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Viaggi enogastronomici

Vino in Villa e il Prosecco Superiore: Marco Spagnol e Col del Sas (Sesta Parte)

di Luigi Bellucci

MappaArticolo georeferenziato

Spagnol Col del Sas

A casa Spagnol arriviamo accolti da Loreta, la mamma di Marco. Dopo qualche minuto arriva anche lui e insieme a una collega giornalista cinese, che viene da Hong Kong, iniziamo la chiacchierata sull’azienda e sulla storia della famiglia. Faremo in seguito gli assaggi dei vini e la visita ai vigneti e all’azienda.

La famiglia collabora al completo, o quasi, alla vita dell’azienda. Papà Orazio è l’agronomo, i figli Marco, Stefano e Alberto si occupano della cantina, della produzione e dell’amministrazione e marketing, mamma Loreta fa da collante e da buona padrona di casa. Solo il figlio Mattia, il quarto fratello, per ora resta a vedere. È stato bisnonno Serafino il capostipite che ha iniziato la coltivazione dell’uva, da buon contadino veneto. Fino agli anni ’80 la famiglia Spagnol era andata avanti gestendo un’osteria e poi decisero che era più interessante iniziare a produrre vino per venderlo a più largo raggio piuttosto che limitarsi alla sola clientela del locale di mescita e fu così che iniziò la produzione che è arrivata ad oggi alle quattrocentomila bottiglie, con una decina di dipendenti, oltre ai famigliari, per una percentuale di esportazione attorno al 30% e in crescita vigorosa.

Una seria intenzione di Marco è quella di cambiare le etichette dei vini, per legarle di più alle origini contadine della famiglia, quindi niente più blasone, ma immagini più stilizzate e con maggiore impatto visivo ed emozionale.
 

Vedi anche Vino in Villa e il Prosecco Superiore: Un successo mondiale (Prima Parte)

Vedi anche Vino in Villa e il Prosecco Superiore: Tipologie e territorio (Seconda Parte)

Vedi anche Vino in Villa e il Prosecco Superiore: Le colonne (Terza Parte)

Vedi anche Vino in Villa e il Prosecco Superiore: Bepin de Eto e Conte Collalto (Quarta Parte)

Vedi anche Vino in Villa e il Prosecco Superiore: Adami e Marsuret (Quinta Parte)


Visitiamo con Marco la cantina con i locali dove avviene la fermentazione e dove sta l’autoclave.

Usciamo poi nel vigneto vicino a casa dove Marco ci mostra un nuovo innesto, argentino, che costituisce un test contro la peronospora di tipo biologico, sfruttando il comportamento di particolari insetti. Il vigneto si trova a circa 370 metri s.l.m.

L’azienda ha 32 ettari vitati, di cui 27 nella parte Prosecco DOCG e solo 5 nell’area Prosecco DOC.

La produzione comprende:

Brut Cru Rive di Solighetto da Glera 100% ma ottenuto da un mix di 85% del 2012 e 15% di 2011, con 10,5 grammi/litro di zucchero.

Brut Col del Sas con 8 grammi/ litro.

Extra Dry Col del Sas.

Dry Col del Sas.

Extra Dry Col Rosé, da Raboso.

Extra Dry Prosecco DOC Treviso.

Vino frizzante Lo Spago DOCG.

Vino frizzante Il Fondo della Tradizione DOCG.

Al momento dell’assaggio Marco ci propone cinque vini.

Primo vino.

Conegliano Valdobbiadene DOCG Prosecco Superiore Extra dry Col del Sas, di 11 gradi dal lotto L 088 13. Il mosto fa decantazione statica, poi due – tre mesi per la spumantizzazione e quattro o cinque travasi programmati o quando potrebbero esserci problemi.

Perfetti colore e perlage. Al naso piacevole la nota fruttata in cui emerge la mela e la netta pulizia. In bocca è fresco, armonico, ben equilibrato, con buona sapidità e un retrogusto di mela e mandorla verde.

Lo valuto 84 punti.

Secondo vino.

Conegliano Valdobbiadene DOCG Prosecco Superiore Rive di Solighetto, di 11 gradi dal lotto L 121 13. Si vendemmiano le uve tra la fine settembre e i primi di ottobre, quindi con una più lunga permanenza dei grappoli in vigna.

Colore paglierino scarico. Al naso avverti una gradevole nota di crosta di pane e di frutta gialla In bocca lo senti cremoso, pieno, pastoso, asciutto, piacevolissimo che invita a ribere..

Lo valuto 87 punti.

Terzo vino.

Conegliano Valdobbiadene Prosecco DOCG Col Spago 2012, vino frizzante, di 11 gradi dal lotto L 045 13.

Colore paglierino. Al naso emergono la nota fruttata che accompagna quella floreale In bocca lo senti fresco, piacevole, discretamente pieno e persistente..

Lo valuto 86 punti.

Quarto vino.

Il Fondo della Tradizione Conegliano Valdobbiadene Prosecco DOCG 2011, vino frizzante, di 11 gradi dal lotto L 114 12. Si presenta lievemente nebuloso dopo la scaraffatura

Colore paglierino carico. Al naso si sentono i lieviti e la crosta di pane. In bocca risulta scarico, poco fresco, vuoto.

Campione non giudicabile.

Quinto vino.

Il Fondo della Tradizione 2012 senza etichetta.

Colore paglierino vivo. Al naso si avverte una buona nota fruttata e una discreta complessità di profumi. In bocca risulta pulito, gradevole, ma si avverte che è ancora in evoluzione e non pare ancora pronto per una valutazione obiettiva..

Campione non ancora pronto.

 

La cortesia di Marco è piena e inaspettata in quanto, vista l’ora tarda, si offre di ospitarci a cena a Conegliano al ristorante Mezzosale, che si trova in centro, sotto i portici antichi di fronte al Teatro Accademia, nella zona pedonale.

L’ambiente è moderno, elegante e raffinato. In sottofondo musica jazz.

Bella carta dei vini, prevalentemente Italia Nord Est con grandi produttori, tra i quali lo stesso Marco, con estrema signorilità, sceglie lo spumante di Arunda per accompagnare i piatti che prenderemo.

Iniziamo con un appetizer di crostini con speck e formaggio di capra, con una spruzzata di origano e un filo di olio extravergine. Altri crostini con prosciutto cotto, formaggio e pepe rosa.

Tra i piatti della carta scegliamo gli spaghetti al pomodoro e burrata, splendidi, gli spaghetti con le vongole, freschissime e deliziose.

A seguire una battuta di carne piemontese, perfetta e tenerissima e saporita.

Ancora eccellenti gamberoni.

Per dessert latte in piedi alla vaniglia con insalata di frutta e uno strepitoso e inarrivabile Variazioni di cioccolato, da togliersi la voglia del cioccolato tanto era abbondante e completo come mix di proposte.

Qualcuno ci deve lasciare in anticipo per problemi di orario di aerei la mattina successiva.

All’uscita un temporale primaverile ci costringe a correre tra i portici e la piazzetta dove avevamo lasciato le auto e arriviamo piuttosto fradici al nostro albergo per il pernottamento.

Per fortuna una bella doccia calda rimette tutto a posto.

Con Spagnol Col del Sas, con la gentilezza e la cortesia di Marco Spagnol e della sua famiglia, con la testa ancora presa dalle emozioni dei Prosecco Superiore e le Variazioni di Cioccolato del Mezzosale concludiamo queste giornate trevigiane nella certezza che il territorio e tutte le sue ormai grandi navi sapranno uscire con il vento in poppa dalla tempesta in cui la crisi di questi anni lo ha cacciato. L’augurio è che le vacche magre degli ultimi sette anni siano alla fine e inizino le vacche grasse per i prossimi sette anni (e oltre).

Foto Credit: Gabriella Repetto.

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Sono nato in una torre malatestiana del 1350 sulle primissime colline del Montefeltro romagnolo. Forse per questo mi ha sempre...

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