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Doc e Docg: Recioto di Gambellara Docg

di Sergio Ronchi

MappaArticolo georeferenziato

Con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale n. 196 del 22-8-2008 è stata riconosciuta la denominazione di origine controllata e garantita «Recioto di Gambellara» ed è stato approvato il relativo disciplinare di produzione.
Queste le caratteristiche principali:

Tipologia: Recioto di Gambellara classico, Recioto di Gambellara spumante.
Vitigni: Garganega 100%.

Zona di produzione: La zona del Recioto di Gambellara DOCG è posta nella fascia limitrofa ad ovest della provincia di Vicenza e confina con i territori della provincia di Verona e del comune di Soave, lungo la cosiddetta Strada del Recioto, la bassa valle del Chiampo. E’ una zona particolarmente vocata alla cultura della vite sia per la natura dei terreni che per esposizione e tradizione culturale, infatti è su queste collline che troviamo quasi esclusivamente uva Garganega. I terreni sono di natura vulcanica e quindi ricchi di minerali. La zona del Recioto di Gambellara comprende, oltre al comune di Gambellara, i comuni di Montebello Vicentino, Zermeghedo, e una parte delle colline di Montorso Vicentino.

Condizioni ambientali: Il terreno è formato, in gran parte, da basalti e tufi terrosi basaltici di origine vulcanica.

Densità per ettaro: Non inferiore a 3.300 ceppi, per impianti a pergola o sylvoz 2.500 ceppi minimo.

Resa massima: 6,25 t. per ettaro.

Titolo alcolometrico volumico totale: “classico” 14% di cui 11,3% minimo di alcol efettivo; spumante 14% di cui 11% minimo di alcol effettivo.

Resa massima dell’uva: Inferiore al 40% per il “classico” e inferiore al 50% per o “spumante”. Le uve destinate all'appassimento devono avere un titolo alcolometrico volumico naturale minimo del 10,50%.

Non è chiaro chi introdusse la vite in questa zona, ma si presuppone fosse antecedente all’arrivo dei Romani, molto probabilmente gli Etruschi o gli Atesini. Anche sul nome recioto ci sono varie ipotesi, una è quella che lo fa risalire al passito Reticio nominato da Virgilio o alla radice racemus della parola latina grappolo, l’altra ipotesi è che si riferisca alla parola del dialetto veneto recia, cioè orecchia e fa riferimento alla forma particolare del grappolo di cui gli acini esterni superiori sono quelli più “zuccherini”.
Da tempi remoti si usa destinare alla produzione di un vino speciale i migliori grappoli della vendemmia di uva Garganega; questi vengono deposti sui graticci o appesi alle travi, i cosiddetti “picai”, all’interno di locali arieggiati e privi di umidità. L'uva rimarrà ad appassire, continuamente controllata, fino a dicembre-gennaio, per essere poi pigiata in modo soffice: il mosto ottenuto subirà quindi una fermentazione in bianco che si protrarrà per mesi assumendo delle caratteristiche particolari. Ne scaturirà un vino dal colore giallo dorato, vivo e brillante, con intenso profumo di fruttato e dal sapore caratteristico, armonico, con leggero gusto passito e delicato retrogusto amarognolo.
Il Recioto è il fiore all’occhiello della produzione dei vini di Gambellara, un vino prelibato, che si abbina perfettamente con dolci secchi quali il brasadelo tipico della zona.

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Appassionato di vino da molto tempo, ho organizzato vari eventi di presentazione prodotti utilizzando varie location a Milano, Padova, Bergamo,...

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