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Vocacibario

Aqua di Lavagna: Branzini e orate di qualità

di Virgilio Pronzati

MappaArticolo georeferenziato

Nutrizionisti e dietologi affermano che è necessario mangiare pesce almeno due volte la settimana.  A questo punto il consumatore si chiede: congelato, surgelato o fresco? Quest’ultimo pescato in mare, cioè selvatico, o allevato?  Dei primi due è senz’altro meglio il surgelato, poiché la conservazione a freddo è attuata in più breve tempo. Sul pesce fresco, sempre che lo sia realmente, sono quasi tutti d’accordo. Meno il consumatore con reddito limitato e con prole.  Spesso, quello allevato, oltre al mangime gli sono dati antibiotici. Quindi, quesiti sia di soldi che di salute.  

A risolvere in parte i problemi elencati, aziende che operano nel settore dell’allevamento ittico, adottando sistemi produttivi all’avanguardia, che tutelano sia la salute del consumatore che dell’ambiente marino in cui operano.  Tra queste, unica non solo in Liguria, l’Aqua srl di Lavagna. Un’azienda sorta nel 2000 a Lavagna, creata dall’ing. Roberto Co e diretta assieme al socio Riccardo Repetto, che produce 320 tonnellate tra branzini e orate, da lavoro a diciotto dipendenti, con un fatturato di ben 2.800.000 euro.  Attività che, vista inizialmente con diffidenza da pescatori e residenti del Golfo del Tigullio, è oggi un fiore all’occhiello dell’economia lavagnese.  Non solo, realizzando la De. Co. Branzino e orata di Lavagna, ci sarebbe un ulteriore valorizzazione del prodotto e del territorio.

Roberto Co guarda fiducioso al futuro, costruendo la nuova sede di Aqua nel Porto Turistico di Lavagna, inaugurata lo scorso sabato 16 aprile. Taglio del nastro dell’ing. Co e benedizione del vescovo di Chiavari Alberto Tanasini.  Un evento che ha richiamato oltre un centinaio di selezionati invitati, tra cui i politici Renata Briano, l’assessore Stefano Mai, i sindaci Pino Sanguineti (Lavagna) e Valentina Ghio (Sestri Levante), Gian Luca Buccilli vice sindaco di Recco, Gabriella Mondello, Luca Garibaldi, Franco Senarega, Alessandro Puggioni, Giovanni De Paoli e Pippo Rossetti, ristoratori, albergatori e molti giornalisti.      

Dopo il benvenuto e la presentazione della nuova sede aziendale dell’ing, Co, gli interventi del vescovo Tanasini, del sindaco Sanguineti, dell’assessore Regionale Mai e dalla Mondello, seguito dall’interessante proiezione di un video sulla struttura di Aqua.  Infine, un brindisi con del Vermentino Golfo del Tigullio-Portofino e le golosità a base di pesce create per l’occasione dallo chef Alessandro Dentone, abbinate allo stesso vino.  Come sempre perfetta la regia dell’evento di Daniela e Lucio Bernini (Dimensione Riviera Promozioni).    


Qualcosa in più sulla società

Aqua, con l’impianto attuale di sedici gabbie nel 2015, ha realizzato ragguardevoli risultati con 320.000 kg di pesce venduto (assorbiti al 65% dalla grande distribuzione, 20% grossisti, 10% GAS e ristoranti, 5% vari altri) e € 2.800.000  di fatturato con 18 dipendenti, fra amministrativi, comandanti, sommozzatori, pescatori, marinai e personale a terra preposto alla lavorazione e confezionamento. Quando tutte le vasche saranno a pieno regime, presumibilmente a fine 2017, Aqua arriverà a pescare 450 tonnellate di orate e branzini l’anno. L’investimento di un milione e mezzo di euro per la nuova sede, si è reso necessario per adeguare le strutture a terra alla crescita produttiva della società e per mantenere un elevato standard qualitativo nel servizio alla clientela. Sono stati realizzati laboratorio di confezionamento, uffici, locali per il personale subacqueo, magazzini e officina tecnica, sala meeting per ricevere collaboratori, clienti, fornitori, ma anche scolaresche e gruppi di persone interessate a conoscere le tematiche legate all’ambiente marino e alla gestione sostenibile delle risorse ittiche. L'acquacoltura, solo se praticata nel pieno rispetto della natura, con metodologie di qualità e sostenibilità, si può rivelare in grado di contribuire sensibilmente alla salvaguardia delle risorse dei nostri mari, ed Aqua a Lavagna, lo è.

Al largo di Lavagna, nel golfo del Tigullio, tra Sestri Levante e Portofino, crescono le orate e i branzini di Aqua, in grandi vasche in mare aperto, in un ambiente incontaminato, in acque cristalline con un naturale ciclo di sviluppo e alimentazione del tutto simile a quello dei pesci selvatici. Per raggiungere un peso di 400 g le orate impiegano oltre 18 mesi di tempo. L'accrescimento non forzato rispetta il metabolismo proprio dei pesci, seguendo il naturale svolgersi delle stagioni, senza forzature esterne (sovralimentazione, trattamento con acque calde, somministrazione di ossigeno e di additivi per la crescita). Tra i progetti futuri di Roberto Co,   realizzare un'avannotteria in Liguria, per far nascere il pesce in casa e controllare tutta la filiera senza interruzioni, dall'inizio alla sua fine.

Aqua è stata la prima società dell’Italia settentrionale a svolgere integralmente il proprio ciclo di produzione in mare aperto. L'attività è iniziata nel 2000, e i primi prodotti sono stati disponibili sul mercato a partire dal 2002. Da subito i consumatori hanno apprezzato l'elevata qualità delle orate e dei branzini allevati seguendo gli alti  standard di produzione con obiettivo prioritario il raggiungimento dell'eccellenza qualitativa del prodotto offerto, tralasciando gli aspetti relativi alla massimizzazione delle rese produttive. La distribuzione è concentrata per circa il 70% in Liguria e il restante 30% arriva nelle altre regioni del Nord Ovest Italia.

I branzini e le orate di Aqua sono individuabili per il consumatore grazie alla targhetta opercolare presente su ogni singolo pesce riportante il logo della Società. Si trovano sia nelle pescherie tradizionali sia presso i Punti Vendita di diverse catene della grande distribuzione organizzata, tra cui Basko, la prima a credere nella valorizzazione di un prodotto ligure di qualità, a cui si è aggiunta in seguito Finiper nella filiera Patto Qualità e poi ancora Coop e Carrefour, fra i clienti Aqua più importanti.  Ecco alcuni parametri di qualità tra i più significativi dei pesci Aqua: Proteine: 19.5%, Grassi su filetto: valore medio 5%, Antibiotici: assenti, Contenuto in acidi grassi insaturi: 70% sul totale.  

 

[Nella foto: Roberto Co mentre taglia il nastro. Alla sua sinistra l’europarlamentare Renata Briano] 

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Virgilio Pronzati, giornalista specializzato in enogastronomia e già docente della stessa materia in diversi Istituti Professionali di Stato...

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