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Vocacibario

Il Valpolcevera Janua a Palazzo Ducale

di Virgilio Pronzati

MappaArticolo georeferenziato

Già dal Settecento mezzadri e contadini partivano dalla Valpolcevera con carri colmi di barili di vino trainati da cavalli, per raggiungere osterie e cantine di nobili e ricchi genovesi.  A quei tempi, il vino più noto a Genova era si il bianco di Coronata, ma quello di maggior consumo proveniva dalla Valpolcevera (Sant’Olcese, San Cipriano, Castagna, Ceranesi ed altre località) seguito a distanza dai bianchi del Garbo, della Costa di Rivarolo e di Fregoso. Il periodo di questi trasporti avveniva solitamente a inizio primavera. Una suggestiva immagine del passato, che Andrea Bruzzone produttore di Valpolcevera Doc (e di altri ottimi vini e liquori) ha reso attuale, facendo rivivere gli stessi momenti ad alcune centinaia di genovesi e non.

Il cinque dicembre scorso un corteo con figuranti in costume dell’epoca, carrozza e carro col vino partito dal Porto Antico si è fermato a Piazza De Ferrari di fronte a Palazzo Ducale, emblema cittadino prima del potere e della giustizia, e poi dell’arte e della cultura.  Nell’insolito e piacevole evento, c’è stato il momento clou:  preceduta da suonatori di corno marino, l’attesa strappatura del Valpolcevera Doc Spumante Janua, fatta magistralmente alla volée da Andrea Bruzzone col gancio da camalli, un tempo quotidiano attrezzo di lavoro degli scaricatori di porto.  

Non solo un piacevole motivo di folclore, ma una testimonianza storica delle risorse produttive agricole e industriali della Valpolcevera.  Le casse di vino portate da alcuni camalli erano di lamiera e legate con grossa corda.  Elementi di un fiorente passato, quando erano attive fabbriche di lamiera e corderie. Tutto questo per presentare al meglio il primo spumante classico Valpolcevera Doc Janua.  Anche se dopo l’uscita di spumanti dal Levante e Ponente ligure, Janua Valpolcevera Doc Spumante Classico è l’unico che si può considerare zeneize.

La presentazione-degustazione del Valpolcevera Doc Spumante Classico Brut Janua si è tenuta nel noto ristorante Le Terrazze, inserito all’ultimo piano di Palazzo Ducale, a una decina di metri dall’antica torre Grimaldina. A servirlo alle centinaia di invitati, i professionali sommelier Fisar Nello Mosca e Alberto Tamagno.  Nell’occasione, lo Spumante Janua ha fatto il suo ingresso in commercio. Andrea Bruzzone per accompagnare suoi prodotti, ha invitato i produttori di golosità tipiche della Valpolcevera: Salumificio Parodi; Azienda casearia Diamante; Rezzauti Dolci; La Recchese; Rosso Carne; Giorgio Bassoli.  Tra i numerosi ospiti, noti ristoratori e enotecari liguri, colleghi della stampa, assaggiatori Onav, sommelier Ais e Fisar, tra cui Mattia Briganti e Simona Venni, rispettivamente Delegato e Segretaria della Delegazione Fisar di Genova. 


Il Valpolcevera Doc Spumante Classico Brut Janua

Ottenuto da scelte uve Vermentino e Bianchetta Genovese di vigneti dell’età media di 18 anni situati sulle colline di Genova Fegino e Sant’Olcese, dei conferitori Fulvio Ferrando, Franco Trucco e Luigino Cordazzo.  Pigiato in vigna e fermentato in botte d’acciaio inox a temperatura controllata. Dopo la svinatura, alcuni travasi e chiarifica, il vino addizionato di lieviti selezionati neutri (provenienti dalla Champagne), la liqueur e fosfato d’ammonio, ha iniziato il ciclo del metodo Champenois.  La permanenza sui lieviti è stata solo di nove mesi, in quanto lo Spumante Janua doveva uscire sul mercato prima di Natale.  Dopo la sboccatura fatta alla volée, l’aggiunta dello stesso vino e un dosaggio minimo (3% di zucchero purificato). La gradazione alcolica è di 12%. A controllare le fasi di produzione, l’enologo Ettore Ariano, specializzato in vini spumanti.  La denominazione Janua deriva dall’antico nome di Genova, datogli in onore del dio Giano Bifronte. Prezzo medio in enoteca € 21,00.  Bottiglie prodotte: 1.156.

All’aspetto è brillante, di colore paglierino scarico con perlage discretamente fine, fitto e continuo.  Al naso si presenta intenso e persistente, fine, con sentori di pesca bianca quasi matura, erbe aromatiche, fiori di camomilla selvatica e umori boschivi.  In bocca è secco, abbastanza fresco, sapido, delicatamente caldo, di equilibrata struttura e persistenza, con piacevole fondo sapido-amarognolo.  Al retrogusto, si percepiscono le note sapide, fruttate, floreali e vegetali.   Servirlo nelle flutes a 7-8°C.

Piacevole ed invitante come aperitivo, ideale con antipasti caldi e freddi di mare, frisceu di erbette e di pesce, torte classiche di ortaggi e verdure, bavette con frutti di mare, minestra di rossetti e orata al vapore. 

  

Nella foto di Simona Venni:  Andrea Bruzzone con il Janua tra i suonatori di corno Luciano e Andrea Bersani

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Virgilio Pronzati, giornalista specializzato in enogastronomia e già docente della stessa materia in diversi Istituti Professionali di Stato...

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