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Dal ristorante a casa tua: Nasce Save Bag la vaschetta firmata Cuki che elimina lo spreco alimentare

DoveVia Pioppette, 3 - Clonne di San Lorenzo, Milano (MI) - Old Wild West

Quandoil 27 giugno 2018

di Mariella Belloni

MappaArticolo georeferenziato

Presentato l’accordo tra Cuki e Old Wild West per contenere lo spreco alimentare fuori casa, in collaborazione con Fondazione Banco Alimentare. L’iniziativa coinvolge i 180 ristoranti di Old Wild West e gli altri 120 ristoranti del Gruppo Cigierre (in tutto 300 ristoranti) che hanno adottato Save Bag, la doggy bag di Cuki per portare a casa il cibo non consumato nel piatto, insieme nella lotta allo spreco alimentare. “Doggy Bag, a chi?”, l’indagine di Cuki sulle abitudini degli italiani nei consumi fuori porta: Nel 40% dei casi, al ristorante, avanziamo cibo che viene destinato alla discarica.

 

La catena di burger&steak house in stile western promuove la cultura del consumo di cibo responsabile e adotta Cuki Save Bag, la vaschetta che permette di portare con sé ciò che non si è consumato al ristorante. Un’abitudine già diffusa in numerosi paesi civilizzati, grazie alla quale ogni pietanza è buona due volte perché, perfettamente conservata nel rispetto di valore e qualità, potrà essere condivisa con altre persone e assaporata in un secondo momento

 

A quanti di noi capita di andare al ristorante e non avere abbastanza appetito per finire tutto ciò che si è ordinato? A tanti, i numeri lo dicono chiaramente: nel settore della ristorazione (commerciale e collettiva), si stima che il valore annuo dello spreco alimentare si aggiri intorno ai 2,6 miliardi di euro con 185 mila tonnellate di cibo sprecato(*).

 

Se hai gli occhi più grandi della pancia usa la testa: è questa l’anima del progetto Save Bag, realizzato da Cuki in collaborazione con Fondazione Banco Alimentare Onlus che da oggi può contare su una nuova preziosa partnership siglata con Old Wild West, la burger&steak house numero uno in Italia. Grazie all’adozione della Save Bag, i ricchi piatti proposti negli oltre 180 Old Wild West d’Italia sono buoni due volte: infatti, d’ora in poi, tutti i clienti potranno portare via ciò che non hanno consumato al ristorante, perfettamente conservato, rispettandone il valore e la qualità, per mangiarlo o condividerlo con altri in un secondo momento.

 

La partnership tra Cuki e Old Wild West oltre ad avere un valore sostanziale ne ha anche uno simbolico, che esprime la volontà di superare i pregiudizi e la vergogna nel chiedere al cameriere di poter portare via gli avanzi contribuendo a diffondere un’abitudine peraltro già consolidata nel mondo anglosassone.

 

Il Progetto Save Bag al quale hanno aderito ad oggi già oltre 1000 ristoranti oltre alle Osterie Slowfood e i ristoranti della catena Eataly, è stato presentato alla XX° edizione del Salone del Gusto di Torino alla presenza dell’ ex Ministro della Politiche Agricole Maurizio Martina e del fondatore di Slowfood Carlo Petrini.

 

Carlo Bertolino, Direttore Marketing Divisione Largo Consumo di Cuki Cofresco S.p.A ha dichiarato:Siamo molto contenti che Old Wild West sia al nostro fianco nella lotta allo spreco alimentare contribuendo a diffondere una buona pratica come quella di portarsi a casa il cibo non consumato nei ristoranti. Cuki, inoltre, da tempo è impegnata nell’attività di responsabilità sociale, offrendo i propri contenitori per la protezione, trasporto e conservazione degli alimenti a sostegno del Progetto Siticibo del Banco Alimentare: con il progetto Cuki Save the Food in 7 anni sono state oltre 3 milioni di porzioni di cibo non consumato dalle mense aziendali, scolastiche e ospedaliere, unitamente ad alimenti freschi, frutta e pane, destinate agli enti caritativi impegnati a offrire pasti agli indigenti.

 

Oltre ai ristoranti Old Wild West, format appartenente a Cigierre, Compagnia Generale Ristorazione SpA, anche gli altri marchi del Gruppo, America Graffiti, Wiener Haus, Pizzikotto e Shi’s, hanno aderito al progetto adottando Save Bag.  Sono quindi oltre 300 i ristoranti “targati” Cigierre che da oggi potranno dare ai propri clienti un’opportunità per contribuire a ridurre lo spreco alimentare.

 

Sul sito www.cukisavethefood.it/savebag i ristoratori che lo desiderano possono iscriversi per ricevere il Kit Save Bag e per registrare il proprio ristorante.

 

Paolo Radi, Direttore Commerciale e Sviluppo Gruppo Cigierre SpA ha aggiunto: "Nei nostri ristoranti serviamo oltre 22 milioni di coperti all’anno, un dato che esprime il successo dell’azienda ma – ahinoi – anche il potenziale spreco che ne consegue. Siamo, quindi, orgogliosi di contribuire alla sensibilizzazione del pubblico su questo importante tema.

La nostra clientela è costituita soprattutto da giovani e da famiglie con bambini, perfettamente in target con questa iniziativa: è doveroso responsabilizzare le nuove generazioni sul valore del cibo, soprattutto al ristorante.

D’ora in poi, tutte le tovagliette utilizzate nelle catene Old Wild West, America Graffiti, Wiener Haus, Pizzikotto e Shi’s, riporteranno un messaggio che stimola il cliente a portare con sé il cibo non consumato. L’invito giungerà sempre anche dai nostri addetti alla sala che hanno colto con grande entusiasmo questo progetto."

 

Testimone di questa importante partnership Marco Lucchini, Segretario Generale della Fondazione Banco Alimentare, organizzazione che, da quasi 30 anni, recupera alimenti da industria, supermercati, grandi piattaforme distributive, ristorazione collettiva, per donarli ad associazioni caritative che assistono le persone in povertà.

“Da tempo siamo convinti della necessità di promuovere iniziative di sensibilizzazione e attivazione del consumatore sulla riduzione degli sprechi alimentari perché ognuno di noi può impegnarsi concretamente nella vita quotidiana per far sì che il cibo non finisca inutilmente nella spazzatura. Per questa ragione plaudiamo all’iniziativa di una catena così diffusa quale Old Wild West e Cuki, partner strategico di Banco Alimentare, che da tanti anni supporta la nostra attività di recupero di eccedenze dalla filiera agroalimentare”.

 

*Fonte Indagine “Surplus Food Management Against Food Waste. Il recupero delle eccedenze alimentari. Dalle parole ai fatti” realizzata da Politecnico di Milano e Fondazione Banco Alimentare Onlus.

 

“Doggy Bag, a chi?”La ricerca di Cuki sull’uso della doggy bag. Nel 40% dei casi gli Italiani al ristorante avanzano porzioni di cibo che purtroppo viene destinato alla discarica

 

La lotta contro lo spreco alimentare ha assunto un ruolo sempre più centrale nella cultura italiana. Prova ne è la legge che regola le donazioni degli alimenti invenduti, più nota come legge Gadda (n. 166/16) in vigore da settembre 2016, alla quale Cuki e Banco Alimentare Onlus hanno fatto seguito con l’iniziativa denominata Cuki Save Bag.

Cuki Save Bag è un progetto di responsabilità sociale che coinvolge tutti i ristoratori italiani e i loro clienti, sensibilizzando i primi a proporre ai clienti di portare via ciò che hanno ordinato e non consumato, i secondi a non vergognarsi di chiedere di poter avere un contenitore adatto per gustare in un secondo momento ciò che non si è consumato o “condividerla live” anziché sui social network. Per questo Cuki ha voluto fare chiarezza sul tema avviando la ricerca* “Doggy Bag, a chi?” che per la prima volta vuole dare un perimetro al tema dello spreco alimentare analizzando le abitudini degli italiani fuori casa. Quasi il 58% degli intervistati, infatti, ammette apertamente che chiedere al cameriere un contenitore per portare via il cibo non consumato provoca vergogna nei confronti del ristoratore/cameriere ma soprattutto verso le altre persone che lo vedrebbero portare via gli avanzi. Ben il 37% inoltre, si sente frenato dal fatto di essere l’unico a fare tale richiesta. La ricerca mette in evidenza un dato ancora più preoccupante: quasi 2 giovani su 3 (cluster dai 18-34 anni) si sentono frenati nell’utilizzo della doggy bag (62% degli intervistati).

La ricerca disegna un’Italia abbastanza diversa a seconda delle regioni: nel Centro e nel Sud quasi 2 italiani su 3 dimostrano remore nella richiesta della doggy bag, mentre nel Nord solo  1 su 2. Inoltre dalla ricerca si evince che anche il personale di sala potrebbe provare in qualche modo una simile “emozione”, in quanto, i dati ci dicono che circa il 77% dei ristoratori propone “mai o raramente” ai propri clienti di portare via il cibo con un contenitore simile alla doggy bag.

Dalla ricerca emerge un dato che dovrebbe farci riflettere e che racconta che la strada nella lotta allo spreco alimentare fuori casa è ancora lunga. Infatti, nel 40% dei casi gli italiani al ristorante avanzano porzioni di cibo che, non venendo consumato, è destinato alla discarica. In presenza di bambini il dato aumenta toccando il 59%. Considerando il numero di “coperti giornalieri” al livello nazionale parliamo di tonnellate di alimenti pronti per essere consumati che invece vengono mandati in discarica. Ma non tutto è perduto. Infatti dalla ricerca si evince che noi Italiani stiamo già “lavorando su noi stessi” per contenere lo spreco alimentare: oltre il 46% ordina un piatto per volta, il 29% chiede di portare via la porzione di cibo o piatto non consumato, il 17% ordina con “il cervello” e non con “gli occhi”, mentre il 7,6% ammette di consumare tutto ciò che ha ordinato anche se non ha più appetito. Già a questo punto si è in grado di dimostrare che portare via il cibo dal ristorante, abitudine oramai consolidata all’estero, sia una necessità reale anche in Italia. è un gesto facile, un impegno concreto che abbatte il pregiudizio e l’imbarazzo, testimoniato dai risultati della ricerca di Cuki. L’indagine mette in risalto che se la doggy bag fosse richiesta da più persone il senso di vergogna provato dal singolo sarebbe minore e che anche il più imbarazzato la richiederebbe. La lenta diffusione di questa pratica in Italia è quindi da attribuire ad un timore del giudizio altrui per un comportamento che nel resto del mondo viene considerato normale. Ciò conferma ulteriormente quanto la paura del giudizio degli altri, prevalentemente sconosciuti si rifletta in modo negativo sul nostro comportamento in tema di spreco alimentare.

Ma cosa farebbero gli italiani del cibo riportato a casa? Il 55% condivide il cibo con la famiglia, riconoscendo, in questo modo, il valore di convivialità del cibo, e il 37% lo consumerebbe personalmente. Ma un dato curioso è che solo il 6% darebbe al cane quanto non mangiato al ristorante, e qui potrebbe nascere una provocazione: è ancora il caso di chiamarla Doggy Bag? Circa il 17% degli intervistati sostiene che a frenarli dal portare via il cibo dal ristorante è proprio il nome doggy bag. Come ultimo dato la ricerca evidenza che c’è ancora una parte significativa degli italiani che non ha sentito parlare di questa buona pratica; Il 36,3%, infatti, dichiara che non ha sentito niente a riguardo. Tra chi invece conosce l’argomento, 1 italiano su 3 afferma di averne sentito parlare in TV, in parte anche in programmi tv con contenuti specifici del mondo food, mentre solo 1 italiano su 5 ne ha sentito parlare nei social network e sulla carta stampata.

 

 

 

 


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