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La viticoltura e l'enologia nella storia del Valdarno aretino e della Doc Pietraviva

di Pasquale Cometti

MappaArticolo georeferenziato

L'area geografica del VALDARNO ARETINO e della Denominazione di origine controllata PIETRAVIVA comprede diversi Comuni della provincia di Arezzo ( Bucine , Pergine Valdarno , Montevarchi , Civitella e Caviglia ) , che fin dall'antichità sono stati interessati direttamente dalla graduale diffusione della coltivazione della vite e dallo sviluppo dell'enologia, alcuni fanno risalire la prima introduzione di questa coltivazione nel Valdarno addirittura a circa tre millenni . Fin dal periodo etrusco e poi romano nell'area valdarnese aretina sorsero diverse fattorie atte alle produzioni di vini e olio di oliva , ma fu nel periodo medioevale e del granducato di Toscana che la zona vitivinicola di Pietraviva ebbe il suo periodo d'oro .

In questo periodo i vigneti erano prevalentemente posizionati non in aperta campagna ma ai margini dei villaggi o accanto ai monasteri essendo una coltivazione altamente specializzata e che richiedeva un costante controllo per essere protetta dalla devastazione e dai furti. Riferimenti collegabili alla zona viticola VALDARNESE sono reperibili dal Catasto Fiorentino del 1427 che non fa solo citazioni tecnico catastali e geografiche ma anche valutazioni di merito alla qualità del prodotto ottenuto nelle diverse zone , alle diverse qualità di vitigno e vino ottenuto e aspetto interessante le diverse quotazioni che potevano avere gli stessi , stilando di fatto una graduatoria di merito e prezzo dei vini dell'epoca.

Dal catasto fiorentino apprendiamo che in quel periodo i vini più pregiati venivano pagati fra i 36 ed i 40 soldi al barile , da notare che tali vini erano prodotti nelle colline del Valdarno , sono citate anche espressamente le zone di Montevarchi,Cennina e Galatrona. Il vitigno più diffuso era il Trebbiano che l'agronomo Pier Dè Crescenzi lo descrive come "uva bianca con granello ritondo,piccolo , e molti grappoli avente "; era citato anche un Trebbiano rosso che veniva utilizzatosecondo gli autori dell'epoca per dare colore al vino (forse un tipo di colorino).

Nel periodo Mediceo vi fu un ulteriore incremento della viticoltura e dell'enologia in generale in tutta la Toscana ed in particolare nell'area di Pietraviva e del Valdarno aretino ,
molto ricercati nel periodo erano i Vermigli (vini rossi da uve Ciliegiolo-Canaiolo e Colorino) ,alcuni bianchi Trebbiani e le Malvasie anche se fra tutti per richiesta dominava il Trebbiano Dolce (probabilmente una prima forma di Vin santo) ed il più ricercato proveniva proprio dalle zone della Valdambra e del Valdarno.
I vini di queste zone avevano grandi estimatori quali Michelangelo , Ficino , Lasca Luigi Alamanni e molti altri tra i nomi importanti dell'epoca.

Vi sono anche citazioni di una Malvasia Bianca assai richiesta e prodotta nelle colline del "Valdarno di sopra che poi trapassa in Chianti "e più precisamente a Montegonzi di Caviglia , lo dimostra con sicurezza una lettera scritta in Meleto (località del Chianti) il 25 Marzo 1491 da Giuliano da Gaiole all'ambasciatore Fiorentino a Siena Andrea da Foiano , Anche il medico naturalista Andrea Bacci del XVI ° secolo nella sua "NATURALI VINARUM HISTORIA" edita nel 1596 decanta i vini bianchi , i vini rossi e i Trebbiani dolci prodotti nel Valdarno tra S.Giovanni Valdarno e la Valdambra.

Altro grande accademico , Francesco Redi , stilava nel 1650 circa una graduatoria personale dei vini toscani che più lo appagavano tra i quali comparivano un Occhio di pernice (una tra le prime citazioni di un Vin santo Occhio di Pernice ) , prodotto nel Valdarno Aretino e altri vini della zona di Pietraviva tra i quali la Malvasia di Montegonzi . Anche il periodo tra l'800 e i primi del 900 è stato ricco di eventi nell'area viticola del Valdarno , che ha contribuito attivamente con le sue Fattorie a creare quella denominazione " CHIANTI " che oggi risulta essere la più conosciuta ed importante al mondo. Ultima nata tra le doc Toscane e della Provincia di Arezzo , ma non meno importante , la DOC PIETRAVIVA racchiude più di un millennio di storia e tradizione.

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