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Doc e Docg

Breganze Doc

di Sergio Ronchi

MappaArticolo georeferenziato

Ci troviamo a nord di Vicenza, ai piedi dell'altopiano di Asiago, in un territorio collinare dove al centro troviamo appunto la cittadina di Breganze. La zona è quella racchiusa tra le Valli del fiume Astico e del fiume Brenta e comprende anche cittadine note come Marostica e Bassano del Grappa. Il territorio è caratteristico anche per la coltivazione di alberi da frutta, in particolare ciliegi e ulivi. Il clima è particolarmente mite in quanto la zona è protetta a nord dall'altopiano. La DOC Breganze è nata nel 1968. La vite è coltivata sui terreni vulcanici, tifici e morenici presenti nella zona. La DOC comprende varie tipologie di vini ma certamente le più caratteristiche sono quelle storiche della zona e cioè Torcolato e Vespaiolo.

Sono comunque previste dal disciplinare le seguenti DOC Breganze:

Bianco, da uve tocai
Rosso, da uve merlot
Cabernet, da uve cabernet franc e/o cabernet sauvignon e/o carmenere
Cabernet Sauvignon, da uve cabernet sauvignon
Pinot Nero, da uve pinot nero
Marzemino, da uve marzemino
Pinot Bianco, da uve pinot bianco
Pinot Grigio, da uve pinot grigio
Vespaiolo, da uve vespaiolo
Chardonnay, da uve chardonnay
Sauvignon, da uve sauvignon
Torcolato, da uve vespaiolo portate ad appassimento naturale (titolo alcolometrico minimo 14%)

In particolare del vespaiolo si ha traccia già dal 400.
Il nome deriva dal fatto che le vespe sono molto attratte da questa uva quando è matura. E' un'uva di tarda maturazione e produce un vino che può essere adatto all'invecchiamento. Nel bicchiere ha un colore giallo paglierino con riflessi verdi, il profumo lo fa sembrare quasi un vino aromatico e al naso troviamo profumi di frutta cotta e di fiori di acacia ma anche mela e mandorla; è un vino secco. L'abbinamento tipico è con gli asparagi alla bassanese e anche con il baccalà alla vicentina.

L'altro vino caratteristico è il Breganze Torcolato, un vino passito che viene prodotto fino dal 1600.
Il nome deriva dal fatto che una volta raccolti i grappoli, vengono messi appesi e attorcigliati alle travi ad appassire. Una volta avvenuta la fermentazione, il vino viene fatto affinare in piccole botticelle di legno ma alcuni produttori preferiscono lasciarlo in acciaio. Nel bicchiere risulta di un giallo dorato o ambrato con sentori di fiori, frutta matura, frutta tropicale, miele, vaniglia e note balsamiche. Ha un finale molto lungo. Non è necessario abbinarlo ad un cibo, è un vino da meditazione. In zona però si utilizza anche in cucina e a fine pasto con pasticceria secca o formaggi ma è particolarmente interessante con la frutta secca.

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Appassionato di vino da molto tempo, ho organizzato vari eventi di presentazione prodotti utilizzando varie location a Milano, Padova, Bergamo,...

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