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Vini dal centro sud

Vitigno Italia 2005, considerazioni generali

di Ugo Baldassarre

MappaArticolo georeferenziato

La particolarità della manifestazione in svolgimento alla Mostra d'Oltremare di Napoli dal 3 al 5 giugno 2005 risiede, probabilmente, oltre che nello specifico tema conduttore, nell'estrema articolazione degli eventi e delle iniziative.

I tre giorni di degustazioni, infatti, si sono accompagnati a tantissime e originali iniziative. Fra queste spicca il concorso "Vino Autoctono Perfetto", una selezione di 19 prodotti ricavati esclusivamente da vitigno autoctono, tra i quali gli stessi spettatori hanno potuto scegliere il migliore. Per la cronaca, la categoria dei rossi ha visto prevalere il vitigno del Montepulciano e la migliore etichetta è risultata il Radioso 2002 della Tenuta Coppadoro di San Severo di Puglia; il migliore vitigno bianco il Verdicchio, con la netta vittoria di Umani Ronchi Riserva Elenio 2001; il riconoscimento per il miglior vino dolce, infine, è andato al Ben Rye' della casa vinicola Donnafugata.

Particolarmente significativo l'impegno profuso da Slow Food nei Laboratori del Gusto, un punto di incontro con i consumatori, destinato ad insegnare l'approccio corretto col vino, indicandone anche le regole basilari per una giusta degustazione: a ragione questa è stata definita la vera Officina di Vitigno Italia. In particolare Slow Food ha richiamato l'attenzione sui prodotti dei Presidi, come alcuni pecorini, provenienti d'ogni parte d'Italia, sulle mortadelle, sui prosciutti e sui formaggi di malga; ma anche su grandi vini, come l'Amarone ed i vini da nebbiolo, e su vini "alternativi", come ad esempio l'Asprinio d'Aversa spumante, l'Etna bianco ed il Carignano del Sulcis.

Anche Agripromos, azienda speciale della Camera di Commercio di Napoli, ha messo a disposizione la propria esperienza ed i prodotti delle aziende campane per occasioni speciali di degustazione, nel corso di due laboratori al giorno.

Molto importante, poi, il lavoro svolto dai sommelier presso le tre Enoteche del Salone, l'Enoteca del Nord, l'Enoteca del Centro e quella del Sud, ognuna delle quali è stata posta strategicamente negli spazi di passaggio tra una zona e l'altra, lungo un percorso che idealmente ricorda e ricostruisce la geografia della nostra penisola. Presso queste Enoteche, infatti, sono affluiti in questi giorni migliaia di consumatori - curiosi del vino che hanno potuto trovare risposte puntuali proprio nella professionalità e nella preparazione degli instancabili sommelier di servizio. Va detto al riguardo che la gran parte del pubblico di questo salone, in particolare quello partenopeo, è venuto a Vitigno Italia magari privo di particolare preparazione e conoscenza della materia del vino. Ciò è stato possibile grazie all'opportunità, finora unica, di avere anche a Napoli un importante salone sul vino: il palese entusiasmo, dipinto sui volti della gente, è la testimonianza che a molti quasi non è sembrato vero di potersi affacciare così da vicino su questo mondo semisconosciuto; e tanti non si sono lasciati sfuggire questa ghiotta occasione di degustazione.

Interessante anche il lavoro svolto da Vini Buoni d'Italia, che in occasione di Vitigno Italia ha voluto raccogliere, con un lavoro certosino ed al tempo stesso poderoso, i risultati di circa 15000 degustazioni di vini da vitigno autoctono in una guida, selezionandoli e codificandoli nell'edizione 2005, con circa 1000 cantine prescelte, di cui circa 100 hanno ottenuto i massimi riconoscimenti. Assai divertente la degustazione organizzata dalla casa editrice che, in collaborazione con quaranta aziende vinicole, ha fornito al visitatore la possibilità di partecipare, mediante il parere espresso, al gioco "Fai tu la guida".

Ma senza dubbio l'iniziativa più compiuta, soprattuto nell'ambito della ricerca di elementi di valorizzazione del vitigno autoctono, è stata quella che ha riguardato l'istituzione dei Laboratori dell'AIS: dal venerdì mattina alla domenica sera si è assistito al susseguirsi di sperimentazioni e di workshop, ben 10 laboratori che hanno suscitato grandissimo interesse da parte dei visitatori. Assai diversi e tutti "intriganti" gli argomenti affrontati: 1) Il bicchiere giusto - esaltazione e mortificazione di quattro grandi vini rossi, nei bicchieri giusti ed in quelli sbagliati; 2) Abbinamento difficile del vino - in particolare con i prodotti caseari freschi e stagionati della penisola sorrentina; 3) Formaggi erborinati del mondo e vini dolci italiani - dall'Inghilterra, dalla Francia e dalla Spagna matrimoni indovinati ed azzardati tra vini nostrani e formaggi stranieri; 4) Verticale di barolo - condotta da Ernesto e Anna Abbona, marchesi di Barolo; 5) Lo sviluppo delle aree vitivinicole campane - dalla voce di sette protagonisti; 6) Jerman: il sughero, una risorsa naturale che scarseggia - le alternative; 7) I grandi rossi della Campania - viaggio attraverso la Campania in compagnia dei migliori vini da vitigno autoctono; 8) Il Sagrantino di Montefalco - l'evoluzione continua di un grande vino; 9) Vitigni rari: cagnulari, magliocco, nero di Troia, groppello, tintilia - realtà quasi sconosciute, grandi potenzialità; 10) Aleatico e dolci alla frutta ed al cioccolato - l'abbinamento del vino dell'Elba con dolci e specialità tipiche campane.


Conclusioni
La sperimentazione di un modello espositivo nuovo, certamente più snello di altre mostre, improntato allo scambio, al confronto ed all'interazione con il visitatore, è stata senz'altro l'aspetto premiante di questa prima edizione di Vitigno Italia, che ha riscosso un buon successo di pubblico ed ha ottenuto positivi riscontri da parte di tutti gli operatori.
La descrizione, per quanto accurata, di tutte le iniziative di Vitigno Italia non basta tuttavia a rappresentare la vera essenza, l'idea - base della manifestazione che è, e resta, quella di un progetto, di una scommessa particolare. Mettere in risalto le valenze del vitigno autoctono, la sua capacità di competere con quello internazionale, costruire una grande e significativa vetrina per esso, soprattutto al fine di stimolare e muovere mercati e produttori: tutto ciò è Vitigno Italia. Questa intuizione, di cui si deve dar merito al patron ed organizzatore della manifestazione, Chicco De Pasquale, ruota attorno da un principio basilare: l'unica vera e indiscutibile ricchezza dell'Italia vitivinicola, patrimonio esclusivo da non condividere con nessun altro Paese al mondo, è costituita dal vitigno autoctono. Il futuro di gran parte dell'economia di settore ruota quindi attorno alle vicende di questo patrimonio; l'intera partita, in termini di produzione, di acquisizione di mercati e di esportazioni, si giocherà sulla reale capacità di valorizzazione e di sfruttamento di questa grande risorsa.


Fonte news: TigullioVino.it

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Napoletano, 48 anni nel 2007, studi scientifici prima, di giurisprudenza poi. Il lavoro, ormai quasi trentennale, di funzionario amministrativo e...

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