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Oltre il BIOlogico: RESILIENS – i vini del futuro

Dovevia Carline, 24, Pramaggiore (VE) - Azienda Le Carline

Quandodal 22 febbraio 2018 al 31 dicembre 2018

di Luigi Bellucci

MappaArticolo georeferenziato

L’azienda agricola Le Carline è da sempre impegnata nella sperimentazione, collaborando con più Università e Regione Veneto – Veneto Agricoltura, realizzando progetti sulle varietà antiche e autoctone del territorio.

È proprio per questo motivo che ha aderito con entusiasmo al progetto della Regione Veneto, messo in pratica dall’Agenzia veneta per l’innovazione nel settore primario, che si prefigge di studiare il comportamento agronomico ed enologico nel territorio veneto dei più recenti vitigni resistenti.

Ora, è stato fatto un ulteriore passo in avanti nel campo della sperimentazione e della ricerca, un passo in avanti che porterà Le Carline Oltre il Biologico.

Quattro anni fa l’azienda ha aderito al progetto della Regione Veneto volto a valutare e valorizzare dal punto di vista qualitativo i prodotti ottenuti sia da vitigni autoctoni sia proveniente dalle varietà resistenti alle principali patologie, recentemente iscritte nel Registro nazionale delle varietà di uva da vino, nell’ottica di una viticoltura maggiormente sostenibile.

Trascorsi tre anni dalla messa a dimora del vigneto, l’annata 2017 rappresenta un importante punto di arrivo, che vede finalmente la nascita dei vini frutto di questi studi e sperimentazioni: nasce così la linea RESILIENS, il cui nome racchiude in sé un significato molto profondo e la natura stessa di questi vini che hanno fatto della resilienza il proprio carattere distintivo: nascono infatti da uve capaci di adattarsi e resistere alle avversità, ottenute dopo diversi incroci tra vitigni del Nord Europa, che hanno dimostrato le migliori caratteristiche di resistenza alle malattie fungine e tra vitigni antichi presenti da sempre nel nostro territorio, che permettono di mantenere le caratteristiche tipiche e varietali autoctone.

 

A partire dagli anni 2000 questi programmi di incrocio hanno avuto un notevole impulso dalle informazioni derivanti dal sequenziamento del genoma della vite (2007) e dagli studi di genetica sul controllo dei principali caratteri, incluse le resistenze. Oggi le varietà resistenti registrate in Europa sono circa 370 e, di queste, numerose sono quelle autorizzate dalle diverse amministrazioni ed effettivamente coltivate nella UE e fuori della UE.

Parlare di viti ‘resistenti’ è una necessità per veicolare al pubblico il concetto che queste viti sono ‘diverse’ da quelle tradizionali, perché hanno bisogno di un numero limitato di trattamenti e sono viti che si adattano bene ad una viticoltura biologica, perché contengono geni specifici di resistenza a peronospora e, in molti casi, oidio. Si tratta ovviamente di geni di resistenza diversi per le due crittogame.
Le malattie della vite sono numerose e per ognuna di queste è necessario identificare i geni di resistenza specifici e lavorare per introdurli, attraverso le tecniche di incrocio controllato (tradizionale e, se vogliamo, naturale, visto che questo è il metodo che usa la natura per creare variabilità genetica utile alle piante per affrontare le sfide della ‘lotta per la sopravvivenza’ (Darwin) o attraverso le tecniche della trasformazione genetica (cisgenesi o genome editing, secondo le visioni più moderne).

Grazie alle varietà resistenti – afferma Daniele Piccinin abbiamo creato vigneti che oltre all’alto livello qualitativo, consentono anche un’elevata sostenibilità ambientale, tema da sempre al centro della nostra missione aziendale. Questi vitigni infatti sono resistenti principalmente alla peronospora e all’oidio, le due malattie della vite più temute dai viticoltori e necessitano quindi solo di pochi trattamenti. Per questo motivo possiamo affermare che questi vini non hanno residui di sotanze chimiche.”

Giovedì 22 febbraio si è tenuta presso la nostra azienda la presentazione di questa nuova linea e di questo progetto, con la preziosa partecipazione di Michele Giannini di Veneto Agricoltura, del Prof. Testolin dell’Università degli Studi di Udine e dell’enologo Emanuele Serafin.

Presenti anche Fisar Treviso, Fisar Portogruaro, ONAV Venezia e AIS Veneto, che ha curato il servizio delle degustazioni con il Delegato Gianpaolo Breda, che ha presentato i principali vitigni oggetto degli incroci e, infine, i due vini RESILIENS.

Il nostro obiettivo era quello di far incontrare in vigna e in cantina la tradizione con la scienza e l’innovazione: I nostri vini RESILIENS sono il frutto di questo successo.

www.lecarline.com

 

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Sono nato in una torre malatestiana del 1350 sulle primissime colline del Montefeltro romagnolo. Forse per questo mi ha sempre...

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