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Morellino di Scansano, tipicità grossetana

di Mariella Belloni

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Il Morelino, docg dal 2007, negli ultimi anni ha conosciuto una certa popolarità anche al di fuori dell aToscana, regione in cui è prodotto. Ciò perché alla fine degli anni Novanta è divenuto un rosso molto richiesto. Il Morellino esprime tutta la tipicità della terra in cui nasce, il Grossetano e del vitigno che gli dà vita, il sangiovese: è il Morellino di Scansano , oggi più conosciuto e consumato che in passato, è presente nei ricevimenti mondani e, sempre più spesso, nelle carte dei vini dei ristoranti. In Toscana, patria del Brunello, dei Nobile di Montepulciano, dei Carmignano e dei Chianti, è considerato un vino adatto al consumo di tutti giorni, più che da destinare alle grandi occasioni. E' cioè amato, apprezzato, ma non al punto da preferirlo ai Super-Tuscan, vale a dire a quei rossi di nuova generazione dal gusto internazionale affinati in barrique.

Il Morellino di Scansano ha i profumi di viola mammola che caratterizzano molti rossi toscani figli del sangiovese. Ha i profumi di viola mammola che caratterizzano molti rossi toscani figli del sangiovese, e un'immediatezza propria dei vini fragranti, giovani o non lungamente invecchiati. Il Morellino è discendente di una storia secolare. Un tempo la Maremma era zona malarica. In particolar modo d'estate era disagevole abitarvi sia per la presenza delle zanzare, sia per i miasmi delle paludi .La popolazione, pertanto, ai primi caldi migrava sulle colline vicine che assicuravano clima più fresco e salubre. Anche l'Amministrazione locale del Granducato di Toscana, nel periodo estivo si trasferiva in collina, più precisamente a Scansano, dove era stato costruito un apposito edificio per gli ospiti. Il piccolo borgo produceva un vino molto molto gradevole e generoso, decisamente apprezzato dagli ospiti estivi, chiamato Morellino, dal nome del vitigno e anche a causa del colore rosso intenso che lo definiva.

Era anche conosciuto, soprattutto al di fuori della zona, come vino di Scansano e solo in un periodo successivo assunse l'attuale denominazione. Dal 1978 è vino Doc; dal 2007 Docg. Il disciplinare limita la zona di produzione all'area compresa tra i fiumi Ombrone e Albenga, ossia al comune di Scansano e, parzialmente a queli di Manciano, Magliano in Toscana, Grosseto, Compagnatico, Semproniano, Roccalbenga. I vigneti sono generalmente posti in zone pedocollinari e collinari, circa a 250-400 metri di altitudine e radicano in terreni tufacei. Le uve impiegate per la produzione del Morellino sono sangiovese (minimo 85 per cento) con l'eventuale aggiunta di alicante, ciliegiolo e canaiolo. La sua gradazione al momento in cui viene posto in commercio, è di circa 11,5°C, lo rende un vino non molto alcolico, ma di buona corposità, si presta al medio e lungo invecchiamento, da stappare cioè entro i primi quattro-cinque anni dalla vendemmia. Alla degustazione possiede colore rosso rubino che con il trascorrere del tempo assume sfumature granate; il profumo è intenso, e lascia trasparire sentori di viola mammola; il sapore è asciutto, rotondo, armonico e, soprattutto da giovane,leggermente tannico.

Il Morellino invecchiato due anni dei quali uno in botte, raggiunge i 12 gradi alcolici, può portare in etichetta la menzione Riserva, si presenta di colore rubino granato; al naso il profumo è ampio con marcato sentore di viola, etereo, fine; il sapore è pieno, ampio, armonico. Il Morellino, si serve a 16°C per accompagnare antipasti saporiti, si abbina a a lasagne al forno, pappardelle al sugo di lepre ecc.. Si abbina a secondi piatti quali carni alla griglia, faraona alla creta, coniglio, spalla di maiale arrosto. Il Morellino Riserva, invece è meglio servirlo a 16-18°C per accompagnare tagliolini al sugo di selvaggina, scottiglia di cinghiale, pernice al forno.

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