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Vocacibario

Il Brunello? Sempre il Benvenuto!

di Virgilio Pronzati

MappaArticolo georeferenziato

Montalcino e il Brunello
Se il Brunello di Montalcino è oggi uno dei vini più conosciuti e apprezzati nel mondo, il merito è in gran parte della famiglia Biondi Santi. Una lunga storia iniziata con Clemente Santi, che prosegue oggi con Franco e i suoi figli Jacopo e Alessandra. Quasi alla fine dell’Ottocento, da una felice intuizione del garibaldino Ferruccio Biondi Santi, nacque il Brunello di Montalcino. Un vino divenuto mito, che oggi occupa le posizioni di vertice nel mondo del vino. Da quella bottiglia datata 1888, una pietra miliare del vino toscano, sono seguiti i tempi duri e bui, prima della fillossera e poi quelli ancor più nefasti del periodo bellico. Per merito d’alcuni produttori come i Santi e i Colombini, il vino locale, iniziò il lento ma graduale riscatto che condusse Montalcino all’attuale prosperità. 

Non solo. A Montalcino c’è l’esempio (tra i pochi al mondo) di come il vino dia più reddito dell’industria, salvaguardando inoltre la salute dell’uomo e dell’ambiente. Un vino carismatico che valorizza non solo il territorio da cui nasce, ma tutta l’enologia italiana. Da qualche decennio, il Brunello di Montalcino si pone accanto ai grandi chateaux bordolesi. Malgrado la grave crisi economica che ha colpito non solo i Paesi del vecchio continente, il Brunello di Montalcino mantiene un trend positivo, che lo fa attestare tra i pochi grandi vini di fascia alta tra i più venduti.

Benvenuto Brunello
Si conferma da anni, manifestazione d’assoluto rilievo internazionale. In ogni edizione è presente il meglio della stampa mondiale, buyer e operatori del settore, nonchè enoappassionati vari Paesi. 

Location e il Tasting
Nella due giorni ilcinese, il 21 e 22 febbraio scorso, nel suggestivo Chiostro del Museo di Montalcino, c’è stata la presentazione e l’assaggio della nuova annata 2015 (Cinque Stelle) di Brunello di Montalcino, la Riserva 2014 (Tre Stelle) dello stesso vino, nonché Rosso di Montalcino 2018, i Moscadello e Sant’Antimo. Una kermesse oltremodo impegnativa per tutti i partecipanti, pensando che totalmente i vini in degustazione erano ben 351, di cui 143 Brunello di Montalcino, 56 Selezione, 3 Riserva, 130 Rosso di Montalcino, 12 Sant’Antimo e 7 di Moscadello di Montalcino. Precisando che, sebbene alto il numero di vini in degustazione, li abbiano assaggiati tutti nell’arco dei due giorni,

Dalle nostre personali valutazioni, sono emerse le seguenti considerazioni. L’annata 2015 considerata ottima per l’andamento climatico favorevole, ha dato vita a vini dall’intenso profumo, caldi e di buona struttura. Ovvio che essendo “ancora” giovani, hanno bisogno di alcuni anni per divenire più armonici. Su quelli Riserva, derivati dall’infelice annata 2014 (sarebbe più giusto dire “piccola”) caratterizzata da temperature variabili, con molte piogge e poco sole. ha dato uve con pochi zuccheri, limitata sanità e maturazione, che ha costretto a severe selezioni. I vini prodotti, in generale, erano di molta freschezza, un pò magri, con profumi discretamente intensi e persistenza. Le tre Riserve presentate, erano sicuramente piacevoli e invitanti, ma di limitata struttura e persistenza. Facendo il quadro della situazione, gran parte dei Brunello di Montalcino 2015 avranno si una buona longevità, ma già ora in grado di esprimersi.

Globalmente dei Brunello di buona personalità, che spiccano per l’intensità olfattiva (fruttati, speziati e balsamici) e la grande ed equilibrata struttura. Entrando nel dettaglio, secondo i nostri personali giudizi, dei centoquarantatre campioni di Brunello,  venticinque ottimi, quarantuno buoni, quarantacinque medio-buoni e trentaquattro discreti. Simili, i risultati emersi dalla valutazione delle Selezioni/Vigna: dieci ottimi, dodici buoni, tredici medio-buoni e venti discreti. Quelli di maggiore qualità e armonia, presentavano un color rosso granato, un bouquet intenso e persistente, fine, discretamente ampio e composito, con netti sentori fruttati e, in parte vegetali e balsamici, speziati, discretamente boisé, dal sapore secco, fresco e sapido, giustamente astringente, caldo, di buona struttura e continuità, dal retrogusto netto che richiama le note olfattive.  

Gli altri vini
Valutando attentamente i Rosso di Montalcino 2018 li abbiamo trovati per la metà validi, un terzo sul medio e, discreti i restanti. Quest’ultimi, dal medio al discreto, erano si ottimali all’aspetto, ma dai profumi ancora vinosi e appena fruttati, poco  fini e ancora in gran parte tannici e poco morbidi per la giovane età.  Eccone il quadro: sedici ottimi, quaranta buoni, trentadue sul medio.buono e quarantadue discreti.  Mentre tra i Sant’Antimo, cinque si attestavano sul buono e sette sul discreto. Dei sette Moscadello di Montalcino,  ben cinque sul buono e due sul discreto.

Formella della vendemmia 2019
Dal 1992, con l’assegnazione delle stelle all’annata, c’è la posa sulle mura del duecentesco palazzo comunale, di un’artistica formella in ceramica di cm 30x30, con l’anno e le stelle assegnate. Quest’anno la formella 2019 con cinque stelle, è firmata dal presidente del Coni Giovanni Malagò.   

Leccio d’Oro 2020

Grand’attesa nello storico Teatro degli Astrusi al gran completo, per l’assegnazione del Leccio d’Oro. Un importante trofeo di livello internazionale, che annualmente è assegnato a operatori del settore, quali un ristorante, un’osteria e un’enoteca, che si sono distinti nella presentazione, nel servizio, nella diffusione e nella valorizzazione del vino, in particolare del Brunello di Montalcino, che abbiano una Carta dei Vini, con una gamma ampia e rappresentativa di vino Brunello di Montalcino e degli altri vini di Montalcino, in relazione sia alle diverse annate che al numero di etichette di aziende produttrici. Al patrons dei locali è inoltre valutato il livello di conoscenza e preparazione riguardo alla realtà della zona, nonché alle caratteristiche di produzione dei vini.

Quest’anno l’ambito riconoscimento è stato assegnato a Adler Thermae Spa Resort di Bagno Vignoni (SI), Enoteca Italiana di Bologna, Ferraro’s di Las Vegas, Praelum di Singapore. Premio speciale Leccio d’Oro alla catena di enoteche Signorvino e a Ilio Raffaelli, il già sindaco di Montalcino e più amato dai concittadini.  Infine al Teatro degli Astrusi di Montalcino Vittorio Sgarbi ha tenuto una applaudita lezione sul tema del vino nella storia dell’arte,

I Produttori
Col d’Orcia, Collemattoni, Cordella, Corte dei Venti, Corte Pavone, Cortonesi, Cupano, Donatella Cinelli Colombini, Elia Palazzesi Collekceto, Fanti, Fattoi, Ferrero, Fornacella, Fornacina, Fossacolle, Franco Pacenti, Fuligni, Gianni Brunelli - Le Chiuse di Sotto, Giodo, Greppone Mazzi Ruffino, Il Marroneto, Il Pino, Il Poggiolo, Il Poggione, La Colombina, La Fiorita, La Fornace, La Fortuna, La Gerla,  La Lecciaia, La Magia, La Togata, Lçambardi, Lazzeretti, Le Chiuse, Le Gode, Le Macioche, Le Ragnaie, Lisini, Mastrojanni, Maté, Mocali, Musico, Padelletti, Palagetto, Palazzo, Paradiso di Cacuci, Pian delle Querci, Pian delle Vigne, Piancornello, Pietroso, Piombaia, Podere Brizio, Poggio Landi, Podere Martoccia, Podere Le Ripi,  Poggio Antico, Poggio dell’Aquila, Poggio di Sotto, Tenuta San Giorgio, Poggio la Croce, Poggio Lucina, Querce Bettina, Quercecchio, Renieri, Ridolfi, Roberto Cipresso, Salvioni La Cerbaiola, San Giacomo, San Polino, San Polo, Sancarlo, San Lorenzo, Santa Giulia, Sassodisole, Scopetone, Scopone, Sesta di Sopra, Sesti, Solaria, Talenti, Tassi-Franci, Tenuta Buon Tempo, Tenuta Crocedimezzo, Tenuta di Sesta, Tenuta La Fuga, Tenuta Le Potazzine, Tenute Silvio Nardi, Terre Nere, Tiezzi, Tornesi, Uccelliera, Voliero, Val di Suga, Vasco Sassetti, Ventolaio, Verbena, Villa al Cortile, Villa I Cipressi, Villa Le Prata, Villa Poggio Salvi, Agostina Pieri, Aisna, Albatreti, Altesino, Caparzo, Argiano, Armilla, Baccinetti, Banfi, Barbi, Baricci, Beatesca,  Bellaria, Belpoggio, Bonacchi, Bottega, Camigliano, Campogiovanni, Canalicchio di Sopra, Canneta, Cantina di Montalcino, Capanna,   Capanne Ricci, Caprili, Carpineto, Casa Raia, Casanuova di Neri, Casanuova delle Cerbaie, Casisano, Castello Romitorio, Castello Tricerchi, Castiglion del Bosco, Cava d’Onice, Celestino Pecchi, Cerbaia, Ciacci Piccolomini d’Aragona, Col di Lamo, Poggio Il Castellare.

Valutazioni del Consorzio del Brunello di Montalcino per le annate dal 1945 al 2019.  Le annate sottolineate sono quelle tuttora in corso di affinamento in botte o bottiglia. In grassetto le annate a cinque stelle.

1945 ***** 1946 **** 1947 **** 1948 ** 1949 *** 1950 **** 1951 **** 1952 ***   1953 *** 1954 **   1955 ***** 1956 ** 1957 **** 1958 **** 1959 *** 1960 *** 1961 ***** 1962 **** 1963 *** 1964 ***** 1965 **** 1966 **** 1967 **** 1968 *** 1969 ** 1970 ***** 1971*** 1972 * 1973 *** 1974 ** 1975 ***** 1976 * 1977 **** 1978 **** 1979 **** 1980 **** 1981 *** 1982 **** 1983 **** 1984 * 1985 ***** 1986 *** 1987 *** 1988 ***** 1989 ** 1990 ***** 1991**** 1992 ** 1993 **** 1994 **** 1995 ***** 1996 *** 1997 ***** 1998 **** 1999 **** 2000 *** 2001 **** 2002 ** 2003 **** 2004 ***** 2005 **** 2006 ***** 2007 ***** 2008 **** 2009 **** 2010 ***** 2011 **** 2012 ***** 2013****   2014 *** 2015 ***** 2016 ***** 2017 **** 2018 **** 2019 *****
 
Il Brunello & C.  in cifre
(Fonte: Consorzio del Vino Brunello di Montalcino)
La superficie complessiva vitata del territorio di Montalcino è di 3.500 ettari, così ripartiti: 2.100 ettari coltivati a Brunello di Montalcino, 510 ettari coltivati a Rosso di Montalcino, 50 ettari coltivati a Moscadello di Montalcino, 480 ettari coltivati a Sant’Antimo Doc, mentre i restanti 940 ettari sono a Igt.  La produzione media annua dei vini prodotti a Montalcino: Brunello di Montalcino 8.500.000 bottiglie, Rosso di Montalcino 4.000.000 di bottiglie, Sant’Antimo 500.000 bottiglie e Moscadello di Montalcino 80.000 bottiglie. Complessivamente sul territorio operano 250 produttori di cui 208 imbottigliatori, tutti associati al Consorzio. Dimensione delle aziende: il 22% è inferiore ad un ettaro, il 29% sono tra i e 3 ettari, il 15% sono tra i 3 e 5 ettari, un altro 15% è tra i 5 e i 15 ettari, il 9% sono tra i 15 e i 100 ettari, l’1% è sopra i 100 ettari; il 9% sono imprese esclusivamente commerciali. il valore per ettaro tocca quasi quota 1 milione di euro, per un valore complessivo di oltre 2 miliardi di euro. Il 4.500% in più, secondo il sito winenews.it, rispetto a cinquant’anni fa. Il Consorzio del Vino Brunello di Montalcino è nato nel 1967 all'indomani del riconoscimento della D.O.C., come libera associazione fra i produttori, intenzionati a tutelare il loro vino il cui prestigio sempre più andava affermandosi. Ha rappresentato in questi anni uno strumento di scrupolosa e responsabile autodisciplina, sollecitando un coagulo fra aziende vecchie e nuove, piccole e grandi, così che le consolidate e sagge abitudini sono diventate una comune strategia per il successo qualitativo. Il Consorzio tutela e valorizza tutti e quattro i vini a denominazione di Montalcino: Brunello di Montalcino, Rosso di Montalcino, Moscadello di Montalcino e Sant’Antimo.

Trend & Marketing
Crescono infatti le vendite all’estero, che si attestano al 70% della produzione totale (l’anno scorso era stato del 67,5%). A trainare il mercato estero sono gli USA, con oltre il 30%, seguiti da Europa (con UK ancora in crescita, Germania e Svizzera in testa) col 20%, l’Asia (Cina, Giappone, Hong Kong ecc.) che realizza il 15%, il Canada (12%) e il centro e sud America (8%). Il restante 15% è occupato dagli altri mercati. Sale la produzione, con 14.620.000 bottiglie immesse sul mercato nel 2015 (+11% rispetto allo scorso anno), così suddivise: 9.800.000 di Brunello (+17%), 4.500.000 di Rosso, 300.000 di Sant’Antimo e 20.000 di Moscadello. Il giro d’affari del settore del settore vitivinicolo a Montalcino nel 2015 è aumentato di oltre il 10% rispetto allo scorso anno, passando dai 168 milioni di euro nel 2014 agli oltre 187 milioni, dovuto principalmente all’aumento delle vendite di Brunello. Nel 2015 a Montalcino si è registrato un boom di turisti, con oltre +20% rispetto all’anno scorso, quando i turisti furono 1 milione.


Nella foto: Giovanni Malagò e Fabrizio Bindocci

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