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Il Barolo di Bartolo Mascarello da Pierino Penati

di Sergio Ronchi

MappaArticolo georeferenziato

Il 9 marzo 2005 ho partecipato ad una cena organizzata dall'Associazione Italiana Sommeliers delegazione di Como presso il ristorante di Pierino Penati a Viganò Brianza in provincia di Lecco. La cena è nata con lo scopo di assaggiare varie annate del barolo di Bartolo Mascarello in magnum la cui salute proprio in quei giorni si stava aggravando. Non ero mai stato in questo premiato ristorante e devo dire che la cucina è molto curata e tende a rivisitare piatti tipici della zona e della Lombardia in generale. Una cucina che storicamente è molto grassa e saporita, quella lombarda, viene impreziosita da prodotti di grande qualità lavorati al meglio per esaltare le singole caratteristiche, inoltre il simbolo del ristorante è il rosmarino che ci ricorda i profumi e gli aromi freschi che la cucina propone nei suoi piatti.
Ma ecco la prima sorpresa, al tavolo ci troviamo subito con ben 10 bicchieri pronti ad accogliere le 10 annate di barolo che ci vengono proposte.

Si inizia con miniature calde e fredde accompagnate da un Franciacorta Brut di Bellavista per poi passare a tavola dove troviamo una "tartare di piccione con insalatina di asparagi in vinaigrette alla birra" molto delicata, poi un "risotto con fontina stagionata, verza stufata e salsiccia", per me un po' troppo saporito ma ottimo. Ora il piatto più importante, un grande "stracotto di manzo con castagne, pancetta e purea di patate" che sorprendentemente a tavola è stato servito senza coltello…ma dopo un attimo di stupore abbiamo capito che in effetti non serviva in quanto la morbidezza era incredibile. Siamo passati poi a una "selezione di formaggi italiani freschi e affinati con polenta macinata a pietra" dove i formaggi freschi non c'erano ma quelli stagionati erano veramente notevoli. E poi il dolce, un "fondente al cioccolato affogato nel cioccolato bianco e gianduia" servito tiepido.

La cosa più interessante, senz'altro, l'abbinamento dei vini, serviti secondo una logica di importanza di annate. Con l'antipasto abbiamo assaggiato il 1995, 1997 e 1998, tre annate di medio corpo dove il 1997 svettava sugli altri due. Con il primo piatto sono arrivate altre tre annate : il 1989, 1990 e 1999. Qui il 1990 è risultata l'annata "più giovane" al palato e già di grande intensità e piacevolezza. Con il secondo piatto, le annate più importanti : il 1982, 1985, 1996 e un grandissimo 1967, un Barolo molto in forma considerati i suoi 38 anni. Grande colore, profumi terziari con sentori di cacao, carrube, tabacco e cuoio, perfettamente amalgamati alle note fruttate ormai quasi scomparse ma sotto una nota di freschezza ancora viva e un tannino ancora percepibile.

Un'esperienza che difficilmente si può fare perché spesso vini importanti di questo invecchiamento non si trovano così facilmente e poi il Barolo di Mascarello è noto proprio per diventare migliore dopo almeno 10 anni di invecchiamento dato che l'azienda utilizza sempre e solo botti grandi come la storia di questo nobile vino richiede.

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Appassionato di vino da molto tempo, ho organizzato vari eventi di presentazione prodotti utilizzando varie location a Milano, Padova, Bergamo,...

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