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Vocacibario

Vini Balcani al Palazzo del Principe

di Virgilio Pronzati

MappaArticolo georeferenziato

Sebbene i vini dei Paesi Balcanici non abbiano ancora una certa notorietà, possono vantare antiche origini. La Turchia con l’Anatolia, vanta ben settemila anni di viticoltura.  Con poco meno la Macedonia.  In Bulgaria la viticoltura ha una storia di tremila anni. Anche in Romania che fu provincia dell’Impero Romano, la viticoltura risale ad alcuni millenni.  Lo stesso per la Croazia.  L’occasione di conoscerli e assaggiarli recentemente, in particolare quelli della Romania e Bulgaria, è avvenuta lo scorso mese di marzo nei saloni dell’antico e fastoso Palazzo del Principe, situato nel cuore del centro storico genovese.      

A promuoverne l’interessante tasting Balkan Wine Project, un pool di aziende dei cinque Paesi balcanici dirette dai rispettivi Direttori Marketing Galina Niforou (The Balkans International Wine Competition), Petya Kopankova (SIS Industries LTD), Alexandra Hash (Romanian Wine Promotion Association), Necdet Uzun (Chateau Nuzun Vineyard & Winery) e la partecipazione dei vini della Cave Thace di madame Zlatka Crier, azienda che importa e commercializza vini bulgari della Sintica. La scelta della location, la catalogazione e parte del servizio dei vini è stato curato dall’Onav di Genova, presieduto dal dinamico Massimo Ponzanelli. 

Cinquantadue i vini in degustazione, di cui ventisei della Bulgaria, quattordici della Romania, 2 ciascuno per Macedonia, Croazia e Turchia, e altri 6 della Cave Thrace.  In generale vini di livello medio-buono, con alcuni tendenti all’ottimo.  Entriamo nel dettaglio, partendo dalla Bulgaria. Non tutti sanno che questo Paese è tra i primi sette Stati in Europa nella produzione di vino.  Non solo. L’ export di vino bulgaro è in continua crescita. Secondo lui negli ultimi anni passati sia la resa che la vendita di vino sono aumentate notevolmente. Suoi principali Paesi importatori, Russia, Polonia, Romania, Repubblica Ceca e Germania. 

La parte del leone del tasting è stata dei vini rossi (32) derivati da vitigni di origine francese come Cabernet Sauvignon, Merlot e Syrah che conferiscono un carattere internazionale. Più interessanti e caratteristici per note fruttate e speziate, quelli ottenuti dagli autoctoni Mavrud, Melnik, Pamid e Gamza.  Anche se solo quattro i bianchi e due i rosati, entrambi si sono espressi bene sia al naso che in bocca, in particolare un rosato. 

Parlando della Romania emergono due motivi d’interesse: il primo è che questa nazione occupa il 6° posto in Europa e il 13° nel mondo per produzione vinicola, che nel 2015 si attesta su poco più di 4 milioni di ettolitri. Il secondo, il costante miglioramento qualitativo dei vini e l’uso di vitigni autoctoni tra cui spiccano i Feteasca Neagra e Regala e altri, in particolare nella vocata zona di Cotnari.   Vagliando i 14 vini degustati, buoni i due rosati in particolare quello di Pinot Nero.  Validi i cinque bianchi (da uve Tamaioasa Romaneasca, Sauvignon, Chardonnay e Pinot Gris) tra cui un tipo dolce da vitigni francesi.  Dal medio-buono all’ottimo i rossi: tra i primi, quelli di taglio bordolese, tra i secondi i Feteasca Neagra sia in purezza che con uve d’origine francese. 

I vini della Macedonia hanno un ottimo rapporto qualità-prezzo. Sono molto profumati, di buona gradazione alcolica e, al palato, simili a quelli prodotti in certe regioni italiane. La maggior parte dei vini è prodotta nella zona di Tikves, regione vocata che si sviluppa attorno alla città di Kavadarci, nella Macedonia centrale, dove si producono prevalentemente il Traminer e il Riesling tra i bianchi, il Merlot, il Cabernet Sauvignon e il Vranec tra i rossi.  Buoni entrambi i vini degustati derivati da vitigni bordolesi, di cui uno con un terzo dell’autoctono Vranec.  

Pensando alla Turchia viene subito in mente l’uva passa sultanina, di cui è uno dei maggiori produttori mondiali.  Ma non solo.  L’Anatolia è uno dei pochi posti dove nacque la vite. Infatti, possiede circa 1500 varietà di uva di cui circa 800 geneticamente differenti.  Tra queste, trenta cultivar di qualità. Le più diffuse sono Adakarası, Alicante Bouchet, Boğazkere, Bornova Misketi, Cabernet Franc, Cabernet Sauvignon, Carignan, Chardonnay, Cinsault, çalkarası, çavuş, Dimrit, Emir, Gamay, Grenache, Kalecik Karası, Karalahna, Kuntra, Malbec, Merlot, Narince, Okùzgozù, Papazkarası, Petit Verdot, Pinot Noir, Riesling, Sauvignon Blanc, Semillon, Shiraz, Sultaniye, Tempranillo, Vasilaki e Viognier.  Dal medio al buono i due vini in assaggio ottenuti con uve francesi in diverse percentuali, di cui uno con l’aborigeno Okùzgozù e affinato in barrique.  

Tra le eccellenze della Croazia c’è il vino.  Una produzione rilevante sia dal punto di vista quantitativo che qualitativo, realizzata da 430 produttori (300 all’interno e 130 costiera), con vini estremamente diversi tra loro ed alcune etichette protagoniste del gotha mondiale, soprattutto nell’ambito del bianchi profumati e dei vini da dessert.  Anche se meno diffusi, i rossi sono anch’essi di buona qualità. In questo caso, buoni e compositi il bianco Bogdanjusa e il rosso Plovac Ploski.


I vini in degustazione

Bulgaria  (32 vini)

Peshtera - Thracian Valley Pixels Cabernet Sauvignon 2013 e F2F 2013 

Villa Yambol - Thracian Valley Villa Yambol Merlot Reserve 2013 e Villa Yambol Chardonnay 2015

Edoardo Miroglio - PGI Nova Zagora EM Muscat Ottonel 2015 e Elenovo Mavrud 2011

Via Verde - Struma Valley Motif Melnik 55 2014 e Expressions Blend 2015

Chateau Asena  -  Thracian Valley Thracian Treasures 2012 e Ornament Syrah 2013

Katarzina Estate -  Thracian Valley Mezzek 2014 e Chopin Nocturne 2013

Tohun -  PGI, Thracian Valley Tohun Roze 2014, Tohun 2013 e Greus Merlot 2013

Sintica Winery  -  Struma Valley Explosion Melnik 2008, Conomladi Melnik 2013 e Sinti Réserve 2011

SIS Industries  -  PGI, Thracian Valley Le Photographe Rheinriesling 2011,  Le Photographe Cabernet Franc 2014, Semillon x Viognier 2014 e Tri  Cycle 2014

Terra Tangra  -  PGI, Thracian Valley  Terra Tangra  Rose 2015, Terra Tangra  Grand Reserve 2012, Terra Tangra Single Barrel 2009 e Yatrus 2012 

La Cave Thrace - Le Passionnel Chardonnay 2013, Confiance Merlot 2008, Explosion Syrah 2008, Explosion Cabernet Franc 2008, Explosion Melnik 2008, Phémomenè merlot 2008


Romania  (14 vini)

Crama Ratesti  -  Dealurile Satmarului Feteasca Regala 2015 e Feteasca Neagra 2014

Vinarte  -  DOC-CMD Mehedinti Prince Mircea 2010

Davino  -  DOC Dealu Mare Domaine Ceptura Rouge 2012

Casa de Vinuri Cotnari  -  DOC - CT Cotnari Coloncviu La Roma 2014

Serve Ceptura  - IG Dealurile Munteniei  Terra Romana Feteasca Neagra 2013

Crama Girboiu  -  DOC Cotesti Tectonic Sarba 2014

Alira  -  IG Terasele Dunarii Alira Grand Vin Cuvèe 2011

Corcova  -  DOC CMD Mehedinti Corcova Dessert 2013

Vigna  -  DOC Recas Rose de Petro Vaselo 2015

Oprisor - Carl Reh Winery  -  IG Dealurile Olteniei La Cetate Estate Bottled 2013

Avincis Vinuri  -  DOC Dragasani Avincis Feteasca Regale & Pinot Gris 2013

Croazia  (2 vini)

Vino-Hvar  -  Hvar Island Bogdanjusa  e Plovac Ploski barrique

Macedonia  (2 vini)

Stobi Winery  -  Tikves Wine District Aminta 2013 e Petit Verdot 2012


Turchia (2 vini)

Chateau Nuzun  - Tekirdag Chateau Nuzun  2011 e Chateau Nuzun  2011 (differenti per vitigni e affinamento)

 

Nella foto: (da sin.) Petya Kopankova, l’enologo Federico Ricci, Necdet Uzun, il giornalista Carlo Ravanello, Galina Niforou, Alexandra Hash, lo scrivente e Massimo Ponzanelli Delegato Onav Provincia di Genova.

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Virgilio Pronzati, giornalista specializzato in enogastronomia e già docente della stessa materia in diversi Istituti Professionali di Stato...

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