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Vocacibario

3° Festival dello Sciacchetrà a Manarola

di Virgilio Pronzati

MappaArticolo georeferenziato

Dopo Monterosso al Mare e Vernazza, Manarola ha ospitato la terza edizione del Festival dello Sciacchetrà. Questo piccolo borgo marinaro di soli trecentocinquantatre abitanti e frazione di Riomaggiore, vanta una meritata notorietà. Oltre la suggestività del luogo, da più di mezzo secolo vi si tiene il più grande presepe luminoso del mondo. Non solo.  Per decenni Manarola è stato il paese della festa dei pittori. Guttuso, Birolli, Treccani e tantissimi altri artisti immortalando su tele vigneti, grappoli di case variopinte, scogliere, vignaioli e pescatori, l’hanno fatta conoscere all’estero, assieme alle altre quattro località denominate Cinque Terre.  Un lembo di Liguria tutelato dall’Unesco, creato dalla natura ma modellato e conservato dalle fatiche d’innumerevoli generazioni di viticoltori.  Infatti, dopo il turismo, il vino è la seconda fonte di reddito. 

Milioni di persone hanno assaggiato e gradito i vini delle Cinque Terre. Vini Doc dalle caratteristiche uniche, che si può definirli “ecologici”, poiché i muretti a secco che contengono i vigneti, evitano in gran parte il dissesto idrogeologico del comprensorio delle Cinque Terre.  Dopo questo prologo, entriamo nel reale contesto del Cinque Terre Sciacchetrà. Un vino mitico e d’indubbia qualità che, come per tutto, presenta luci e ombre.  A favore: un ricco bagaglio storico, una buona qualità globale, una discreta notorietà in Italia.  A sfavore: l’esigua superficie vitata di soli 100 ettari, la limitata produzione, la poca notorietà all’estero e l’alto costo.  In sintesi, benché sia considerato uno dei più famosi vini passiti italiani, in realtà è conosciuto solo da una limitata parte d’intenditori o del settore. I più ne hanno solo sentito parlare, poiché il vino è omonimo della celebrata zona turistica. 

Per risolvere il non facile quesito, il Consorzio Cinque Terre Sciacchetrà presieduto dal prof. Bartolomeo Lercari, l’Associazione Amici delle Cinque Terre presieduta dall’ex senatore Luigi Grillo e il Parco Nazionale delle Cinque Terre diretto da Patrizio Scarpellini, hanno promosso lo scorso 26 settembre il terzo Festival del passito delle Cinque Terre, sponsorizzato dalla  Fondazione Cassa di Risparmio di La Spezia. Nell’ambito dell’evento, l’atteso forum sul Cinque Terre Sciacchetrà, visite in varie cantine, degustazione di Cinque Terre Sciacchetrà dei produttori del Consorzio e uno spettacolo recital musicale.   

Dal convegno svoltosi sabato mattina nell’Oratorio dei Disciplinati sito nel centro storico di Manarola, sono uscite alcune proposte per migliorare concretamente l’immagine e la commercializzazione del Cinque Terre Sciacchetrà, con l’ovvia ricaduta sul territorio.  Al tavolo dei relatori e autorità locali, Bartolomeo Lercari, Luigi Grillo, Patrizio Scarpellini, Matteo Melley, Franca Cantrigliani, Stefania Pucciarelli e chi ha scritto.  Moderatore d’eccezione Mario Paternostro, giornalista e colonna della tv Primocanale.  Dopo il saluto del sindaco di Riomaggiore Franca Cantrigliani e la relazione di Matteo Melley presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di La Spezia, sono seguiti gli interventi degli altri relatori. Tra i vari interventi sono da segnalarne alcuni.

Luigi Grillo patron dell’azienda Buranco, ha proposto di invitare a spese dei comuni del territorio, tre noti pittori, rispettivamente da Stati Uniti, Cina e Australia, per ritrarre i luoghi più suggestivi delle Cinque.  Le opere realizzate saranno messe all’asta. La somma derivata dalla loro vendita, sarà utilizzata per ripristino e miglioramento delle attività produttive locali. Patrizio Scarpellini direttore del Parco Nazionale delle Cinque Terre, ha ribadito il rilevante apporto economico conferito al territorio, tutelando e salvaguardando l’ampia zona  del Parco. Inoltre un’ulteriore e meritata notorietà alle Cinque Terre, con la seconda edizione di Sciacchetrail. Una maratona di 47 chilometri che attraversano le cinque località, percorsa da atleti provenienti dai cinque continenti.

Da chi ha scritto alcuni suggerimenti a favore del paesaggio e del vino. Utilizzare l’annullo postale, istituire premi letterari, pittorici e fotografici, e il cambio di capienza delle bottiglie di Cinque Terre Sciacchetrà.  Un’interessante soluzione, suggerita dal collega e amico Pietro Bellantone, può derivare dal formato della bottiglia che lo contiene. Solitamente confezionato in bottiglie da 75 e 37,5 cl, si potrebbe (come da disciplinare) usare delle bottiglie da 25 cl. In questo modo aumenterebbero le bottiglie e diminuirebbe il prezzo. Non solo. Essendo un vino da dessert, ricco di zuccheri e alcol, se ne consumerebbe di più e in modo consapevole.  Tra il folto pubblico, i noti giornalisti Paolo Liguori e Fiammetta Mura.

Dopo la visita alle cantine di Manarola, nel mio caso quella del bravo Lucio De Battè dove ho degustato un ottimo Sciacchetrà, giornalisti, funzionari del settore e produttori sono stati deliziati dai piatti del ristorante Aristide, di proprietà del sindaco Franca Cantrigliani.  Nel tardo pomeriggio il momento clou. I banchi d’assaggio dei produttori di Cinque Terre Sciacchetrà sono stati letteralmente presi d’assalto da numerosi enoappassionati e turisti provenienti da tutt’Italia e dall’estero, in particolare dalla Cina e Stati Uniti.  Una carrellata di gran pregio, con ottime annate che spaziavano dal 2008 al 2012.  Gran chiusura siglata dal recital musicale “Mare Verticale” e della consegna di attestati e premi. 

Due parole sui vini. Entrambi sono ottenuti dai vitigni Bosco (minimo 40%), Vermentino e Albarola da soli o congiuntamente (non più del 40%) e massimo 20% di altri vitigni raccomandati-autorizzati per la provincia spezzina, sono unici nel suo genere: il primo, Cinque Terre è un vino bianco dal colore paglierino con riflessi verdolini, dal profumo delicatamente floreale- vegetale e fruttato (vi si colgono sentori di fiori di d’acacia leggermente essiccati, erbe montane e aromatiche, agrumi verdi come limone e cedro, e netta e inconfondibile nota iodata.  In bocca è secco, molto sapido e iodato, caldo, di buon corpo, persistenza e carattere. 

Il secondo, il Cinque Terre Sciacchetrà è un passito di buona longevità, che si esprime al meglio, evolvendosi nel tempo.  Di colore paglierino carico a giallo dorato da giovane (2-3 anni), si fa dorato carico con riflessi ambrati se mediamente affinato (5-6 anni), assume un colore ambrato con nuances rossicce se molto affinato (10-15 anni).  Dopo un lunghissimo affinamento in bottiglia (dai 20 ai 30 anni) si presenta ambrato molto carico con netti riflessi rossicci tendenti al marroncino. Da giovane, al naso si presenta intenso, persistente e ampio con sentori d’albicocca e pesca e mature, e lieve di semi d’anice.  Se mediamente affinato, si fa più composito e ampio, dove spicca la confettura d’albicocca e pesca, erbe secche aromatiche e lieve di vaniglia.   Se lungamente affinato in bottiglia, si presenta con netti sentori di pesca gialla e albicocca mature e un po’ essiccate, fico secco, prugna secca cotta, miele di castagno, e sempre di molta finezza e personalità. Dal sapore dolce ma non stucchevole, molto sapido, caldo, pieno, vellutato e suadente, di buona persistenza aromatica se mediamente affinato.   Se molto affinato, diventa delicatamente dolce, sapido, caldo, vellutato ma nervoso per la piacevolissima vena tannica e iodata, di gran corpo e continuità, di estrema persistenza aromatica. 


Ecco l’elenco dei produttori presenti

Azienda Albana La Torre di Campiglia

Azienda Agricola Arrigoni Riccardo di La Spezia

Azienda Agricola Begasti di Monterosso al Mare

Azienda Agricola Buranco di Monterosso al Mare

Azienda Burasca di Manarola

Azienda Cantina Sassarini di Monterosso al Mare

Azienda Cantine Litan di Riomaggiore

Azienda Agricola Cheo di Vernazza

Azienda Agricola Forlini Cappellini di Manarola

Azienda Cantina La Polenza di Corniglia

Azienda Agricola Luciano De Battè di Manarola

Azienda Agricola Possa di Riomaggiore

Azienda Agricola Riccardo Fino di Riomaggiore

Azienda Agricola Walter De Battè di Riomaggiore

 

Nella foto di Pietro Bellantone: il tavolo dei relatori e autorità, con un folto pubblico.

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Virgilio Pronzati, giornalista specializzato in enogastronomia e già docente della stessa materia in diversi Istituti Professionali di Stato...

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