Registrati!

hai dimenticato la password?

Inserisci il tuo indirizzo e-mail e premi invia.

ricerca avanzata

cerca in
Pubblicità
Home > Esperti > Eventi > Vino

Mercoledì 10 agosto ritorna la serata ‘Calici di Stelle’ alla Cantina Manaresi

DoveZola predosa (BO) - Cantina Manaresi

Quandoil 10 agosto 2016

di Mariella Belloni

MappaArticolo georeferenziato

Con gli abbinamenti preparati dallo chef ospite di questa edizione: Daniele Meli, del Ristorante
L’Arcimboldo, tradizione bolognese reinterpretata, con i Colli Bolognesi Pignoletto D.O.C.G.

Nell’atmosfera ‘sospesa’ della cantina Manaresi, in cima alla collina di Bella Vista a Zola Predosa, mercoledì 10 agosto 2016 alle ore 20.30 (ingresso dalle 20.00) torna Calici di Stelle® , l’evento nazionale del Movimento Turismo del Vino e dell’Associazione Città del Vino che si svolge in contemporanea in piazze, luoghi storici e cantine di tutta Italia.

La cantina Manaresi ogni anno per l’appuntamento sceglie un tema diverso per interpretare i propri vini e sperimentare non banali abbinamenti, grazie ai diversi chef e ristoranti ospiti: in questa edizione di Calici di Stelle® 2016, è la volta di Daniele Meli, chef del ristorante L’Arcimboldo di Bologna, giovane locale gestito dallo stesso Meli e dalla socia Federica Fava. In appena un anno, Daniele nel suo ristorante di Via Galliera si è posto all’attenzione come uno dei più talentuosi interpreti della tradizione bolognese, ma rivista in chiave contemporanea.

La degustazione si terrà sulla terrazza panoramica della cantina, che domina tutti i colli e la pianura tra Bologna e Modena, a partire dalle 20.30 (ingresso dalle 20.00), in tempo per vedere il sole andare giù dall’alto del colle, in un tramonto… da applausi. In attesa della fatidica stella cadente. I vini (che per l’occasione saranno disponibili in vendita diretta), verranno raccontati da chi li produce, ovvero dai titolari dell’azienda Donatella Agostoni Manaresi e Fabio Bottonelli, durante la degustazione.

Tra le novità di quest’anno, per la prima volta gli assaggi verranno serviti al tavolo (con posto assegnato) per garantire a tutti un’accurata degustazione e un pieno godimento della serata in relax.

Per sottolineare la versatilità e la complessità aromatica e gustativa del Colli Bolognesi Pignoletto docg e più in generale dei vini fermi di collina – non solo frizzanti dunque - dei Colli

Bolognesi e di Manaresi in particolare, Daniele Meli proporrà per la serata alcune sue creazioni, come ad esempio (indicativamente):

·      Dopo un’apertura con il Colli Bolognesi Pignoletto docg frizzante, in abbinamento al Colli Bolognesi Pignoletto docg Classico 2014 Daniele propone un’interpretazione in chiave estiva delle polpette bolognesi al sugo e un piatto veramente ‘italiano’ come il millefoglie di Parmigiana di melanzane con gamberi, burrata e olive.

·      In abbinamento al Colli Bolognesi doc Bianco Bologna Duesettanta 2015 segue una rivisitazione di un piatto ‘marchesiano’, come una versione degli spaghetti con baccalà, pomodorini confit e ceci. “E’ una versione estiva di un piatto di Marchesi, ma in realtà è un piatto bolognese in quanto il merluzzo si é sempre mangiato a Bologna, quindi anche qui rimaniamo sulla tradizione”, spiega lo chef.

·      Assieme al Colli Bolognesi doc Merlot 2014, un piatto di carne, ma molto variegato ed adatto per l’estate come il Rollè di coniglio con caponatina.

·      Per finire panna cotta con salsa al mango.

 Il sottofondo musicale, con una selezione che spazia dall’indie-alternative al classic rock, è curato da un grande nome dell’estate bolognese, ovvero Morra mc di Radio Città del Capo (Bologna).

Contributo di partecipazione 33 euro compreso degustazione dei vini aziendali, assaggi gastronomici, acqua, servizio al tavolo. Prenotazione obbligatoria. Serata confermata anche in caso di maltempo.

INFORMAZIONI E PRENOTAZIONI: 

MANARESI, loc. Podere Bella Vista, via Bertoloni 14-16,

40069 Zola Predosa (BO), tel. 335 7070453, 335 8032189, 051 751491

www.manaresi.net, info@manaresi.net   

Per arrivare: su asse attrezzato sp 569 Nuova Bazzanese terza e ultima uscita Zola Predosa, dove la strada da 4 corsie diventa 2 corsie; seguire direzione Zola centro-piscina;  poi dopo il sottopasso, alla rotonda salire diritto per via Bernardoni; alla fine di questa via, svoltare  a destra per via Raibolini, continuare a salire, e al primo incrocio si notano i vigneti con i cartelli aziendali; seguendo queste istruzioni (meglio non seguire pedissequamente i navigatori GPS) da Bologna sono 15 minuti, da uscita Casalecchio della tangenziale e A1-A14, sono 10 minuti.

La cantina Manaresi, dominante 6 ettari di vigneti aziendali (a cui si sono aggiunti recentemente 3 ettari di un nuovo podere più elevato, più 2 ettari impiantati nel 2015 e 2016), con vista su tutta la pianura, su Bologna e San Luca (fino alle Alpi nei giorni limpidi), si sviluppa su oltre 800 mq, al centro del podere sulla collina di Bella Vista. La cantina, dotata di tecnologie per la vinificazione con il freddo e in ambiente riduttivo che rispettano l’uva e il vino, è parzialmente interrata sotto una casa rurale ristrutturata nei suoi volumi originari. Nella parte antica (del primo novecento), lasciata inalterata all’interno con i mattoni a vista e il pavimento in cotto, hanno trovato posto i locali per l’elevage dei vini, con una suggestiva bottaia.

In prima persona

Donatella Agostoni, di professione originaria architetto, ha affrontato l’avventura della cantina, avviata con la vendemmia 2009 dopo 2 annate sperimentali, rimettendosi in discussione in prima persona, ripartendo dalla terra e dall’agricoltura, coadiuvata dal marito Fabio Bottonelli, di professione giornalista, laureato in agraria.

“Non siamo gli annoiati dalla vita metropolitana che vogliono farsi belli con il vino” – dice Donatella. Dietro abbiamo un progetto imprenditoriale, culturale e di vita. Lavoriamo in prima persona, in azienda ci mettiamo le nostre mani e la nostra faccia. Con concretezza, misura, e soprattutto la consapevolezza di dover imparare ogni giorno qualcosa. Sarebbe stato troppo facile affidarsi unicamente a consulenti di grido, o assumere un cantiniere a tempo pieno. Bisogna pestare la terra, stare in vigna e in cantina. In campagna, in cantina ma anche in ufficio e nella parte commerciale ci sono continuamente interventi da decidere, attrezzature da studiare e ottimizzare, processi tecnici di cui impadronirsi, mille incombenze da seguire, i mercati da affrontare.

Essere imprenditori agricoli vuol dire tutto questo, vuol dire decisioni da prendere, ogni momento, facendo i conti con il clima, la terra, la natura. Perché il vino nasce dall’agricoltura ed è vivo. Naturale per definizione”.

Agricoltura ragionata

Nella conduzione agricola, dunque, la parola d’ordine è equilibrio, equilibrio in tutte le situazioni. Ovvero rispetto del naturale equilibrio vegeto-produttivo del vigneto, ottenuto con potature attente alle esigenze delle piante e alla salvaguardia della sanità, in questo territorio dei Colli Bolognesi, dove il terreno manifesta diverse componenti e caratteristiche particolarmente interessanti per la complessità dei vini (arenarie, argille, vene ciottolose e calcaree). In sintonia con questa filosofia, che non parte da ricette preconfezionate da accettare acriticamente, si è deciso di conservare i vigneti esistenti al momento del subentro in azienda (nel 2006), intervenendo con azioni soft di miglioramento e non con operazioni drastiche. Per esempio, nel vigneto più vecchio è stato mantenuto il sistema di allevamento originario ‘doppio capovolto’ con potatura a guyot, che si rivela formidabile per assecondare le caratteristiche proprie del vitigno Grechetto gentile, già Pignoletto, che in questo modo ottiene catene produttive di grappoli costanti per qualità e quantità, con un’esposizione ottimale alla luce-ombra, che ne esalta l’aromaticità e il frutto. Da questo vigneto, che ben documenta anche un pezzo di storia di viticoltura dei  Colli Bolognesi e che di fatto è una sorta di cru, viene vendemmiato il Grechetto gentile per il Classico docg. Allo stesso modo, si è deciso di conservare gli impianti esistenti già allevati a GDC, pur essendo questa una modalità erroneamente associata solo alle alte produzioni di pianura: pur trattandosi di un sistema che presenta alcune criticità, al contempo apporta diversi benefici in questi tempi di clima tendenzialmente più caldo: la maggior copertura della chioma protegge i grappoli dal sole troppo violento e mantiene meglio freschezza, acidità e aromi.

Nel 2013 è iniziata poi la collaborazione con l’agronomo Stefano Dini, mentre in generale si presta particolare attenzione a una potatura non invasiva atta a non ‘invecchiare’ precocemente le piante e quindi a prevenire le malattie, sia seguendo il metodo ‘Simonit e Sirch’, sia seguendo i consigli dell’agronomo, sia con la propria esperienza pratica di Donatella e Fabio.

Nel 2015 e 2016 sono stati rimpiazzati 2,20 ettari di vecchi impianti con la medesima superficie con tecniche di allevamento e gestione agronomica accurata del suolo, dell’inerbimento e della potatura sia secca che al verde.

In campo e in cantina la gestione è improntata al rigore tecnico e scientifico con un’attenzione particolare alla sostenibilità (difesa integrata avanzata) e  la non invasività dell’approccio enologico.

I vini

La gamma Manaresi è composta attualmente da 5 vini:

la ‘bollicina autoctona’ del Pignoletto frizzante Colli Bolognesi docg, che ha sorprende per piacevolezza e ventaglio di profumi freschi;

il Colli Bolognesi Pignoletto Classico docg , intrigante e complesso al naso, di corpo e struttura ma al contempo fresco e nitido in bocca; 

il ‘Duesettanta’, Colli Bolognesi doc Bianco Bologna  (blend di Sauvignon, Chardonnay e Pignoletto, tutto vinificato in acciaio, previa breve macerazione a freddo sulle bucce): quest’ultimo è una piccola sfida per la zona, un vino che è stato apprezzato per la mineralità spiccata e la scattante freschezza, che sostengono una struttura importante; prende il nome dalla diversa esposizione su 3 versanti della collina di Bella Vista (quindi a 270 gradi) su cui è situata l’azienda;

Il Merlot Colli Bolognesi doc, di nerbo, fruttato sostenuto da ideale vena tannica, affinato a lungo per la maggior parte in acciaio e in bottiglia.

Il Colli Bolognesi doc Rosso Bologna ‘Controluce’ 2013 è un rosso di grande impatto olfattivo e gustativo, per carni e piatti importanti; affinato in barriques di rovere francese di diverse tostature e tonnellerie francesi .

Consulente enologo è Emiliano Falsini, noto wine maker toscano.

 

 

 

 

Letto 741 voltePermalink[0] commenti

Tags


Warning: min() [function.min]: Array must contain atleast one element in /www/MW_qPnIayRGG/tigulliovino.it/tags_articolo.php on line 7

Warning: max() [function.max]: Array must contain atleast one element in /www/MW_qPnIayRGG/tigulliovino.it/tags_articolo.php on line 8

0 Commenti

Inserisci commento

Per inserire commenti è necessario essere registrati ed aver eseguito il login.

Se non sei ancora registrato, clicca qui.
PUBBLICITÀ

Mariella Belloni


 e-mail

Leggi tutto...

Archivio Risorse Interagisci

 feed rss area vino

PUBBLICITÀ

Ultimi Commenti