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Il Sedano

di Pier Luigi Nanni

L’appio è il sedano spontaneo, cioè selvatico, che coltivato nei giardini a partire dal XVI° sec ha dato origine a parecchie varietà eduli di sedano da coste. Il nome latino di “appio” deriva da una parola celtica che significa acqua, infatti questa pianta predilige i prati umidi.

LA STORIA
L’originale appio era già noto fin dall’antichità, tant’è che se ne sono trovati resti mummificati nelle tombe di alcuni faraoni dove veniva usato come ornamento per le mummie. Ippocrate, ben oltre venticinque secoli orsono, lo considerava un ottimo rimedio per i nervi sconvolti ed i greci, compreso Omero che lo cita nell’Odissea e tra i romani che oltre ad apprezzarne le virtù medicinali, lo consideravano ideale per i defunti al pari dei nostri crisantemi. Appunto fu solo dal medioevo che il sedano si iniziò a coltivarlo e conseguentemte fu utilizzato come condimento, ortaggio ed ancora come pianta medicinale. La prima testimonianza di un suo impiego in una ricetta risale ad un documento francese datato 1623.

LA PIANTA
Il sedano, apium graveolens L. dulce, che appartiene alla famiglia delle ombrellifere, è una pianta biennale avente una radice cilindrico-fusiforme da cui nel primo anno si sviluppano alcune foglie mentre nel secondo si origina il fusto fiorifero, che è cavo al suo interno, molto ramificato ed alto fino al massimo di un metro. Le foglie inferiori sono pennatosette ed hanno un lungo picciolo che si dilata alla base dove diviene amplessicaule; le foglioline ovali sono intere pentalobate ed hanno il margine dentellato e la base cuneata, inoltre, le foglie poste sul fusto sono gradatamente più piccole e più semplici. I fiori sono riuniti in ombrelle poste al termine dei rami, oppure opposte alle foglie mentre il calice è molto piccolo con la corolla composta da cinque petali bianchi. Il frutto è formato da due acheni piano-covessi addossati l’uno all’altro per la superficie piana con evidenti costonature verticali.

Benchè sia disponibile tutto l’anno, il sedano raccolto tra aprile e maggio risulta particolarmente tenero. In Italia la produzione raggiunge le 220000 t e proviene per quasi l’80% da quattro regioni: Piemonte, Puglia, Lazio ed Emilia-Romagna. Per quanto riguarda il sedano a coste verdi, le varietà più coltivate sono il verde di Chioggia, il verde Pascal, il verde di Perpignano ed il gigante di Romagna; per la tipologia a coste dorate si ha il dorato d’Asti, il gigante dorato ed il verga d’oro e per il tipo a coste bianche vi sono il lepade, il nicolaus invernale ed il perla: tre tipologie ma tutte estremamente selezionate e di elevate qualità, basta scegliersi quella che fa al caso di ognuno di noi. La radice si raccoglie dall’autunno alla primavera successiva da piante al primo anno di vegetazione.

LE PROPRIETA’
In principi attivi sono nella radice e nei frutti: olio essenziale, glucoside apiina, oleoresine, acido petroselinico, vitamina A, B e C. Le foglie e le radici sono diuretiche, sudorifere, depurative ed impiegate oltre che per stimolare l’apparato urinario, come coadiuvanti in caso di reumatismi, uricemia, renella, catarri vescicali ed obesità in quanto sono attribuite proprietà digestive e stimolano la secrezione biliare; inoltre, ha la spiccata proprietà di favorire l’eliminazione dei gas intestinali. Possiede anche la capacità di stimolare il metabolismo e risulta indicato nei casi affaticamenti ed esaurimento dovuto a stress. Può essere utilizzato anche per un uso esterno, poiché esercita sulla pelle un’azione sensibilizzante che si intensifica per esposizione alla luce solare. Il sedano, in quanto è considerato a tutti gli effetti una pianta aromatica, è indispensabile nei soffritti ed arricchisce insalate e pinzimoni poiché il cuore è preferibile consumarlo crudo, mentre le costole esterne, più fibrose, sono indicate per la cottura.

ALCUNE PREZIOSE RICETTE DELLA NONNA

- per stimolare la diuresi e processi digestivi - 2 g di radice essiccata in infusione di 100 ml di acqua bollente per almeno dieci minuti e lasciare raffreddare.
Si consigliano 2-3 tazze al giorno lontano dai pasti principali per almeno 4-5 gg.
- per gas dello stomaco e dell’intestino - 1 g dei frutti essiccati in infusione in 100 ml di acqua bollente per almeno dieci minuti, lasciare raffreddare e filtrare.
Si consiglia una tazzina dopo i pasti principali per 4-5 gg.

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