stile, ma solo grande differenza nel ricevere l'ironia. Accetto tutto, ma non la caduta di stile. Soprattutto da chi fa del vino uno strumento a suo proprio uso e consumo e non fenomeno culturale e quindi pienamente disponibile meraviglia, all'emozione, alla gioia, ma anche alla derisione, all'ironia ed al sarcasmo. Stai sicuro che se vorrò scrivere su questo sito ti chiederò prima il permesso per non ledere la "professionalità" di questi intoccabili. Avrai certo le tue ragioni. Buona Pasqua...

Inserito da Filippo Ronco

il 12 aprile 2009 alle 19:10
#11
Caro Vincenzo, io faccio del mio meglio per essere imparziale e penso, anche in questo frangente di aver mantenuto un comportamento equidistante. A te pare che l'articolo sulla forza di coriolis fosse stato preceduto da una polemica ? A me pare di no. Mi sembra invece che una polemica che ti ha visto protagonista ha avuto come tema proprio quello sul quale qui si ironizza. Permettimi almeno di avere il dubbio che le cose possano essere correlate. Non ci sarebbe stato nulla di male se non vi fosse stato l'antefatto. Ad ogni modo, non vorrei farla più grossa di quel che è. State più sereni che è solo vino.

Filippo.

Inserito da Enzo Zappalà

il 12 aprile 2009 alle 19:38
#12
esattamente...E forse ti sembra che io abbia fatto riferimento a qualcosa in particolare nello scrivere quella "innocente" ,a me sembra, presa in giro? Se qualcuno si è sentito colpito in prima persona è colpa mia? Se domani uscisse un articolo sulle macchie solari e io dicessi subito che sono dovute ad eritema solare, pensi che qualcuno se la prenderebbe. e' proprio il modo di affrontare il vino che mi lascia esterefatto. e pensare che conosco giornalisti, come Masnaghetti, che pur avendo una cultura ed una preparazione mostruosa, non hanno mai e poi mai preso in prestito ciprie, animali, brodo di pollo o vegetale e via dicendo. Sento un profondo dovere verso chi il vino lo fa, con fatica e ovviamente con un ritorno economico (ma che male c'è), nell'aiutarli a sorridere di certe figure "sacre". Non posso farlo per privacy, ma sapessi quanti messaggi mi sono arrivati tra ieri e oggi da amici produttori (e non solo piemontesi...) in favore del mio articolo... penso di dovere qualcosa a loro, al vino, alla sua storia, alla sua cultura ed alle sue emozioni. Forse sono come Don Chisciotte e mi troverò sospeso tra le pale di un mulino a vento... Ma forse qualcuno l'avrò fatto pensare. Ti capisco comunque benissimo e capisco anche che sono piuttosto "ingombrante", ma ho lottato nel mio lavoro per 40 anni per ottenere una giusta considerazione di un certo tipo di ricerca, ci sono riuscito anche subendo duri attacchi e non mi tiro certo indietro adesso. Nel vino ho trovato veri amici, che si lamentano di quella messinscena che gli gira attorno e che lo fa per motivi non certo culturali, ma solo di autocelebrazione. Mi ha appena scritto un produttore (serio, modesto e di grande dignità)che mi ha parlato di un personaggio che ha dato il seguente commento ad un suo vino "profumo di chiuso con la porta mezza aperta..." e che poi a bottiglia coperta ha scambiato una barbera con un dolcetto. ecco questo è da evitare. e per questo mi sembra giusto scrivere articoli lievemente dissacranti (che male c'è a trovare un topo in una bottiglia? è capitato in molti altri prodotti mangiati senza problemi fino alla scoperta. E poi hanno capito che non è vero!!??) Il mio spirito libero mi spinge a reagire. abbi pazienza e "cancellami" pure quando ti sembro troppo esplicito... non me la prenderò certamente... questo è per me un divertimento e una giusta difesa fatta da chi non ha niente da perdere. Ho fortunatamente nche altri interessi, tra cui il vino vero, non parlato o "bestemmiato". Non avere paura a cestinarmi. E' ironia anche quella ... e io l'accetto senza problemi
a presto e grazie per la tua opera di mediazione...ma non intendevo certo scendere in duello con chicchesia, soprattutto se sconosciuto!!

Inserito da Filippo Ronco

il 12 aprile 2009 alle 20:12
#13
Il tutto sarebbe "innocente" se non vi fosse l'antefatto Vincenzo ma evidentemente non riesco a spiegarmi, pazienza.

Il fatto che molti produttori ti abbiano scritto è positivo, segno che il sito è molto seguito e che la mia scelta su di te è stata buona. Però usi parole come "messinscena" come "autocelebrazione" come "reagire" che sembrano avere poco a che vedere con la semplice ironia. Ironizza pure finché vuoi con chi parla di sentori di chiuso con la porta mezza aperta, mi pare di averti già detto in altra sede quanto sia solidale con te su queste scemenze. Però gettarsi nell'ironia con una polemica alle spalle non aiuta. No, non hai fatto nomi Vincenzo però è chiaro che l'articolo si rivolga ad "alcuni" sembra un po' calcolato e quindi meno genuino, meno ironico. Non so spiegartelo meglio di così questo comunque è quel che ho avvertito leggendolo essendo a conoscenza delle pregresse polemiche che hai avuto su rexbibendi e su vinix.

La tua preoccupazione relativa all'essere cestinato infine è del tutto ingiustificata.

Fil.

Inserito da Luigi Bellucci

il 12 aprile 2009 alle 20:32
#14
Mi permetto di suggerire una lettura sullo stesso stile me molto più divertente ...

"Il signor Veneranda si fermò davanti al portone di una casa, guardò le finestre buie e spente e fischiò più volte come volesse chiamare qualcuno.
A una finestra del terzo piano si affacciò un signore.
- È senza chiave? - chiese il signore gridando per farsi sentire.
- Si, sono senza chiave - gridò il signor Veneranda.
- E il portone è chiuso? - gridò di nuovo il signore affacciato.
- Si è chiuso - rispose il signor Veneranda.
- Allora le butto la chiave.
- Per fare cosa? - chiese il signor Veneranda.
- Per aprire il portone - rispose il signore affacciato.
- Va bene, - gridò il signor Veneranda - se vuole che apra il portone, butti pure la chiave.
- Ma lei deve entrare?
- Io no. Cosa dovrei entrare per fare?
- Ma non abita qui lei? - chiese il signore affacciato, che cominciava a non capire.
- Io no - gridò il signor Veneranda.
- E allora perché vuole la chiave?
- Se lei vuole che apra il portone non posso mica aprirlo con la pipa, le pare?
- Io non voglio aprire il portone, - gridò il signore affacciato - io credevo che lei abitasse qui: ho sentito che fischiava."
... (continua) ...

Per leggere il seguito e altre storielle sullo stesso tono per chi non le conoscesse già:
Carlo Manzoni: "Il Signor Veneranda"
Surreale ma Spassosissimo

Inserito da Renzo Besso

il 12 aprile 2009 alle 21:42
#15
Filippo, io non mi sono mai sognato di dire che il modo di vivere il vino di Vincenzo è errato. E non mi sono mai sognato di entrare in un forum irridendo gli iscritti per il loro approccio, menando schiaffoni "ironici" a tutto spiano; pretendendo oltretutto di ricevere attestati di stima, pensando di essre depositario della verità assoluta.
E non ho scritto storielle denogratorie sul suo modo di intendere il vino; questo sia ben chiaro.
Mi sembra che le posizioni siano ben delineate e chiare.
Mi sembra che anche tu senta note animali sui vini della cote du Rhone; a quasto punto sentiti coinvolto anche tu nella massa di quelli che sentono cose astruse nei vini.
Vorei poi sapEre cosa ci sente il SDig.Zappalà nei vini, quali sono le sue note descrittive di un syrah...
Probabilmente Peynoud è un @@@@@@@@@ @@@@@@ ...òòòòòòòò quando parla di descrittori animali e ne identifica i precursori.
Ma sembra che le persone che descrivono in quel modo un syrah siano da mettere al bando; anche se argomentano con fattori chimici, quindi per niente soggettivi...
Filippo fai bene a difendere uno dei tuoi collaboratori; renditi conto che in questo caso , dopo quanto successo in modo reiterato, si è un po' esagerato.
I migliori giornalisti di satirao in modo e fanno ironia ad alto livello conoscono perfettamente la materia di cui scrivono.
Poi si può dire tutto oe il contrario di tutto...
Filippo trovi i vini di Chapouitier, Jaboulet, Chave, Clape, Graillot sporchi quando presentano note animali ben integrate? Ce le senti qualle note?

Visto che conosco molti dei produttori di Langa del Circolo mi piacerebbe sapere la loro opinione per quanto riguarda i sentori animali, di spezie e altre cose che ho citato su Rex.
Specificando che anche per me l' ascella sudata di scimpanzè in amore è un virtuosismo inutile...così comì è polemica sterile e non ironia quella fondata su un non capire un certo approccio al vino, specialmente quando la conoscenza della materia du cui si scrive...


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Enzo Zappalà

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Astrofisico per 40 anni, ho da sempre coltivato la passione per il vino e per il mondo che lo circonda. Vedo di traverso la seriosità che...

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