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Vocacibario

Lo Spumante emerso dal Mare

di Virgilio Pronzati

MappaArticolo georeferenziato

Alcuni anni fa, la notizia che Pierluigi Lugano realizzò il primo spumante affinato in mare a oltre 50 metri di profondità, fece velocemente il giro del mondo.  Ne scrissero centinaia di testate, tra cui il famoso New York Times. Un fatto mediatico di straordinaria diffusione, che a parte la meritata notorietà, non tolse a Lugano l’innata modestia e obiettività. Infatti, fu un exploit maturato dopo studi e molteplici considerazioni, cioè derivato da un progetto.  Da quattro anni, dal 2011 a oggi, il suo Spumante Abissi prodotto con la stessa tecnica di “spumantizzazione subacquea”, è oggetto di lodi e critiche.  Qualche critica, non essendo come tutti profeta in patria, viene proprio dal Tigullio. Prezzo elevato ma non lo stesso sulla qualità, sono i giudizi più ricorrenti. Fortunatamente, sia nel resto d’Italia che all’estero, raccoglie positivi consensi.  Valutando i giudizi di casa nel modo più oggettivo possibile, mi viene da pensare che siano frutto di una mentalità “condominiale”. 

 

E’ ormai noto che chi ottiene il successo è spesso visto con invidia e antipatia.  La realtà, come per altri emeriti produttori, è ben diversa.  Pierluigi Lugano oltre il reddito che trae dal suo lavoro, utilizza al meglio i vitigni locali, valorizzando concretamente sia l’aspetto viticolo sia tutto il territorio di produzione.  Facile fare gli spumanti con il Chardonnay, difficile farli con Bianchetta Genovese e Vermentino.  Poi, quella che sembra la nota dolente, il prezzo. Il costo delle operazioni d’immersione e riemersione è di circa 60.000 euro.   Solo il pontone è costato 500 euro all’ora, da assommare al battello d’appoggio, ai sommozzatori, ai marinai e quant’altro.  Una cifra cospicua che non lascia indifferenti, visto quanto ci vuole oggigiorno a guadagnarli.  Ci sarebbero da aggiungere altre migliaia di euro per cambiare via via, gabbie e cinghie usurate.   Non parlo a difesa di Lugano – tanto non ne ha bisogno – ma perche sono stato testimone di queste suggestive ma costose operazioni. 

Per più di sei ore in piedi su un pontone, ho assistito all’operazione di recupero di 30 delle 43 gabbie (di cui sette lasciate per la Riserva) depositate sul fondo del mare di Sestri Levante, a circa 500 metri dalla costa. Le operazioni di recupero delle gabbie metalliche, sono state interamente filmate da due appassionati operatori cileni, e concluse dall’immancabile intervista a Pierluigi Lugano. In precedenza, il momento piacevole della calda giornata con un brindisi dello spumante appena emerso.  A goderne, oltre a Pierluigi, il suo amico marinaio e me, tre affascinanti signore di cui una russa, una brasiliana e Alessia Cotta Ramusino, cantante e sommelier.  A finire piacevolmente la giornata, una cena alla Trattoria Pergola Paggi di Sestri Levante, con golosità liguri abbinate ai vini della Cantina Enoteca Bisson, serviti impeccabilmente e illustrati ai numerosi clienti dalla sommelier Patrizia Agresti,  Delegata Ais per  Tigullio promontorio di Portofino.  

Due parole sul produttore e il vino

Pierluigi Lugano è sicuramente un personaggio nel mondo del vino.  Senza squilli di tromba e grancassa, ma con tenacia e professionalità, si è ritagliato una solida immagine nel contesto vinicolo ligure e non solo.  Nei primi anni 70, Pier Luigi Lugano allora insegnante d’arte (pregevoli i suoi disegni e bassorilievi), s’innamora del vino. Rapidamente acquisisce informazioni sulla tecnica di produzione dei vini e della degustazione, frequentando i tre Corsi specifici organizzati dall’Associazione Italiana Sommelier Delegazione della Liguria. Non solo, dopo avere ricevuto meritatamente il Diploma di Sommelier, partecipa al Concorso del miglior Sommelier d’Italia. Dalla prima e piccola rivendita di vino situata in un vicolo del centro di Chiavari, compie il gran passo, affittando l’attuale cantina con l’annessa enoteca. Infaticabile e con le idee chiare, seleziona e vende anche ottimi vini sfusi con un più che buon rapporto qualità-prezzo.

Profondendo ancora maggiore impegno e risorse economiche, rileva la cantina-enoteca, dandogli l’attuale carisma e producendo vini liguri di qualità, in particolare del levante genovese e, in parte, spezzino. Da alcuni anni il gran salto, passando dall’acquisto delle uve, all’impianto di propri vigneti.  L’ultimo dei suoi tanti successi, Abissi: l’unico Spumante Doc della Liguria sino a qualche anno fa.  Un vino dall’aspetto brillante, di colore giallo paglierino abbastanza intenso, con perlage molto fine, fitto e continuo. Al naso si presenta intenso, persistente, fine, con netti sentori di fiori ed erbe di campo appassiti, mela renetta e lieve d’agrumi (cedro) e brezza marina. In bocca è secco, fresco, molto sapido, delicatamente caldo, di buona ed equilibrata struttura, persistente, con piacevole fondo sapido-minerale.  Quello assaggiato sul battello e non ancora sboccato, è ovviamente non perfettamente limpido, di colore paglierino scarico con netti riflessi verdolini, e con perlage fine e discretamente fitto e continuo.  In bocca è secco, molto fresco e sapido, piacevolmente minerale e iodato, di buona struttura e persistenza.  

Le bottiglie dell’annata 2013 (in totale circa 22.500) contenute nelle gabbie metalliche emerse recentemente, saranno sul mercato a ottobre-novembre di quest’anno. Circa 18.000 bottiglie da 75 cl di Spumante Doc Metodo classico Pas dosè, prodotto con uve Bianchetta Genovese, Vermentino e una piccola parte di Simixà da vigneti dell’età media di 15 anni situati a Verici e Trigoso. Della stessa tipologia: 780 Magnum e 50 Jeroboam.  Del Rosè prodotto con Ciliegiolo e Granaccia della medesima età dei vitigni e provenienza, sono state ottenute 2.800 bottiglie da 75 cl e 255 Magnum.    


Nella foto: l’emersione di una gabbia con circa 500 bottiglie di Spumante Abissi

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Virgilio Pronzati, giornalista specializzato in enogastronomia e già docente della stessa materia in diversi Istituti Professionali di Stato...

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