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Wine Trotter

Costa Toscana in bianco

di Kate Maciejewska Serra

MappaArticolo georeferenziato

Pensando alla Toscana ci vengono in mente i grandi vini rossi di questa regione ma non dobbiamo dimenticare, che nella sua splendida fascia costiera esiste la radicata tradizione del vino bianco, ben più sentita della limitata produzione del famoso bianco dell’entroterra toscana, la Vernaccia di San Gimignano. Gli affermati produttori di queste zone, dopo aver creato e fatto conoscere al mondo i suoi eccellenti rossi con il Bolgheri Superiore DOC e Supertuscans in testa, stanno dedicando sempre più spazio ai vini bianchi di qualità. A questi sforzi, che ad oggi giorno si rivelano già molto interessanti, ha risposto la “Associazione dei Grandi Cru della Costa Toscana”, che raggruppa le principali aziende della zona (www.grandicru.it ). Il debutto ufficiale della “nuova collezione dei bianchi” di questa dinamica Associazione dei produttori è stata la passata edizione della mostra PISAVINI. La singolare degustazione chiamata curiosamente “Andiamo in bianco”, si è svolta il 6 di dicembre nelle sale della Stazione Leopolda a Pisa e a visto la partecipazione, insieme ai giornalisti, anche dei produttori stessi, grazie ai quali si è creato un interessantissimo laboratorio sui vini presentati.

In quest’occasione sono stati presentati 22 vini: 15 nella categoria giovani e 7 nella categoria invecchiati nati nelle 5 province costiere: Lucca, Pisa, Massa, Livorno e Grosseto. La prima categoria, che includeva i vini dello spiccato “carattere verde” e con la gamma aromatica molto vasta, ha suscitato tra i presenti non poche polemiche, soprattutto riguardanti il loro livello qualitativo.

Personalmente devo dire, che si trattava di vini abbastanza corretti ma un po’ troppo anonimi, che “interpretavano” queste eccellenti zone, dal punto vitivinicolo, in una maniera a mio avviso troppo superficiale e sbrigativa. Si deve anche precisare, che alcuni tra i vini freschi erano stati appena imbottigliati, il che non facilitava certo il giudizio.

Tutt'altra impressione hanno dato i vini della categoria invecchiati: davvero perfetti, soprattutto sotto il profilo qualitativo, al punto di essere definiti durante la degustazione come “vini all’attacco” al contrario dei vini giovani, che si sono soltanto “difesi con dignità”. Sembrava, che i produttori stessi adoperassero nella loro produzione lo stesso “know how”, che usano già con grande successo nei loro rossi invecchiati. Questo “saper fare” mancava nei bianchi freschi, come ha giustamente notato anche la produttrice degli eccellenti bianchi friulani, la signora Antonella Cantarutti dell’azienda “Cantarutti” di San Giovanni al Natisone (Udine), presente come ospite nella degustazione (www.cantaruttialfieri.it). La produttrice friulana ha offerto anche il suo prezioso aiuto ai produttori toscani che speriamo venga accolto con giusta umiltà.

Dopo questa bell’esperienza gustativa rimane comunque il grande dubbio: è meglio produrre nella Costa Toscana il bianco fresco o invecchiato? Visto la piuttosto scarsa esperienza dei produttori nel creare i bianchi freschi e la loro eccellenza nei vini invecchiati opterei per i secondi, anche se mi dispiace davvero di non poter trovare i freschi vini bianchi della Costa Toscana degni di essere degustati accanto ai loro grandi cugini friulani o sardi.

Dato, che si trattava della degustazione singolare e per certi versi didattica cercherò di descrivere tutti vini presentati, mantenendo la divisione in due categorie ma creando anche una piccola classifica, che come sempre rappresenta il mio punto di vista strettamente personale.


Vini invecchiati

1) Toscana IGT “Giovin Re” 2004 di MICHELE SATTA (Viognier 100%), www.michelesatta.com; bottiglie prodotte 6000, prezzo franco cantina 18,10 Euro; fermentato in barrique e affinato per 6-8 mesi in barrique con batonnage; un vino con il profumo molto bello e intenso con la piacevole nota floreale; com’è stato spiegato dal produttore stesso è nato dai suoi studi sui vitigni di Rodano Syrah e Viognier, che dovevano dare più complessità al suo Vermentino, tra l’altro uno dei migliori in assoluto; è stato il mio campione per quanto riguarda l’originalità e piacevolezza generale;

2) Bolgheri Bianco “Grattamacco Bianco” 2001 di COLLEMASSARI GRATTAMACCO (Vermentino 100%), www.collemassari.it; bottiglie prodotte 9000, prezzo franco cantina 12 Euro; fermentato per 50% nel barrique e 50% nell’inox, in parte fa 8 mesi d’affinamento in legno con batonnage, poi affinato 6 mesi in bottiglia; è un vino con un profumo intenso e piacevole, molto fresco in bocca, abbastanza strutturato e persistente; è un bell’esempio del Vermentino invecchiato, che come sappiamo non è sempre facile da ottenere;

3) Toscana IGT “Chardonnay” 2004 di SAN GERVASIO (Chardonnay 100%), www.sangervasio.com; bottiglie prodotte 2000-2500, prezzo franco cantina 18 Euro; fermentato in barrique e affinato in bottiglia per 13 mesi; questo vino nato nel 2003 com’esperimento segue le regole biologiche dell’azienda, ha un profumo intenso con la piacevole nota di miele e la notevole acidità gustativa che lo rendono nell’insieme piuttosto accattivante;

4) Toscana IGT “Lauro” 2003 di LA REGOLA (Chardonnay 70% e Sauvignon Blanc 30%), www.laregola.com; bottiglie prodotte 2000, prezzo franco cantina 13 Euro; fermentato in barrique per 6 mesi; questo vino prodotto dal 2002 ha una piacevole morbidezza, che durante la degustazione è stata definita la “nota natalizia di Panettone” e la notevole persistenza gustativa;

5) Montescudaio Bianco DOC “Lucestraia” 1999 di FATTORIA SORBAIANO (Trebbiano, Chardonnay, Vermentino e Traminer), www.fattoriasorbaiano.it; fermentato in barrique e affinato in barrique per 8 mesi con batonnage; è un vino limpidissimo con un bellissimo colore di miele chiaro, complesso profumo di fiori e frutta matura, di media complessità e persistenza;

6) Toscana IGT “Chardonnay” 1997 di TERRE DEL SILLABO (Chardonnay 100%), bottiglie prodotte 5000, prezzo franco cantina 9,50 Euro (annata recente); parte acciaio parte legno; e il vino più vecchio di tutti che ha mantenuto la bella nota floreale e con il sapore piacevole e alcolico, ma non grande persistenza;

7) Toscana IGT “Vasario” 2003 di FATTORIA DEL BUONAMICO (Pinot Bianco 90% e Sauvignon Blanc 10%), www.buonamico.it; bottiglie prodotte 3500, prezzo franco cantina 9,35 Euro); fermentato in barrique e affinato in barrique per 9 mesi con batonnage; è un vino con il profumo un po’ passato anche se corretto ma con una discreta persistenza gustativa;


Vini giovani


1) Colline Lucchesi Bianco DOC “Palistorti” 2007 di TENUTA DI VALGIANO (Vermentino 50%, Malvasia Bianca e Trebbiano 25%, Sauvignon Blanc e Chardonnay 25%), www.tenutadivalgiano.it; bottiglie prodotte 16000, prezzo franco cantina 8,50 Euro; è un vino con il profumo insieme fresco e dolce e molto strutturato; è stato il mio campione tra i vini giovani per la sua piacevolezza generale non facile da ottenere nel caso dei simili “miscugli” dei vari vitigni;

2) Toscana IGT “Numero Sei” 2006 di SASSOTONDO (Greco 50% e Sauvignon Blanc 50%), www.sassotondo.it; bottiglie prodotte 600; fermentato nell’inox, poi 12-24 mesi in barrique e 12 mesi in bottiglia; è uno dei vini più “discussi” durante la degustazione; nato nell’annata 2004 com’esperimento nella zona del Bianco di Pitignano DOC è composto da un greco macerato sulle fecce e Sauvignon lavorato in acciaio; molto limpido con il bel colore di miele, il profumo molto piacevole con le note di frutta tropicale, notevole mineralità, leggermente ossidato, corposo, strutturato e persistente con retrogusto, che ricorda un po’ la Marsala); completamente diverso dal numero 1 nella mia classifica ma altrettanto buono;

3) Colline Lucchesi Bianco DOC 2007 di FABBRICA DI SAN MARTINO (Vermentino, Malvasia Bianca e Trebbiano), www.fabbricadisanmartino.it; bottiglie prodotte 3000, prezzo franco cantina 7 Euro; fermentato 7 mesi nel legno e secondo il parere del produttore stesso ancora molto squilibrato nel momento della degustazione; questo vino, che segue le difficili regole biodinamiche con l’intero processo fatto a mano, ha il profumo intenso, è abbastanza strutturato in bocca ma con poca persistenza, che non li toglie la piacevolezza complessiva, che non è facile da ottenere nei vini biodinamici;

4) Toscana IGT “Tresassi” 2007 di FONTEMORSI (Viognier 75%, Chardonnay 25%), www.fontemorsi.it; bottiglie prodotte 4000; solo inox con permanenza su fecce nobili; è il vino altrettanto piacevole come precendente, profumatissimo con le note di frutta cotta, frutta esotica, fiori e miele, con bell’acidità gustativa e persistenza che lo rendono nell’insieme molto fresco e gradevole;

5) Toscana IGT “Caiarossa Bianco” 2006 di CAIAROSSA (Viognier 50% e Chardonnay 50%), www.caiarossa.com; bottiglie prodotte 1400, prezzo franco cantina 19 Euro; pressatura diretta con grappoli interi, fermentazione nel tonneaux, barrique e tini inox, batonnage fino a gennaio e in barrique e tonneaux per altri 10 mesi; questo più caro vino della degustazione ha una grande mineralità un po’ “spenta” dall’eccesso del legno, che per certi versi lo assomiglia ai vini del Nuovo Mondo;

6) Toscana IGT “Tribiana” 2007 di PIEVE DE’ PITTI (Trebbiano 100%), www.pievedepitti.it; bottiglie prodotte 1500, prezzo franco cantina 7,50 Euro); barrique 4 mesi e bottiglia 4 mesi; questo vino prodotto dal 2005 è un’interessante interpretazione invecchiata del molto comune in queste zone Trebbiano; anche se è abbastanza piacevole e corretto in tutto guadagnerebbe con un minore uso del legno;

7) Bolgheri Bianco “Mezzodi’” 2007 di BATZELLA (Viognier 70% e Sauvignon Blanc 30%), www.batzella.com; bottiglie prodotte 4500, prezzo franco cantina 6,90 Euro; fermentato in parte nel barrique, parte in acciaio, affinato 5 mesi in bottiglia con il batonnage; è un vino con il fine profumo floreale, discreto corpo ma purtroppo poca persistenza;

8) Montecucco Vermentino DOC “Irisse” 2005 di CASTELLO DI COLLEMASSARI (Vermentino 85% e Greco 15%), www.collemassari.it; bottiglie prodotte 11000; botti di rovere da 40 hl per 12 mesi e affinato in bottiglia per 6 mesi; questo vino nato nella zona di Montecucco, che si caratterizza della presenza delle grandi rocce calcari, ha una discreta complessità gustativa, la bella persistenza e retrogusto;

9) Toscana IGT “Mati” 2007 di TERRE DEL SILLABO (Trebbiano 70%, Colombana, Greco e Vermentino 30%), bottiglie prodotte 1000, prezzo franco cantina 9,50 Euro); fermentato e affinato sulle bucce per 6 mesi; è un vino solo medio ma con una piacevole nota di frutta candita;

10) Toscana IGT “Nara’” 2007 di SALUSTRI (Vermentino 100%), www.salustri.it; crio e fermentazione nell’inox 3 mesi su fecce fini e affinato in bottiglia per 6 mesi; è un vino solo medio ma abbastanza persisente;

11) Toscana IGT “Pagliatura” 2007 di FATTORIA DI MAGLIANO (Vermentino 100%), www.fattoriadimagliano.it; bottiglie prodotte 24000, prezzo franco cantina 7 Euro; è un vino medio di tutto ma con la leggerissima nota balsamica;

12) Colli di Luni DOC Vermentino “Fosso di Corsano” 2007 di TERENZUOLA (Vermentino 100%), www.terenzuola.it, bottiglie prodotte 30000, prezzo franco cantina 7,50 Euro; macerazione a freddo e fermentazione nell’inox, affinamento nell’inox per 6 mesi; questo piacevole vino fresco nato nell’azienda specializzata nei vini bianchi, che si trova a cavallo tra Liguria e Toscana, nasce dalle vigne di 20 anni che vengono vendemmiate tardivamente ed è un discreto esempio di come dovrebbe essere interpretato il Vermentino;

13) Toscana IGT “Bianco delle Ripalte” 2007 di FATTORIA DELLE RIPALTE (Vermentino 100%), www.fattoriadelleripalte.it; bottiglie prodotte 5000, prezzo franco cantina 7,10 Euro; questo “crudo” nel momento della nostra degustazione vino nasce dalla vigna giovanissima e viene lavorato interamente nell’inox;

14) Toscana IGT “Trebbiano”(nome provvisorio) 2007 di COSIMO MARIA MASINI (Trebbiano 100%), www.cosimomariamasini.it; prezzo franco cantina 8,50 Euro; barrique di 4 mesi e 4 mesi in bottiglia; questo vino è un vero e proprio campione nato dai vigneti di oltre 50 anni lasciati a maturare fino ad ottobre;

15) Toscana IGT Vermentino 2007 di SADA (Vermentino 100%); questo vino della zona di Montescudaio è lavorato interamente nell’inox ed è nella sua prima annata di produzione.

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