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Detti e modi di dire, risaputi e sconosciuti, di Maria Stefania Bardi Tesi

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Detti e modi di dire, risaputi e sconosciuti

di Maria Stefania Bardi Tesi

Quasi ogni giorno ne pronunciamo, in occasione di particolari circostanze e/o eventi, ma difficilmente conosciamo l’origini e le motivazioni di detti e modi di dire, che si perdono nei secoli di storia che ci hanno preceduti. Eppure nessuno di questi nacque per semplice sfizio di chicchessia ma per particolari circostanze e costumi di vita dei nostri più remoti antenati.

Molti detti ancora oggi di largo uso ci provengono dall’antica Roma e anche se non diamo loro particolare rilevanza , essi sono lì a ricordarci che niente di ciò che accadde o accade sotto il manto celeste è irrilevante; a cominciare dalle cose più semplici. Ed allora analizziamone qualcuno. Perché si dice ad esempio: “bere alla salute?” Perché… per imitazione dei sacerdoti durante le offerte sacrificali, i romani usavano libare alla salute dei propri ospiti ed in omaggio agli Dei. Perciò dopo aver versato ed empito il calice all’offerente tutti insieme alzandolo dicevano: “salutm et vitam tibi propino”.

Per indicare un regime alimentare assai economico e semplice contraddistinto per lo più dal consumo di prodotti dell’agricoltura, usiamo ancora oggi le parole “frugale” o “frugalità” perché? … perché i romani indicavano i cereali, i legumi ed i frutti della terra con la parola “fruges”. La frugalità contraddistinse la vita degli antichi romani, ed a questo “valore” di vita molti grandi pensatori fecero ricorso come modello nel divenire della storia più moderna di Roma.

Chiamarono “troia” la femmina del maiale, perché, pare che sempre, gli antichi romani usassero mangiare la compagna del maiale farcita e per questo la chiamarono Troia, riferendosi al cavallo di Troia, ripieno di sorprese, in quel caso non alimentari.

Si usa anche chiamare “satira” ancor oggi un miscuglio di vario genere più o meno poetico; un tempo lontano però la “satira” stava ad indicare un miscuglio di legumi ed altro ancora (sempre comunque cibo) destinato alla povera gente che ne mangiavano fino a saturazione (quando andava bene).
L’altare indice oggi di luogo sacrale, ma durante i banchetti romani anche la tavola imbandita era detta Ara (-actare) perché luogo mediatico fra Eros e Thanatos (amore e morte) .

Quanti e quanti altri ancora… ma chissà se all’uomo dell’odierno quotidiano che ha consacrato lo stress a stile di vita, queste piccole conoscenze possono interessare… sarebbe già tanto poter riflettere sul fatto che detti, proverbi, modi di dire, ecc. sono piuttosto una strada insolita e particolare per conoscere qualcosa più di noi…

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