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Pasqua a Cipro…Con chi vuoi!

Doveisola di Cipro

Quandodal 07 aprile 2018 al 08 aprile 2018

di Mariella Belloni

MappaArticolo georeferenziato

Weekend 7-8 aprile 2018

Occasione perfetta per un rigenerante weekend subito dopo quello della Pasqua cattolica, per godersi Cipro in concomitanza con la Pasqua ortodossa, ricorrenza di grande importanza per gli abitanti dell’isola, che quest’anno cade l’8 aprile.

 

Nel 2018 la Pasqua ortodossa cade l’8 aprile, una settimana dopo quella cattolica, e questa breve distanza temporale tra le due ricorrenze può essere un’ottima ragione per trascorrere una settimana a Cipro, mettendo insieme le due date o per trascorrere sull’isola un bel weekend, a stretto contatto con la popolazione locale che riserva alle tradizioni pasquali una grandissima importanza. E visto che, come si suol dire, ogni scusa è buona per partire, giocosamente, quella giusta per viversi un break a Cipro può essere: “Se hai trascorso la Pasqua cattolica con i tuoi, passa quella ortodossa con chi vuoi”.

 

E dopo settimane di Burian e di intemperie che hanno raffreddato la primavera ad Ovest, vale proprio la pena di spostarsi a Est e cogliere questa occasione, perché il clima cipriota ad aprile è già ideale per vivere un po’ il mare (le temperature massime sono superiori ai 22/23 gradi), stare all’aria aperta e godersi lo spettacolo della fioritura, tra piante di agrumi, fiori di campo, accese bounganville e lo sbocciare delle orchidee selvatiche.

 

Tra i fattori che rendono unica una vacanza a Cipro nel periodo della Pasqua figura sicuramente anche l’affabilità dei ciprioti che amano condividere i momenti di festa e di celebrazione con i visitatori.

 

Si inizia con una settimana di anticipo, solitamente il sabato che precede la Domenica delle Palme con le ‘grandi pulizie’ in casa, al rinnovo del guardaroba, alla preparazione di piatti tipicamente pasquali.

Questa giornata è, anche, dedicata a San Lazzaro che, resuscitato da Cristo e perseguitato dai Giudei, sbarcò a Cipro, divenne il vescovo di Kition (Scala), poi ribattezzata Larnaka, ovvero “urna di Lazzaro” e dove si dice sia stato sepolto. E’ proprio a Larnaka, che ogni anno, per celebrarlo viene organizzata una processione molto seguita.

 

Una delle usanze più belle – e, diciamolo, un po’ meno solenni – è la colorazione delle uova, che abitualmente viene fatta il Giovedì Santo. La tradizione vuole che si utilizzi una radice locale, “rizari”, che rilascia sui gusci un colore rosso intenso, simbolico del sangue di Cristo, mentre le uova ricoperte parzialmente di erbe e fiori vengono fatte bollire. Il risultato di questo laborioso processo di lavorazione, una volta rimosse le piante, è un incredibile gioco di forme e colori tra le parti avvolte e quelle scoperte che sono state a diretto contatto con i pigmenti della radice.

 

Sempre rimanendo in tema di fiori e tradizioni legate alla Pasqua, un altro momento davvero particolare è quello in cui, il Venerdì Santo, le ragazze decorano gli Epitafios, strutture in legno preziosamente lavorato e poste al centro di ogni chiesa per simboleggiare il santo sepolcro, con fiori. Alla fine della messa del venerdì vengono portati lungo le vie di paesi e città accompagnati da seguitissime processioni

 

Un altro passaggio fortemente legato alla tradizione nella serata del sabato santo, è il Lambratzia, il rogo che dovrà bruciare, nei cortili delle chiese, il pupazzo raffigurante Giuda su una pira di legni e rami raccolti da bambini e ragazzi nella settimana che preceda la Pasqua. A mezzanotte, accendendo un cero, il papas (prete) solennemente declama Christós Anésti, “Cristo è risorto”, e le persone presenti rispondono all’unisono “Alithós Anésti”, “Davvero risorto”, scambiandosi baci in segno di pace. Quindi tutti si avviano all’altare per accendere la propria candela dal cero del prete, che dovrà essere portata a casa senza farla spegnere.

 

E dopo i momenti dedicati a onorare il lutto per la morte di Cristo, al termine del sermone, si può finalmente festeggiare con gioia la risurrezione. Ci si dà appuntamento dentro e fuori casa per mangiare insieme i cibi tradizionalmente legati alla Pasqua come la squisita “avgolemono”, una zuppa di riso, uova e succo di limone in brodo di pollo.  

L’usanza che appassiona tutti è la sfida tra le uova decorate con cui si ingaggiano vere e proprie battaglie, punta contro punta, per vedere quale si rompe per prima. Quella che non si crepa vince e si aggiudica l’altra.

 

Il momento più gioioso, naturalmente, è la domenica di Pasqua e, soprattutto, nei paesi più piccoli si festeggia pranzando all’aperto con tanti commensali seduti allo stesso tavolo.

Dopo pranzo, si può assistere ai divertenti duetti poetico-musicali chiamati “tchatismata” (riconosciuti dall’Unesco quale patrimonio immateriale di Cipro). Uno degli uomini presenti diventa oggetto di bonarie prese in giro che rivelano, magari, una sua passione segreta per una delle presenti. Non replicare non gli è permesso, così come non è permesso sottrarsi alla scherzosa tenzone che lo costringe a fare buon viso, senza nemmeno potersi prendere lo sfizio di fare cattivo gioco!

 

DELIZIE PASQUALI

 

Oltre alla zuppa “avgolemono” tra le squisitezze pasquali, disponibili anche nelle panetterie e pasticcerie locali, ci sono le “flaounes”, fagottini dal gusto un po’ dolce e un pò salato, preparati con formaggio, spezie ed erbe.

 

Kalo Pascha! Buona Pasqua, in greco.

 

www.visitcyprus.com

 

 

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