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Alajmo, Biasetto, Perbellini, Sabadì: quattro “Musquettieri” per Nero Musqué

DoveVia Montecchia, 12, Selvazzano dentro (PD) - Alajmo La Montecchia

Quandoil 25 giugno 2015

di Mariella Belloni

MappaArticolo georeferenziato

Una cena di quattro star della ristorazione per scoprire il perfetto abbinamento del dessert con un grande vino di Ca’ Lustra.

Nata da una “sfida” che Franco Zanovello (Ca’ Lustra) ha lanciato a quattro grandi della ristorazione: il perfetto abbinamento del dessert con un vino dolce.

Massimiliano Alajmo (Le Calandre), Luigi Biasetto (Atelier Biasetto), Pierluigi Perbellini (Rinomata Offelleria Perbellini) e Simone Sabaini (Sabadì) hanno raccolto il guanto della sfida e hanno realizzato una creazione dolce pensata per Nero Musqué, il “figlio” siciliano di Ca’ Lustra, frutto del recupero del Moscato Nero di Parenzo, vitigno selvaggio e di grande espressività.

La cena avrà luogo giovedì, 25 giugno alle ore 20 presso il Ristorante La Montecchia a Selvazzano Dentro (Pd). Al termine della cena realizzata da Massimiliano Alajmo, gli illustri interpreti di Nero Musqué guideranno gli ospiti in una degustazione dei dessert da loro realizzati e spiegheranno come sono arrivati ad armonizzare le loro creazioni con questo vino particolare.
Max Alajmo (Le Calandre), Luigi Biasetto (Atelier Biasetto), Pierluigi Perbellini (Rinomata Offelleria Perbellini) e Simone Sabaini (Sabadì) hanno raccolto il guanto di sfida e realizzato una creazione dolce pensata per Nero Musqué, il “figlio” siciliano di Cà Lustra, frutto del recupero del Moscato Nero di Parenzo, vitigno selvaggio e di grande espressività.
La serata, con menu realizzato da Max Alajmo e la brigata della Montecchia, concluderà in una  degustazione dei dolci realizzati dai quattreo “Musquèttieri” che spiegheranno come sono arrivati ad armonizzare le loro creazioni con questo vino particolare. Ecco l’anteprima del menu.
Aperitivo
Tartelletta di passata di pomodoro e basilico
Sfoglie calde al curry
Nuvola di mais con purè di fave verdi, fagiolini e basilico
Pizza vegana al vapore
Nuvola di Parmigiano alle nocciole
Ravanelli all’aceto con crema di semi di girasole al coriandolo
Tartare vegetale con crackers di semi
Pinello “sur lie”, antico vitigno Euganeo da una sperimentazione di Cà Lustra
A tavola
Raviolo di cipolla al fumo e cenere
A’ Cengia DOC Colli Euganei Moscato Secco selezione Zanovello
Cordon vert
Pedevenda DOC Colli Euganei Manzoni Bianco selezione Zanovello
I dolci
Cannolo di riso e ricotta di pecora alla fava di tonka con marmellata di peperone rosso e cacao criollo (Max Alajmo)
Caraffè - cremoso al mascarpone, caramello in savoiardi al caffè, cioccolata liquida, affogato in Nero Musqué (Luigi Biasetto)
Foresta Nera affumicata - melacca di cioccolato fondente, salsa di marasche, terra di cioccolato salato e cioccolato soffiato affumicato e amarene disidratate (Pierluigi Perbellini)
Napolitain lavorato a freddo con falso pepe del Perù (Sabadì)
Nero Musqué V.d.T. rosso 2012 linea Zanovello Sicilia, Cà Lustra
E per finire spaghetti aglio, olio e peperoncino
Pedevenda sur lie selezione Zanovello

Costo della serata € 85,00 per persona
Per prenotare cliccare qui
Alajmo La Montecchia - Via Montecchia, 12
35030 Selvazzano Dentro (PD)
Tel. 049/8055323


Il rosso siciliano di Zanovello sugli scudi. Da un vitigno avaro poche preziose bottigliette Nero Musqué è il nome che gli abbiamo dato da clandestino, “Moscato Delle Rose” il nome che prenderà dalla prossima vendemmia, dato che ora abbiamo conquistato per lui un nuovo “permesso di soggiorno” in Sicilia. Perché questo vitigno, da almeno tre millenni, è un eterno migrante tra i diversi lidi del Mediterraneo, accolto o eliminato a fasi alterne secondo gli umani umori. Di certo è un “diverso”, maschile nei tratti, selvaggio nel comportamento, ma femminile nel profondo: solo lui fra tutte le viti europee, infatti, fa fiori femminili anziché ermafroditi. Una decina d’anni fa abbiamo salvato, con un’incursione notturna, una congrua quantità di gemme dall’ultimo eccidio perpetrato a suo danno sui Colli Euganei. Ora ben 4.000 ceppi di “Moscato Delle Rose”, già “Moscato Nero di Parenzo”, vivono rigogliosi a Grisì, paese di ottocento anime nell’estremo Nord-Ovest Palermitano, sulla sommità di una collina tufacea/dolomitica con vista sul Tirreno. E’ un ritorno all’antico, poiché fino a cent’anni fa esistevano ai piedi dell’Etna gli ultimi esemplari del Moscato Nero diffuso ai tempi della Magna Grecia. E pare che proprio da Catania i Principi di Campofranco l’abbiano portato con sé trasferendosi in Alto Adige verso la metà dell’ottocento, dando così origine al quasi gemello Rosenmuskateller. E’ un vitigno dal comportamento selvaggio, da liana che si avvolge sulla spalla e per dar frutto necessita del seme (polline) di tante consimili attorno.
Questa varietà archetipale è tanto avara nel produrre frutto, quanto libera e spontanea nella trasformazione in vino: nulla occorre fare se non aspettare il giusto giorno di vendemmia, quando luce e aria avranno concentrato adeguatamente aromi e zuccheri nelle uve.
Dopo la pigiatura basta attendere che la fermentazione si fermi da sola, verso i 16 gradi alcolici, all’incirca dopo un mese. Tolto il vino dalle bucce, corposo e ben dolce, si ripone in vecchi barili dove continuerà a vivere libero di trovare i suoi equilibri adulti. Selvatico è anche l’aroma che sprigiona, memoria permanente della macchia odorosa che copre le isole Egee, dove nacque millenni orsono. Caldo, intenso e aromatico, con sentori di pesca e frutti rossi, in bocca esplode con sapori decisi, di liquirizia, di lampone, di piante aromatiche assolate del Mediterraneo. La fiera selvatichezza si evidenzia ancora nella complessità degli accompagnamenti a tavola. Ed è per questo che stasera lasciamo spazio alla creatività dei maestri di cucina...

 

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