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Quanti errori facciamo a tavola!

di Pier Luigi Nanni

In poche cose noi solitamente sbagliamo come quando ci mettiamo a tavola per mangiare …
Ci lasciamo attrarre, per esempio, dalle suggestioni di una dieta unilaterale, come la dieta vegetariana, la dieta cruda, la dieta di riso o di patate e così via, oppure, bilancino alla mano, adottiamo una rigorosa dieta calcolata e finiamo spesso per ottenere più danni che vantaggi, sconfinando talora nel grottesco.
Sopraffatti dai molti impegni della giornata, mangiamo con l’orologio sotto gli occhi e ingolliamo bocconi su bocconi, mal masticati e mal digeribili, rovinandoci stomaco, fegato e intestino oppure, per non perdere un minuto di lavoro, per non dimenticare un appuntamento importante, per non sottrarci a un colloquio che riteniamo fondamentale, consentiamo al telefono di importunarci anche quando ci stiamo nutrendo e dovremmo invece farlo con calma, conversando con i familiari o con i colleghi, in piena distensione.

Andiamo dal dietologo o dal nutrizionista per farci prescrivere una dieta per il fegato intossicato, per i reni malandati, per il diabete che incalza, per l’acido urico che insidia, poi, una volta a casa, nella propria intimità, dimentichiamo tutto e mangiucchiamo per l’intero arco della giornata quello che non dovremmo e come non dovremmo … : la dieta va a finire così nel bidoncino dei rifiuti insieme alla confezioni, o peggio ancora, degli alimenti che ci hanno saziato e malamente nutrito e che con un ultimo pensiero positivo, buttiamo via. Denaro e salute che continuamente buttiamo via! Tutti questi errori comuni e potremmo definirli ‘volontari’, che vengono commessi per incuria, per sbadataggine o, sempre più spesso, per superficialità.

Ci sono poi gli errori ‘involontari’ che si commettono per mancanza di nozioni dietologiche: mangiamo scorrettamente quello che ci fa male preparato in modo inadeguato mentre, il più delle volte, basta correggere adeguatamente l’alimentazione per vedere migliorati o passare, come d’incanto, i propri disturbi.
Oltre dieci secoli orsono, il medico arabo Rhazes insegnò ai colleghi del suo tempo che “ … quando potete far guarire con la dieta, non prescrivete nessun rimedio …”

Tutti mangiamo più volte al giorno seguendo invece, in linea di massima, esclusivamente i gusti individuali. Piuttosto, di questa necessaria pratica quotidiana, appunto quella di nutrirsi, bisogna fare un’arte, la gastronomia, ma anche una scienza, la dietologia, mettendo in atto regole ben precise, facili del resto da imparare. Occorre tener presente che i nostri cibi sono formati da tre specie di sostanze fondamentali da considerarsi tutte necessarie per le esigenze dell’organismo, sebbene entro certi limiti possa fra loro essere consentita una reciproca sostituzione: proteine, carboidrati e grassi. I cibi ricchi di proteine ne contengono dal 20 al 30%: carni, pesci, legumi secchi, formaggi e le uova che ne contengono circa il 12-14%. Alimenti poveri di proteine sono patate, riso, tapioca, legumi verdi, ortaggi in genere.

Sono invece carboidrati, idrati di carbonio, gli amidi dei farinacei e gli zuccheri, mentre pane, paste alimentari comuni, biscotti e dolciumi ne contengono in varie proporzioni dal 65 all’80%. Ne contengono all’incirca la stessa quantità, il riso, mais, avena e gli altri cereali. Le patate, legumi secchi, alcune qualità di frutta secca, mentre gli ortaggi e verdure ne contengono solo dal 3 al 10%. Gli alimenti più ricchi di grassi sono l’olio d’oliva, 100%; lardo, 80%; burro, maiale, anguilla, formaggi grassi e uova. Tuttavia, oltre alle proteine, carboidrati e grassi, ci sono altre sostanze necessarie alla vita: acqua, sali minerali, vitamine., in quanto largamente contenute nei singoli alimenti freschi. Le vitamine, in particolare, sono fattori alimentari della massima importanza.

Tutte le suddette sostanze ci nutrono in quanto, assimilate dal nostro corpo, fanno da combustibili: bruciano e bruciando sviluppano l’energia necessaria alla nostra attività quotidiana. Il valore nutritivo degli alimenti si calcola in calorie e la biochimica insegna che un grammo di grassi sviluppa circa nove calorie, un grammo di carboidrati poco più di quattro e un grammo di proteine ne sviluppa poco meno di quattro; l’alcol ne sviluppa circa sette per un grammo. Poiché i vari alimenti contengono commisti proteine, carboidrati, grassi, acqua, sali minerali e vitamine, sarà facile scegliere, secondo le esigenze individuali, i cibi più adatti a un determinato individuo, per soddisfare il personale fabbisogno calorico: si chiama, appunto, fabbisogno calorico di una persona la quantità di calorie che le sono necessarie per la sua vita quotidiana considerata di ventiquattro ore.

In un giorno sono necessarie circa 1500-2000 calorie per un individuo che riposa a letto; 2000-2500 per una persona che compie un lavoro continuo considerato tra leggero e medio e 3000-4000 per un soggetto che compie attività pesante e molto affaticante. Quanto alla distribuzione dei pasti nell’arco della giornata, si consideri che abitualmente si segue, nelle nostre famiglie, un’impostazione del tutto errata e inadeguata ai tempi: molti ‘saltano’ la prima colazione e si soddisfano con un caffè; per impegni di lavoro fanno uno spuntino e mezzodì e riservano il ‘pasto forte’ per la sera, cioè poco prima del riposo notturno, ma dovrebbe essere il contrario, come si consuma nei paesi anglosassoni. Il pasto forte dovrebbe essere il primo della giornata per affrontare le fatiche del lavoro; a mezzogiorno un pasto medio e alla sera, prima del riposo, un pasto leggerissimo come il tradizionale caffellatte dei nostri nonni o una tazza di cioccolata o di tea con biscotti. Tutto ciò vale anche e soprattutto per i ragazzi: è una sana abitudine quella che dovrebbero acquisire fin da piccoli, di mangiare molto appena desti, per poi ridurre via via la quantità di cibo, nella loro giornata.

Da questa buona abitudine potranno trarre grandi vantaggi, soprattutto igienici, allorché divenuti adulti dovranno affrontare una vita di lavoro magari pesante che li costringerebbe, durante il giorno, a pasti affrettati e di necessità mal digeriti.

Un’ultima osservazione riguarda la scelta dei cibi, come qualità: è risaputo che la dietetica addita gli alimenti che sono più adatti o meno, secondo i casi, delle alterate condizioni del cuore e del fegato, dei reni o dell’apparato digerente e così via. Ecco perché, in apposite tabelle, sono raggruppate alcune indicazioni fondamentali per coloro che, non perfettamente sani, vogliono saggiamente cominciare dalla dieta per guarire o per cercare di stare meno peggio. Sono semplici norme da tener presenti sia in casa che fuori, nei giorni feriali e nei festivi: in altre parole, SEMPRE, poiché, purtroppo, gli strappi alla regola si pagano cari, pertanto, è meglio essere diligenti e corretti soprattutto con se stessi.

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