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Le Mariage Parfait

di Pier Luigi Nanni

Considerando che gli abbinamenti possono essere personali, occorre porre in evidenza che sono frutto di numerose esperienze e che rappresentano momenti di gusto, poesia e psicologia per cui divisibili in cinque gruppi:

- buon gusto personale;
- psicologici;
- poetici;
- di valorizzazione,
- secondo i rapporti di equilibrio e armonia.

Gli abbinamenti di buon gusto sono quelli che, sollecitando sia le papille gustative che olfattive, danno origine a un’armonia piacevole e carezzevole.
Gli abbinamenti psicologici sono dovuti a fattori variabili quali la motivazione, la quale risulta essere la causa della scelta; da attitudini, cioè punti di vista generalizzati, per cui certe scelte sono gradite o meno; l’esperienza acquisita e le prospettive, in quanto previsioni future che si ripercuotono sul comportamento sotto forma di motivazioni per la scelta dell’accostamento ideale. In altre parole, l’abbinamento varierà di volta in volta secondo le situazioni che si presentano.
Gli abbinamenti poetici sono quelli in cui entra in campo, appunto, la poesia, cioè la parte poetica di noi stessi: quando mangiamo una particolare vivanda o gustando un vino “unico”, la nostra mente vaga lontano e l’estro artistico racchiuso in noi si risveglia! Sono i matrimoni edonistici più difficili, poiché in ognuno di noi evocano interessi diversi e pertanto, discutibili. Richiedono alta preparazione professionale, notevole conoscenza dei piatti e delle sensazioni che ogni vino può manifestare.

Con gli abbinamenti di valorizzazione si tende a risaltare un dato elemento, sia esso cibo o vino. Si deve considerare quale è l’elemento che si vuole evidenziare, farlo prevalere con immediatezza: cibo e vino passano sulla lingua in un insieme di armonicità, poi, giunti alla retrobocca e per aspirazione retronasale, uno o l’altro deve prevalere. Gli abbinamenti secondo rapporti di equilibrio e armonia sono dettati principalmente da sensazioni e stimoli presenti in ognuno di noi. Un facile intuito, un sorriso accennato, un’equilibrata battuta e un educato consiglio, possono essere, il più delle volte, il modo efficace per orientare correttamente il gusto a tavola della clientela in genere, ed anche di quella più pretenziosa.

ABBINAMENTI ENOGASTRONOMICI
Il vino è a tavola e col cibo che esprime il massimo di se stesso, perciò l’abbinamento cibo-vino è uno degli aspetti più importanti e difficili in quanto entrano in gioco innumerevoli parametri che a volte sembrerebbero incompatibili tra loro. L’accostamento del vino con un cibo deve sprigionare nel palato sensazioni armoniche, rotonde, non avere dei picchi che prevaricano il cibo o il vino stesso, per cui deve dare sempre e solo percezioni piacevoli. Se è vero che per un buon pasto occorre la giusta successione delle vivande, è altresì accertato che vi deve essere l’appropriato abbinamento cibo-vino per far risaltare ogni sapore. 

E’ l’arte fondamentale per chi cerca l’armonia dei gusti, l’equilibrio tra un piatto e il calice di vino che l’accompagna. La ricerca di un abbinamento preciso e soddisfacente, non è questione di snobismo o inusitata raffinatezza, ma la giusta evoluzione del senso del gusto che deve essere educato al pari degli altri. Il vino deve esaltare il sapore di una pietanza e questa, a sua volta, deve restituirgli maggior pregio e compiutezza. La scelta per l’abbinamento è suggerita da precisi canoni: alle sensazioni gustative di un cibo devono corrispondere analoghe percezioni gustative, senza che si creino contrasti o stridori.

La sequenza dei vini è in stretto rapporto con le vivande servite perciò:
- prima i vini ricchi di bollicine quali spumanti brut nature, extra brut, dry, frizzanti e poi quelli tranquilli ma empre secchi;
- i bianchi precedono i rosati e i rossi a esclusione dei vini dolci;
- quelli leggeri prima dei corposi e strutturati;
- prima i più delicati e meno aromatici, poi quelli con sapori e profumi più marcati e netti;
- i vini giovani prima di quelli più affinati;
- prima i vini secchi poi quelli amabili e dolci.
- i meno alcolici precedono quelli aventi un titolo alcolometrico più elevato;
- si comincia col degustare il vino avente la temperatura più bassa per proseguire con quelli aventi la temperatura di servizio più alta, con esclusione dei vini da dolci.
…. e molto importante: il vino che bevo al momento, non deve fare rimpiangere e desiderare il precedente e ne sopraffare il successivo!

La tecnica dell’abbinamento ha avuto una lenta ma continua modificazione sul passato, che comunque resiste, e nelle migliori espressioni mantiene fascino e credibilità, per cui tale evoluzione rappresenta soprattutto la logica del buon senso che ricollega e ripropone, in definitiva, la tradizione non codificata ma armonizzata in rapporto alle complesse realtà dei nostri tempi.

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